«CATECHETICA ED EDUCAZIONE»
da oggi puoi scaricare il terzo numero del 2021!!!

“Identità Cristiana, ragione pedagogica e IRC”

 

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Editoriale

Il presente numero della Rivista “Catechetica & Educazione” ha per tema, «Identità cristiana, ragione pedagogica e Irc», e si propone attraverso i vari contributi di delimitare alcuni elementi essenziali dell’identità cristiana che segnano lo sviluppo dell’«Irc» e soprattutto orientano la «competenza pedagogica» e la relazione educativa. Offre pure un profilo di formazione permanente specifica in grado di definire alcune prospettive pedagogico-didattiche fondamentali.

L’insegnamento della religione si situa in un orizzonte ermeneutico-storico dove convergono e interagiscono “ragione teologica” e “ragione pedagogica”, allo stesso tempo che si afferma la “mutua implicazione” tra di fede ed educazione. Il profondo rapporto che esiste tra l’identità cristiana, la ragione pedagogica e l’insegnamento scolastico della religione permette di comprendere che la realtà vissuta costituisce la nostra vera educatrice.

In questa prospettiva si muovono i diversi articoli presenti nella Rivista.
José Luis Moral, nella riflessione Identità cristiana, ragione pedagogica e Irc, mette in luce l’attuale radicale cambiamento antropologico-culturale che obbliga a ripensare l’identità cristiana; simile ripensamento attraversa la considerazione di come portare avanti oggi l’esperienza cristiana. In questo processo vengono chiamate in causa tanto la pedagogia come l’Irc.

Il contributo di Giuseppe Ruta, Irc, sinodalità e «riforma missionaria» della Chiesa mostra come tutti i processi di ripensamento dell’identità cristiana devono essere, in qualche modo, presenti e inserirsi nell’Irc. La riforma missionaria della Chiesa e la «riscoperta» della sinodalità costituiscono due dei nuclei fondamentali sia dell’attualizzazione interpretativa del concilio Vaticano II sia del progetto evangelico di papa Francesco. Di conseguenza l’articolo mette a tema l’incidenza di questi elementi nell’Irc.

Nel suo lavoro Giampaolo Usai, Presenza ecclesiale nel «campo» dell’istruzione, mette in evidenza che l’esperienza scolastica e quella ecclesiale fanno capo a due comunità, che possono sviluppare una valida convergenza di intenti e di azione in ambito educativo. Dalla cultura contemporanea emergono appelli rivolti ad entrambe le comunità ed esperienze. È possibile tratteggiare un quadro concettuale e metodologico tale da facilitare non una giustapposizione ma una corre-lazione significativa tra pastorale ed istruzione.

Henry Eke in, L’orizzonte culturale-esperienziale della religione nella scuola, fa vedere che il paradigma antropologico-culturale odierno ha messo in rilievo il bisogno di situare l’insegnamento della religione in una relazione stretta con l’esperienza e la cultura. L’articolo cerca di giustificare tale affermazione e, allo stesso tempo, di proporre un modello culturale-esperienziale concreto.

Il tema Cambiamenti della pedagogia alla luce delle nuove istanze antropologiche: l’orizzonte comune Irc e Catechesi, viene affrontato da Rita Minello. Segnala che un vero e proprio processo emancipativo del discorso pedagogico non può prescindere dall’affrontare i nodi problematici della trasformazione umana. La ricostruzione riflessiva di un’antropologia che si faccia referente e connettivo transdisciplinare della formazione si avvale del filtro di lettura dell’antropologia pedagogica e critica, al fine di proporre i punti focali del paradigma transdisciplinare, e anche i punti fondativi di un progetto di vita per i giovani, che individua i valori dello sguardo umano in funzione del codice della dignità, nei suoi significati multipli.

