Iraq, attentati contro cristiani

Secondo una fonte del ministero della Difesa iracheno, le vittime degli attacchi alle abitazioni dei cristiani a Baghdad nelle ultime 24 ore è di “sei morti e 33 feriti”.
Gli attentati hanno preso di mira anche una “chiesa, che è rimasta danneggiata”.
Diverge il bilancio anche sugli attentati di ieri sera: secondo il vicario episcopale siro-cattolico Mons.
Pios Kasha, nei attacchi contro tre abitazioni dei cristiani sono rimasti ferite tre persone, tra i quali un bimbo di quattro mesi.
Una fonte del ministero dell’Interno aveva riferito invece che gli attacchi, con ordigni artigianali, non avevano provocato vittime.
Gli attacchi arrivano dieci giorni dopo il massacro nella cattedrale siro-cattolica di Baghdad, costato la vita a 46 civili, fra cui due preti, e a sette agenti delle forze di sicurezza.
L’attentato è stato rivendicato dall’ala irachena di al Qaida, che aveva poi minacciato di colpire ancora i cristiani.
   La comunità cristiana di Baghdad, che contava 450 mila fedeli nel 2003, prima del rovesciamento del regime di Saddam Hussein, è ora calata a 150 mila a causa di un massiccio esodo verso i Paesi vicini, l’Europa, il Nord America e l’Australia.
L’appello dell’arcivescovo di Baghdad.
Un accorato appello al Papa, alla Chiesa universale e alla comunità internazionale è stato lanciato attraverso l’agenzia vaticana Fides, da monsignor Atanase Matti Shaba Matoka, arcivescovo siro-cattolico di Baghdad,  “Il terrore – ha detto Matoka – bussa alle nostre porte.
Vogliono cacciarci via, e ci stanno riuscendo.
Il paese è in preda alla distruzione e al terrorismo.
I cristiani soffrono sempre più e vogliono abbandonare il paese.
Non abbiamo più parole”.
Nonostante i proclami, il governo non fa nulla per fermare quest’ondata di violenza che ci travolge – denuncia l’arcivescovo – Ci sono poliziotti davanti alle chiese, ma oggi sono le case dei nostri fedeli a essere aggredite.
Sono state colpite famiglie cristiane caldee, siro-cattoliche, assire e di altre confessioni, nel distretto di Doura”.
Quindi ha affermato: “Un profondo sconforto avvolge la nostra comunità.
L’ondata di attacchi è sempre più forte.
Dieci giorni fa la strage nella nostra cattedrale.
Oggi hanno colpito le nostre case.
Le famiglie piangono, tutti vogliono fuggire.
È terribile”.
Bertone.
Il segretario di Stato vaticano, card.
Tarcisio Bertone, auspica che “le autorità irachene prendano in seria considerazione” la situazione dei cristiani nel Paese, dopo la nuova ondata di attacchi a Baghdad questa mattina.
Rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della presentazione a Roma del primo bilancio della fondazione della Casa sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, il “primo ministro” vaticano ha ricordato che “è una sofferenza indicibile quella delle comunità cristiane sparse nel mondo e in questo momento soprattutto in Iraq”.
L’attentato di oggi, ha proseguito, “è un fatto molto doloroso.
Stiamo riflettendo, come ha già fatto il Sinodo dei vescovi su questo grosso problema della persecuzione dei cristiani.
Questa sofferenza indicibile delle comunità cristiane sparse nel mondo è, in questo momento, soprattutto in Iraq.
Ma pensiamo anche ad altri paesi come il Pakistan e altri”.
Il Vaticano, ha spiegato Bertone, è “riconoscente perchè sia il governo francese che quello italiano hanno messo a disposizione mezzi per trasportare i feriti più gravi”.
Avvenire 9 11 2010

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