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G. Zizioulas |19.12.2011
Metropolitan John Zizioulas of Pergamon

Il primo e, secondo la mia opinione, il grande problema della teologia ortodossa oggi è la mancanza di proposte positive. Quando nel decennio degli anni Sessanta la generazione dei teologi, alla quale io appartengo, «fece la rivoluzione» – in qualche modo – nella teologia accademica come l’avevano configurata al seguito dei modelli occidentali le generazioni precedenti (Androutsos ecc.) non si limitò alla critica ma avanzò anche proposte positive. Alcuni, come Giovanni Romanidis, attinsero alla tradizione esicasta e configurarono la teologia attorno all’asse del vissuto personale con un intenso elemento carismatico. Altri, come Christos Yannaras, hanno aperto la teologia ortodossa all’ambito della filosofia mettendo in luce l’ontologia della relazione. Personalmente ho trovato nella divina eucaristia la chiave per la comprensione, prima della struttura e delle funzioni della Chiesa e poi della stessa antropologia (con la nozione di persona come comunione e alterità) e infine del mistero stesso del Dio trino come essenza e persone, comunione e alterità.

Regno-att. n.20, 2011, p.661

 

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