Il focus dell’articolo di Cristina Carnevale, Attese educative nei profili ordinamentali scola-stici dell’istruzione religiosa, è il possibile incontro significativo degli studenti con l’esperienza cri-stiano-cattolica in vista di traguardi educativi. La riflessione si delinea tra la lettura della condizione umana odierna e il cammino di rinnovamento ecclesiale, esplorando possibili attese educative che sono in parte già presenti nei profili ordinamentali scolastici.

Teresa Doni in, con riflessione sulla Dinamica organizzativo-istituzionale della scuola, sottolinea che la scuola sta alla base della «configurazione» dell’Irc. In tale prospettiva è fondamentale l’analisi («mappature») dell’istituzione e dell’organizzazione scolastica. L’articolo si concentra nello studio delle dinamiche organizzativo-istituzionali che identificano la realtà e lo sviluppo delle scuole. Allo stesso tempo, in quanto realtà complessa e in continuo dialogo con il territorio e con la storia, la scuola è chiamata a dotarsi di una struttura organizzativa che le garantisca flessibilità e adattamento alle diverse situazioni locali.

Nel suo contributo, Didattica e nuove tecnologie digitali: sviluppo di competenze–processi educativi e didattici, Dariusz Grządziel indica che le nuove tecnologie digitali già da tempo obbliga-vano a ripensare la didattica. La pandemia ha messo ancor più in evidenza queste tecnologie e, soprattutto, il bisogno di sviluppare sia le competenze che i processi educativi in grado ad assumere tali «novità». Le nuove forme didattiche richiedono nuove competenze dai docenti e una approfondita riflessione sui processi di insegnamento e di apprendimento.
Il cristianesimo è inseparabile dell’opzione preferenziale per i più poveri e bisognosi; ovviamente, l’opzione deve contraddistinguere anche l’Irc. Tanto l’attuale sensibilità socio-culturale come la stessa scuola hanno concretamente una particolare preoccupazione riguardo le persone con disabilità.

Come organizzare la relazione tra l’Irc e i ragazzi con disabilità? Veronica Donatello e Fiorenza Pestelli in, Irc e ragazzi con disabilità, si chiedono come si connatura l’Irc nei confronti della disabilità e con quali modalità e forme riesce a sostenere il percorso di vita, attraverso la lettura serena e competente di tale realtà.
Il contesto civile nelle sue varie articolazioni ha individuato nel “paradigma dei diritti” una sorta di “bussola” in grado di orientare strategie politiche e risposte efficaci ai bisogni dei bambini e degli adolescenti. Nell’affermazione dei valori umani svolge un’importanza capitale lo sviluppo dei «diritti dei minori». L’articolo di Andrea Farina, L’IRC e i diritti dei minori, si occupa di questi diritti della loro incidenza nell’Irc.
Infine, il contributo di Pasquale Nascenti, La valutazione dell’Insegnamento della Religione cattolica alla scuola primaria, si propone di approfondire la riflessione tra la nuova modalità di valutazione alla scuola primaria introdotta dalla recente normativa e l’IRC. La normativa ha escluso l’applicabilità della nuova modalità a tale disciplina, rimandando all’assetto normativo preesistente. L’autore, docente di religione, mostra come già in passato gli intrecci tra valutazione e IRC siano stati possibili, nonostante alcuni paletti normativi che ancora permangono, proponendo una soluzione pratica per superare lo stallo.

Chiude la rassegna la bibliografia dedicata ai 50 anni del Documento Base. Nell’anno 2021 l’Istituto di Catechetica ha concluso la ricerca sui catechisti in Italia (2017-2020), con la pubblica-zione del volume Catechisti oggi in Italia. Indagine Mixed Mode a 50 anni dal “Documento Base”, nella Collana “Catechetica, Educazione e Religione”. Si pone a fianco della ricerca, la presente bibliografia curata da Corrado Pastore riguardante questo importante, longevo e significativo documento della Chiesa italiana: Il rinnovamento della catechesi. Documento Base per il nuovo catechismo.

 

I MEMBRI DELL’ISTITUTO DI CATECHETICA
catechetica@unisal.it

 

ALLEGATO

ANNO VI – NUMERO 3 – DICEMBRE 2021