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«ICA»: chi siamo?

L’«Istituto di Catechetica» (ICA) forma parte della Facoltà di Scienze dell’Educazione (FSE) dell’Università Pontificia Salesiana (UPS). Attualmente è composto dai seguenti professori: Corrado Pastore (Dir.), Ubaldo Montisci, José Luis Moral, Cyril De Souza, Jerome Vallabaraj e Miroslaw Wierzbicki.

 

La vita e la storia dell’ICA appaiono strettamente legate alla vita e alla storia dell’Istituto Superiore di Pedagogia del Pontificio Ateneo Salesiano (PAS), diventato poi Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’UPS. Oltre a ciò, lo studio e l’interesse per i problemi catechetici sono stati presenti nel PAS (UPS nel 1973) sin dall’inizio per espressa volontà del suo fondatore, Don Pietro Ricaldone. Già nei primi Statuti approvati dalla Santa sede (12 giugno 1940) sono previsti «un Istituto e un Seminario di Pedagogia» con annessa una speciale Scuola di Catechetica. La storia dell’ICA, in realtà, può ritenersi incominciata nel 1953 perché solo allora la Scuola ricevette una prima forma di attuazione sotto il nome di «Istituto di Teologia dell’educazione e catechetica». Infine, l’abbinamento tra pedagogia e catechetica, pur non essendo totalmente nuovo, appariva senz’altro originale, dal momento che la catechetica, essendo anche parte della teologia pastorale o pratica, aveva trovato il suo posto tradizionale nel contesto delle scienze teologiche.

 

§ Primo periodo dell’Istituto (1953-1965)

 

I primi anni dell’Istituto di Teologia dell’educazione e catechetica trascorrono a Torino. Trasferito a Roma (1958) –nella sede del «Sacro Cuore» di Via Marsala–, passa a denominarsi semplicemente Istituto di Catechetica.

 

Il giovane Istituto comincia a farsi sentire nel contesto generale del rinnovamento della catechesi vissuto negli anni della preparazione e della celebrazione del concilio Vaticano II. La fine dei lavori conciliari coincide anche con il trasferimento del PAS alla sua nuova e definitiva sede. Si apre così una nuova tappa e un orizzonte inedito.

 

Assieme allo sviluppo della docenza, in quei anni, spuntano ugualmente le prime ricerche in diversi ambiti (educazione e catechetica, manuali didattici per l’insegnamento della religione, metodologia catechetica, ecc.). Dietro c’è un gruppo di professori che conferisce forma e vita universitaria all’Istituto, tra questi: Lazlo Csonka, Giancarlo Negri e Giuseppe Groppo.

 

§ Secondo periodo: nuove prospettive per la Pedagogia e la Catechetica (1965-1981)

 

Il definitivo trasferimento di tutte le Facoltà dell’UPS alla nuova sede nel quartiere «Nuovo Salario» (1965) segna una svolta decisiva tanto per la vita della FSE come per quella dell’ICA. All’interno della nuova configurazione della facoltà, l’ICA potrà esprimere finalmente la sua missione e la sua specificità, caratterizzata da tre istanze fondamentali: la particolare attenzione ai problemi dell’educazione e della pastorale giovanile; l’ampio sviluppo e attenzione dati alle scienze umane; la specifica abilitazione per il settore della ricerca positiva e della sperimentazione. In questo periodo avviene anche l’incorporazione progressiva di nuovi professori: Emilio Alberich, Roberto Giannatelli, Joseph Gevaert, Ubaldo Gianetto, Cesare Bissoli, Franco Lever, Zelindo Trenti.

 

Si tratta di un periodo particolarmente creativo e produttivo. Coincide con la ricca stagione del postconcilio, momento vivacissimo nel quale gli impulsi conciliari avranno un enorme impatto sulla catechesi e sulla catechetica. Tutto il campo della prassi e della riflessione catechetica ne rimane condizionato, e nuove istanze e realizzazioni aprono suggestivi orizzonti: la dimensione antropologica, la riscoperta della Bibbia, la centralità della comunità, il primato della catechesi di adulti, l’affermazione di nuovi linguaggi, la rivoluzione mediatica, ecc. In tutto questo vario e stimolante contesto, l’ICA si trova completamente inserito e vi partecipa con interesse e vitalità, la cui manifestazione si può costatare nei tre settori fondamentali della sua attività: docenza, ricerca ed estensione universitaria.

