FORUM «IRC»
 
 
Anno I - numero 2 - dicembre 2016 |07.02.2017
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L’Istituto di Catechetica (ICA), a partire dal 2014, ha avviato una progettazione triennale dedicata all’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC), in particolare alla formazione in servizio dei Docenti di religione di ogni ordine e grado. Le iniziative si collocano nel fecondo solco di attività dedicate all’istruzione religiosa, all’educazione religiosa e alla pedagogia religiosa, che per oltre un trentennio hanno visto l’ICA in prima fila, in particolare attraverso la preziosa dedizione del compianto Prof. Zelindo Trenti.

L’offerta formativa e articolata in un Seminario di Studio preparatorio (destinato a Ricercatori, Esperti e Cultori della materia), un Convegno e un Corso residenziale, aperti a Insegnanti di Religione di ogni ordine e grado di scuola; tutte e tre le iniziative sono a carattere nazionale.

La tematica generale del triennio –“Educazione, apprendimento e insegnamento della religione” – accosta l’insegnamento religioso con attenzione particolare ad aggiornate questioni scolastiche e nel quadro generale di un’attenta riflessione pedagogica, in modo da offrire un qualificato contributo al decennio in corso, dedicato per l’appunto all’educazione.

La prima annualità è stata riservata a osservare la situazione dell’istruzione religiosa (sul triplo versante degli studenti, dei docenti e della disciplina) e a sottolinearne le prospettive educative. Il secondo momento ha concentrato l’attenzione sulle due situazioni dell’educazione e dell’apprendimento, sempre riferite all’insegnamento della religione. La finalita e stata quella di tematizzarne in maniera aggiornata la differenza e complementarita, sia in un quadro pedagogico generale, sia in un approccio didattico specifico, per cogliere risorse, apporti, problemi e limiti. La terza tappa è tutta dedicata al tema della cittadinanza, dell’articolazione dei valori e dell’educazione.

Il presente numero della Rivista intende offrire all’attenzione dei lettori la riflessione proposta da studiosi ed esperti in occasione del Corso IRC 2016, tenutosi dal 3 al 9 luglio presso l’Hotel S. Chiara di Chianciano Terme.3 Il tema – “Progetto educativo e IRC” – risponde alla logica del percorso formativo, poiche cerca di evidenziare come il lavoro scolastico – e quindi l’insegnamento della religione –si muova in un orizzonte di relazioni educative, che vedono protagonisti allievi, insegnanti e la disciplina stessa. Gli esiti positivi e le ripercussioni problematiche non sono mai unidirezionali; il profilo di cio che accade a scuola non e statico ma processuale; il ≪gioco  apprendimento/insegnamento non riguarda solo lo studente, ma tutti gli attori in campo, compresa la stessa disciplina; le condizioni culturali, contestuali e quelle strutturali di esercizio del lavoro scolastico e dell’istruzione religiosa hanno ripercussioni positive e negative nell’esito dei processi educativi ed apprenditivi. L’insegnamento della religione puo svolgere un ruolo originale e critico in un quadro scolastico che va modificandosi e pone l’accento in maniera esigente su questioni a cui viene dato un nome nuovo, ma che non sempre sono novita in senso assoluto.

Ecco perche la prospettiva e quella dell’educar-ci nelle situazioni tipicamente scolastiche, facendo eco al tema del Convegno IRC, realizzato nel mese di marzo 2016.

Collocare l’IRC in un percorso educativo richiede una visione progettuale, che valorizza un approccio pluridisciplinare in una fondata cornice epistemologica. In questa linea J.L. Moral segnala che viviamo una mutazione culturale senza precedenti e, quindi, abbiamo bisogno di ripensare l’antropologia, l’umanesimo, la religione, l’educazione e la scuola. Ripensare per ricostruire: un’antropologia che consideri l’uomo come ≪animale simbolico≫, come liberta, linguaggio e relazione; un umanesimo nel pluralismo contemporaneo; un’educazione e una scuola che cercano un progetto comune, l’affermazione cioe dell’≪umano autentico≫ a partire dalla dignità universale e dai diritti umani. Il contributo di G. Usai evidenzia che il rinnovamento dell’educazione religiosa e caratterizzato dalla valorizzazione della religione come risorsa umanizzante, che getta nuova luce anche sull’apprendimento di contenuti, sull’esercizio di abilita e lo sviluppo di competenze specifiche. Si presentano nuove sfide sul versante ermeneutico, pedagogico ed etico. Giacche lo studio del mondo religioso richiede un approccio multidimensionale e confluisce in una vasta azione educativa, viene offerta una definizione dell’educazione che ne esprima i tratti consoni all’esperienza scolastica e che possa supportare adeguatamente l’istruzione religiosa.

