L’intervento di Mons. Crociata a favore della scuola

Intervenendo giovedì 7 marzo alla riunione della Consulta dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’Università, Mons. Crociata ha declinato le tappe di un “percorso di sensibilizzazione e di mobilitazione” che culminerà in una manifestazione nazionale “in soccorso del mondo della scuola”.
Se l’attenzione peculiare è per la “situazione drammatica” in cui “versano in particolare le circa settemila scuole paritarie cattoliche”, non manca l’impegno di spendersi per il mondo scolastico nel suo complesso, a testimonianza dell’ “interesse per la scuola come luogo educativo di tutti”.
Il Segretario Generale della CEI riconosce la necessità di “tenere conto del fatto che anche il “mondo cattolico” è attraversato da radicati pregiudizi nei confronti delle scuole paritarie, oltre che da un più generale senso di sfiducia e di rassegnazione nei confronti della questione educativa”. Proprio per questo ha condiviso con i membri della Consulta l’opportunità di “costruire un cammino di sensibilizzazione nelle diocesi e nelle realtà ecclesiali, che culmini in una grande mobilitazione di piazza nella primavera del 2014”.
 

L’INTERVENTO DI MONS. CROCIATA

Saluto 

Consulta UNESU, 7 marzo 2013

✠ Mariano Crociata

Con piacere sono qui insieme a voi per inaugurare i lavori della nuova Consulta dell’Ufficio Nazionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università. Rivolgo a ciascuno un saluto cordiale unito alla gratitudine per aver accolto l’invito a far parte di questo importante organismo dell’Ufficio, sotto la cui responsabilità prende inizio oggi un cammino di collaborazione che auspico fattivo e fecondo. Alla Consulta è demandato, infatti, il compito di aiutare l’Ufficio Nazionale a svolgere quel servizio che è delineato nelle indicazioni del Regolamento che ne  disciplina ambito di competenza e di attività. Sono fiducioso che il contributo vostro e degli organismi e delle aggregazioni che rappresentate permetterà di perseguire efficacemente gli obiettivi pastorali, culturali e sociali che la Chiesa in Italia si assume nell’orizzonte educativo e formativo delle nuove generazioni. A tal fine  è necessario mettere in atto una circolarità virtuosa tra realtà territoriali e centro nazionale. Quest’ultimo è a servizio di una vitalità, innanzitutto pastorale, che è propria delle comunità locali, delle aggregazioni e delle istituzioni. Da queste dovete far giungere esigenze, attese, proposte, esperienze perché nello scambio tra di voi, nell’accoglienza delle indicazioni dei Vescovi, mediate dal servizio dell’Ufficio nazionale, e nei servizi che quest’ultimo mette in atto possa ravvivarsi e crescere l’iniziativa pastorale della Chiesa in Italia nell’ambito della scuola e dell’università. C’è bisogno di un rilancio di questo impegno, che vede nell’Ufficio il promotore di un’azione che ravvivi, rilanci, coordini quanto credenti e comunità sono chiamati a portare avanti perché l’annuncio e la testimonianza della fede crescano tra coloro che vivono e operano nella scuola e nell’università.

Il servizio dell’Ufficio si dirige sia alla scuola che all’università, come espressione di una attenzione piena all’integrale dinamica educativa che interessa ragazzi e giovani, vero e proprio centro di interesse della comunità ecclesiale e oggetto di studio e di attività di questo organismo della Conferenza Episcopale Italiana. Ci sta a cuore l’educazione, con ciò che essa significa da un punto di vista indivisibilmente umano e cristiano: l’incontro con il Signore nella comunità ecclesiale e la crescita della persona verso la maturità attraverso la trasmissione di quel patrimonio di fede e di cultura, che nel nostro Paese può assicurare la consegna della grazia della vita e della fede nel passaggio da una generazione all’altra.

In questa prospettiva, la nostra Conferenza Episcopale intende raccogliere l’appello che si leva in maniera pressante soprattutto dal mondo della scuola a motivo di non poche difficoltà che essa si trova ad affrontare. Di qui l’invito a promuovere un percorso straordinario di riflessione e di mobilitazione che si rivolge innanzitutto ai cattolici che operano nella scuola, ma guarda con non minore attenzione a quanti vi studiano, vi insegnano e vi lavorano, attuando così anche in questo campo e nelle nuove circostanze quel servizio per il bene comune che definisce le condizioni di rapporto della Chiesa con la società e le sue istituzioni. Di fatto, sono state già poste le premesse di tale percorso di riflessione che ha come protagonisti Commissioni episcopali e uffici della Segreteria Generale interessati per affinità di competenza.

Il punto di partenza immediato è dato dalla situazione drammatica nella quale versano in particolare le circa settemila scuole paritarie cattoliche, nel quadro di un mondo scolastico problematico nel suo complesso. Di anno in anno sono diverse decine le scuole costrette a chiudere. Tale situazione dipende in gran parte, anche se non esclusivamente, dalla mancanza di fondi: una carenza cronica che va interpretata come un sintomo della difficoltà ad apprezzare e a vivere la libertà di scelta educativa. La sensazione diffusa che la scuola stia “andando a fondo” – come qualcuno scrive – rischia di alimentare reazioni accese, comprensibili a fronte delle difficoltà presenti, ma che non devono rimanere sterili rivendicazioni. Bisogna trovare una via d’uscita, che certamente non è quella di procedere ciascuno per conto proprio. La scuola statale, d’altra parte, nella quale pure opera una moltitudine di cattolici, non manca di faticare per onorare la propria responsabilità educativa. La necessità di testimoniare l’interesse per la scuola come luogo educativo di tutti suggerisce un’iniziativa di ampio respiro, che sia in grado di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema. Un grande incontro popolare, possibilmente con il Santo Padre, può rappresentare la formula migliore per offrire una tale testimonianza.

