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editore |10.09.2018
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“Il tempo dell’educazione non è finito”, dicevano tempo fa  i nostri vescovi nel documento “Educare alla vita buona del vangelo” (n.7). In ogni stagione e in ogni luogo si può vivere l’esaltante missione educativa. A settembre riprende nelle nostre istituzioni scolastiche e nelle nostre famiglie l’avventura della scuola. Si ritrovano a stare insieme ragazze e ragazzi, insegnanti, personale non docente e famiglie. Ognuno nel suo specifico ambito e in modalità diverse è chiamato a  vivere il tempo della scuola come tempo adatto per far crescere una comunità. La scuola, infatti, cos’è se non un’esperienza di comunità educante?

In un importante discorso al mondo della scuola papa Francesco – tra l’altro – ha detto: “Vorrei dire che nella scuola non solo impariamo conoscenze, contenuti, ma impariamo anche abitudini e valori. Si educa per conoscere tante cose, cioè tanti contenuti importanti, per avere certe abitudini e anche per assumere i valori. E questo è molto importante. Auguro a tutti voi, genitori, insegnanti, persone che lavorano nella scuola, studenti, una bella strada nella scuola, una strada che faccia crescere le tre lingue, che una persona matura deve sapere parlare: la lingua della mente, la lingua del cuore e la lingua delle mani. Ma, armoniosamente, cioè pensare quello che tu senti e quello che tu fai; sentire bene quello che tu pensi e quello che tu fai; e fare bene quello che tu pensi e quello che tu senti. Le tre lingue, armoniose e insieme!” (10 maggio 2014).

Faccio mie e rilancio a tutti queste parole del papa. Tempo di disciplina, di impegno, di confronto e di crescita di tutta la persona, la scuola si trova oggi ad operare in un contesto spesso difficile e ostile perché “tendente a ridurre il bene all’utile, la verità a razionalità empirica, la bellezza a godimento effimero” (Educare alla vita buona del vangelo, 7). Noi invece siamo convinti che la scuola possa e debba contribuire a dare ai ragazzi e ai giovani sicurezze e prospettive valide per una maturità autenticamente umana della persona.

Per questo abbiamo – dobbiamo  -  avere  verso questa istituzione e verso tutti i soggetti in essa coinvolti, grande fiducia. Come vescovo rivolgo a tutti gli insegnanti, ai ragazzi e alle famiglie un augurio davvero sincero e beneaugurante per un lavoro proficuo per il bene di tutti. Agli educatori soprattutto assicuro il mio sostegno spirituale perché siano veri compagni di strada per i ragazzi nella ricerca della verità facendogliela sperimentare come bella e attraente attraverso la testimonianza  della loro vita e dei valori che insegnano.

 

+ Douglas Regattieri

Cesena, 5 agosto 2018

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