 

Sarà in questo periodo, per ciò che concerne alla docenza, quando si moltiplicano i corsi propriamente catechetici: catechetica fondamentale, metodologia e storia della catechesi. Significativa appare anche l’organizzazione di diversi corsi interdisciplinari, con la partecipazione di più professori, a partire dal 1972. L’attività docente amplia il suo orizzonte e trova inediti campi di applicazione: la relazione fra catechesi e cultura; la dimensione antropologia, biblica e missionaria della catechesi; i rapporti tra catechesi e comunicazione sociale, tra catechesi e handicap; gli aspetti organizzativi e legislativi della catechesi, ecc.

 

L’ambito della ricerca e della divulgazione sperimenta un aumento significativo di espansione e qualità attraverso pubblicazioni, organizzazione di seminari e convegni, dissertazioni di licenza e di dottorato, sperimentazione nel campo dell’insegnamento scolastico della religione. Alcune esempi: i 16 volumi della collana di «Quaderni di Pedagogia Catechistica» (1970-1077); la «Rassegna delle riviste» (1969), diventata poi «Annale. Rassegna annuale di studi di Catechetica e di Pedagogia Religiosa» (1998); l’insieme di iniziative nel campo dell’insegnamento della religione nella scuola; infine, l’Istituto partecipa nell’elaborazione di importanti documenti catechetici postconciliari (come sono il «Documento di base» del progetto catechistico italiano, il «Direttorio Catechistico Generale» e i nuovi catechismi della Conferenza Episcopale Italiana).

 

Nel capitolo dell’estensione universitaria evochiamo alcune tra le tante attività accademiche o para-accademiche di formazione: i Corsi estivi nell’Alto Adige per l’aggiornamento catechetico del clero e degli insegnanti di religione; la collaborazione con diversi centri catechistici; la nascita e attività del Gruppo Italiano Catecheti (1976) che più tardi diventerà l’Associazione Italiana di Catecheti; gli Incontri italo-tedeschi, iniziati nel 1973; i viaggi di studio, sia in Italia che all’estero; infine, i numerosi seminari di studio e convegni.

 

§ Terzo periodo: il «Dipartimento di Pastorale Giovanile e Catechetica» (1981-2003)

 

Nell’anno accademico 1981-1982 la specializzazione in Catechetica viene affidata, insieme a quella della Pastorale Giovanile, a una nuova realtà: la cosiddetta «Struttura dipartimentale di Pastorale Giovanile e Catechetica» che, dal 1987 in poi, passerà a costituire il «Dipartimento di Pastorale Giovanile e Catechetica» (DPGC).

 

Il DPGC appartiene a due facoltà – Teologia e Scienze dell’Educazione – ed è l’incaricato di organizzare e gestire il nuovo curricolo di pastorale giovanile e catechetica. La creazione del «Dipartimento» porta con sé la riaffermazione della centralità, all’interno dell’UPS, del carattere pastorale e catechetico della sua missione. L’ICA si vedrà evidentemente impegnato nella vita e organizzazione della nuova struttura accademica, mentre continua la sua attività nei diversi campi della ricerca e della riflessione catechetica.

 

In questo periodo si succedono alla guida dell’Istituto, come direttori, Roberto Giannatelli (1980-1983), Cesare Bissoli (1983-1986 e 1989-1995), Emilio Alberich (1986-1989), Zelindo Trenti (1995-2001) e Cyril De Souza (2001-2007). Diverse pubblicazione vedono la luce, raccolte attorno a nuove collane: «Studi e ricerche di catechetica» (dal 1982); «Scuola e religione» (dal 1988); «Catechesi e cultura oggi» (2000); «Pedagogia religiosa» (2001). A questo riguardo, l’impresa fondamentale è stata quella della preparazione e pubblicazione del Dizionario di Catechetica. In riferimento al tema dell’IR, meritano di essere citati il progetto «Viva la vita» e il manuale/prontuario per l’insegnante di religione «Religio», cosi come altre tante opere sulla catechesi di adulti, la formazione dei catechisti e diversi manuali. Nel 2003 si compivano cinquant’anni di vita dell’ICA che, senza dubbio, invitano a guardare con speranza il futuro, riaffermando l’identità e rinnovando il proposito di rispondere alla propria missione, confermare cioè l’impegno educativo e catechetico che sempre ha contraddistinto l’Università Salesiana.

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