Su queste premesse si è pensato di costruire un percorso di sensibilizzazione e di mobilitazione, lungo il quale la Chiesa che è in Italia intende cercare un equilibrio tra esigenze diverse: la volontà di offrire il proprio servizio pastorale per il bene comune; l’urgenza di un intervento che venga in soccorso del mondo della scuola, in particolare di quella paritaria cattolica; la prudenza dettata dalla complessità degli effetti mediatici di una manifestazione pubblica.

Nella comunicazione mediatica, l’interesse cattolico per l’educazione viene spesso ridotto alla richiesta di fondi, peraltro presentata come una sottrazione di fondi pubblici. Anche tale obiettiva esigenza, pure ampiamente legittima, va perciò inserita nel quadro di una cornice più ampia, che esprime qualcosa che ci compete e ci sta a cuore e che dice l’interesse ecclesiale per l’educazione e la formazione di tutti. Il nostro impegno nasce da un interesse costitutivamente aperto alla speranza: con questo atteggiamento la Chiesa sollecita i propri fedeli, ma anche la società tutta e le sue istituzioni a prendersi cura del futuro delle nuove generazioni con maggiore impegno. Solo all’interno di una tale premura per il bene dell’educazione e della scuola di tutti, può passare il messaggio di una legittima, e anzi doverosa, attenzione alla scuola paritaria.

In vista di un percorso del genere, bisogna tenere conto del fatto che anche il “mondo cattolico” è attraversato da radicati pregiudizi nei confronti delle scuole paritarie, oltre che da un più generale senso di sfiducia e di rassegnazione nei confronti della questione educativa.

Risulta, pertanto, necessaria una riflessione comune sul tema, che eviti il pericolo di essere ricondotta a una lettura “preformata” da interessi esterni alla Chiesa stessa. C’è bisogno, allora, di immaginare un’iniziativa condivisa che si rivolga a tutto il mondo della scuola e della formazione professionale, che guardi all’educazione come questione di tutti.

Data la complessità dei temi, è stato costituito un gruppo che ha maturato la convinzione che la proposta più efficace consista nel costruire un cammino di sensibilizzazione nelle diocesi e nelle realtà ecclesiali, che culmini in una grande mobilitazione di piazza nella primavera del 2014.

Una prima tappa del cammino di preparazione sarà un incontro con i rappresentanti del mondo della scuola e della formazione professionale, da tenere agli inizi del prossimo maggio 2013. L’incontro dovrebbe vedere la partecipazione di rappresentanti molto qualificati della scuola e anche della CEI, così da favorire, oltre che un serio approfondimento, un’adeguata risonanza presso tutti coloro che sono impegnati nella vita della scuola. Questo primo incontro dovrebbe diventare un laboratorio dei cattolici che operano nella scuola pubblica (statale e paritaria) e puntare a due scopi: da un lato raccogliere la richiesta di ascolto che si leva dalle scuole e dalle associazioni, dall’altro creare un luogo di elaborazione di una soggettività comune dei cattolici sui temi della scuola stessa. Proprio a motivo del suo ruolo, mi rivolgo a voi, membri della nuova Consulta dell’UNESU, che rappresentate il perno attorno al quale raccogliere un tavolo di confronto e di progetto.

Il percorso prevede una attenzione specifica nel corso della prossima Settimana sociale (settembre 2013) e infine la grande mobilitazione prevista per la primavera 2014, come momento significativo del cammino che la Chiesa in Italia sta avviando in vista del Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze, che si terrà nell’autunno del 2015.

Attorno a queste tappe principali, sarà importante promuovere altre iniziative nel territorio, come convegni culturali ed eventi pubblici locali e regionali. Una possibilità già prevedibile è quella di coordinare la marcia delle scuole cattoliche, che nell’edizione del 2014 potrebbe avere un tema comune, legato al progetto delineato.

Tutto il percorso dovrebbe prendere la forma e avere l’obiettivo di innescare un movimento culturale, che metta a tema la nostra visione della scuola e dell’uomo, e più in particolare la centralità della relazione educativa nella crescita della persona umana. Naturalmente tra i soggetti andranno inclusi – oltre ad associazioni e movimenti che si occupano specificamente della scuola – le diocesi, le parrocchie, il mondo dei religiosi. Occorre favorire la più grande convergenza rispetto a un percorso comune.

Nel quadro generale dei compiti dell’Ufficio e della sua Consulta e con l’iniziativa straordinaria che vi ho presentato, sono fiducioso che l’organismo che oggi avvia la propria attività possa portare nei prossimi anni frutti significativi di efficace presenza pastorale della Chiesa nel mondo della scuola e dell’università. È il mio auspicio con cui accompagno fin da ora l’augurio di buon lavoro.

 

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