Sul versante psico-pedagogico tre interventi forniscono basi argomentate ad un agire educativo e scolastico efficace. Z. Formella propone come base teorica per organizzare un intervento psico-educativo il contributo di U. Bronfenbrenner, sottolineando il legame tra la qualità della relazione educativa e il livello dell’apprendimento, per cui il segreto del successo scolastico e riconducibile in buona misura alle qualità complessive dell’insegnante. Altro riferimento a un modello di agire educativo e quello offerto da D. Grząziel, che concentra l’attenzione sulla “razionalità ctnologica”, evidenziandone risorse e limiti dell’applicazione in campo educativo, grazie a una lettura in prospettiva antropologica. Anche G. Cursio fa riferimento a un approccio teorico, quello dello studioso P. Meirieu, e alla teoria dei compiti di sviluppo, presente nella ricerca di P. Gambini, per esplorare termini fortemente connessi con l’educazione: progetto, cambiamento, studente. I compiti di sviluppo possono essere interpretati come “domande educative implicite” in base alle quali progettare le esperienze di apprendimento scolastico e la “scrittura del diario” puo divenire un’efficace strategia per il cambiamento.

L’area didattica e stata esplorata più direttamente attraverso altri tre contributi. Partendo dalla necessità che i docenti siano in grado di progettare un curricolo di insegnamento e dall’osservazione che i singoli non sempre hanno sviluppato competenze specifiche, M. Pellerey offre suggerimenti operativi, non solo per individuare valide metodologie, ma soprattutto per realizzare una progettazione in maniera efficace e sistematica. Spostando l’attenzione piu direttamente sull’insegnamento della religione cattolica e facendo riferimento alle Indicazioni Nazionali per l’IRC, C. Carnevale sottolinea come l’obiettivo dello sviluppo delle specifiche competenze proietta l’insegnamento della religione in un orizzonte educativo. Infatti la costante educativa, che fa da sfondo ai percorsi di IRC per i diversi gradi scolastici, trova la sua configurazione tra gli ambiti riguardanti la persona, l’esistenza, il linguaggio religioso e l’interpretazione della realta.

Secondo M. Wierzbicki l’insegnamento della religione deve svolgersi a partire dalle competenze di base della disciplina e dalla conoscenza dei modelli e degli schemi linguistici fondamentali per esprimere il trascendente. La capacita umanizzante della religione, insieme con la flessibilita dei processi di apprendimento, l’integrazione e l’interdisciplinarieta sostengono gli insegnanti ad aprirsi sempre piu all’innovazione delle conoscenze e delle competenze.

Infine, il contributo di Corrado Pastore completa la visione d’insieme attorno al “ progetto educativo e IRC”, spostando l’attenzione sull’educazione nella Bibbia: tema importante anche se non molto studiato. Attraverso un breve e documentato excursus sui contesti educativi e i principali concetti pedagogici presenti nel testo biblico, si ricava il nodo in cui Dio ha cercato di educare il popolo d’Israele e Gesù i suoi discepoli. L’attenzione e volutamente spostata dalla concreta cornice storico-culturale che ha prodotto il testo alla radice del suo contenuto e quindi allo “stile educativo”, al “metodo educativo”, all’itinerario di approccio alla vita. La visione d’insieme delle cose, la lettura sapienziale del mondo, il metodo per accostare proficuamente e costruttivamente la realtà esattamente ciò a cui in fondo dovrebbe mirare apprendimento/insegnamento, ciò a cui educativamente offre il suo specifico contributo l’IRC, ciò a cui vorrebbe lavorare la scuola italiana, quando cerca di applicarsi alla questione dell’“innovazione” e delle “competenze”.

 

I MEMBRI DELL’STITUTO DI CATECHETICA

catechetica@unisal.it

 

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