Una ‘Settimana contro la violenza’

Una ‘Settimana contro la violenza’ per sensibilizzare gli studenti, ma anche gli insegnanti e i genitori, sul tema della prevenzione e del contrasto ad ogni forma di discriminazione e violenza. A presentare l’iniziativa (che si è tenuta dal 10 al 15 ottobre e continuerà per tutto l’anno scolastico), giunta alla terza edizione, i ministri delle Pari opportunità Mara Carfagna e dell’Istruzione Maria Stella Gelmini.

Durante la conferenza stampa, presso il dicastero guidato da Carfagna, i promotori hanno tracciato le linee guida dell’iniziativa, che mira ad aprire un confronto sui temi del rispetto e del contrasto alla violenza. “Spezzare i pregiudizi”, questo l’obiettivo indicato dal ministro delle Pari opportunità.

In particolare, ha spiegato Carfagna, occorre “sensibilizzare contro le discriminazioni e la violenza, indipendentemente dal sesso, dalla razza, dalla religione“. D’accordo Gelmini, che ha rilevato: “Bisogna educare al rispetto dell’altro e delle regole, contro ogni forma di violenza“. L’iniziativa è giunta alla terza edizione e, ha concluso Carfagna, “spero possa continuare nei prossimi anni“.

Apprezzamenti per l’iniziativa si sono avuti anche dall’opposizione, che però ha anche invitato a fare di più contro il bullismo e l’omofobia. Anna Paola Concia, deputata del Partito Democratico ha dichiarato: “Se vogliamo davvero costruire una società che rifiuta la violenza e le discriminazioni dobbiamo partire proprio dalla scuola. Anche perché gli studi di settore ci dicono che gli adolescenti gay esposti a fenomeni di bullismo, raggiungono alti livelli di dispersione scolastica. La settimana contro la violenza istituita dai ministri Carfagna e Gelmini è quindi un’ottima iniziativa, ma non basta“.

Concia ha anche annunciato la presentazione a breve di “una proposta di legge che istituisca all’interno del MIUR un’osservatorio permanente contro la violenza e le discriminazioni, che si occupi anche di bullismo omofobo e transfobico. Spero che i ministri competenti siano disposti a collaborare per rendere la scuola un luogo sicuro e inclusivo per tutti gli alunni“.




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