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Ernesto Galli della Loggia |01.09.2009
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Il mutamento di cui sto parlando ha un effetto so­prattutto: quello di rendere progressivamente inattuale la vecchia distinzione antago­nistica laici-cattolici.
Una lun­ga fase della storia italiana è stata percorsa da questo anta­gonismo.
Esso aveva il pro­prio epicentro nella periodi­ca disputa circa la legislazio­ne dello Stato in alcune mate­rie «sensibili» (istruzione, matrimonio, ecc.), ma era per così dire tenuto sotto controllo dall’esistenza nel Paese di un’opinione assolu­tamente maggioritaria circa un punto decisivo: il ricono­scimento dell’imprescindibi­le carattere istituzionale del­la Chiesa cattolica.
Cioè che questa, per svolgere la sua missione, ha bisogno di una totale e piena autonomia che in pratica solo la riconosciu­ta sovranità nei propri ambi­ti può assicurarle, nonché di adeguati strumenti (anche fi­nanziari) di presenza e d’in­tervento nella società.
È da ta­le opinione diffusa che è di­scesa per tutti i decenni della prima Repubblica la presso­ché unanime accettazione del Concordato come stru­mento regolativo dei rappor­ti tra Stato e Chiesa.
Alla cui base, difatti, non c’è una que­stione di oggettiva «libertà» della Chiesa (a tal fine baste­rebbe qualunque Costituzio­ne democratica), ma la que­stione della sua «sovranità»: per cui essa si «sente» libera solo se in qualche modo è an­che «sovrana».
Ciò che sta mutando (e ve­nendo meno) è proprio la pressoché unanime accetta­zione di cui ora ho detto.
Sia tra i credenti che tra i non credenti va facendosi strada, infatti, l’idea che la Chiesa non debba possedere un ca­rattere istituzionale di segno forte.
I primi lo pensano per il rinnovato sogno di una fe­de capace di vivere e di affer­marsi nel mondo per la sola forza dello Spirito e della Pa­rola; nonché per la sempre rinnovata paura di contami­nare l’altezza dei «principi» con la miseria della «realtà».
Tra i secondi, invece, va dif­fondendosi la convinzione — fatta propria in preceden­za da pochi laici doc — che una Chiesa istituzionalizzata e «sovrana», e dunque il Con­cordato che ne è il riconosci­mento, non solo rappresenti­no un attentato all’eguaglian­za dei cittadini e all’esercizio di una sfera dei diritti sem­pre più ampia e orientata soggettivisticamente, ma configurino altresì un’indebi­ta presenza della religione nello spazio pubblico.
La di­stinzione si sta appunto spo­stando su questo piano: non più tra «laici» e «cattolici» ma tra chi è favorevole e chi è contrario al riconoscimen­to del carattere istituzionale della Chiesa e di un suo spa­zio sociale.
Il che comporta una completa dislocazione dei vecchi schieramenti: sic­ché così come credenti e non credenti possono tran­quillamente trovarsi da una medesima parte contro la Chiesa ufficiale considerata « autoritario- temporalisti­ca », egualmente sul versante opposto può avvenire lo stes­so, considerando comunque la religione, anche i non cre­denti, un contributo prezio­so all’identità collettiva e alla definizione dei valori di fon­do della società.
Ernesto Galli della Loggia 30 agosto 2009 È certamente un fatto nuovo nel dopo­guerra lo scontro al calor bianco che si registra in queste ore tra una parte delle alte gerar­chie cattoliche e il centrode­stra.
Non è certo un dato da sottovalutare, anche se è probabile che nel giro di qualche tempo esso sarà in un certo modo riassorbito, non convenendo una rottu­ra a nessuna delle due parti in causa.
E allora emergerà in tutta evidenza un dato so­stanziale: il mutamento del­l’opinione pubblica circa i rapporti tra Chiesa e Stato e tutto ciò che essi significa­no e comprendono.
Si trat­ta di un mutamento di fon­do.
Questa svolta dell’opi­nione pubblica comincerà a far sentire sempre di più il suo peso.
È certamente un fatto nuovo nel dopo­guerra lo scontro al calor bianco che si registra in queste ore tra una parte delle alte gerar­chie cattoliche e il centrode­stra.
Non è certo un dato da sottovalutare, anche se è probabile che nel giro di qualche tempo esso sarà in un certo modo riassorbito, non convenendo una rottu­ra a nessuna delle due parti in causa.
E allora emergerà in tutta evidenza un dato so­stanziale: il mutamento del­l’opinione pubblica circa i rapporti tra Chiesa e Stato e tutto ciò che essi significa­no e comprendono.
Si trat­ta di un mutamento di fon­do.
Questa svolta dell’opi­nione pubblica comincerà a far sentire sempre di più il suo peso.
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Gli autori |01.09.2009
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Schema  1.
L'esperienza
        Elaborazione.          Il problema per l’adolescente - Integrazioni Autori  Barbiellini Amidei - Integrazioni dei collaboratori OF: Comprendere che la scoperta della dimensione di mistero che avvolge l’esistenza umana apre alla ricerca di alcuno che possa illuminare la realtà  2.
L'interpretazione
        Elaborazione:          Cosa significa meraviglia         Documentazione proposta:          Kant e Ries - integrazioni degli Autori:      Berger                                               - integrazioni dei collaboratori  3.
Il progetto
        Elaborazione          Sorpresa e meraviglia aprono alla dimensione religiosa - integrazioni degli Autori          Tagore - integrazioni dei Collaboratori 4.
Inserisci un tuo commento     Nel riquadro in fondo:      Osservazioni, suggerimenti, critiche all’elaborazione proposta Per consultare l'intera unità        UdA 2..
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Tuttoscuila |01.09.2009
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In questa estate non certamente avara di polemiche sulla scuola (dialetto, test di accesso ai docenti da fuori regione, "aiutino" agli alunni nelle prove di esame, libri di testo), la questione del potere di intervento dei docenti di religione nelle classi del triennio delle superiori non è ancora definitivamente risolta.
E tra pochi giorni ci saranno gli scrutini finali per i 220 mila studenti "rimandati" a settembre.
Come è noto, ai primi di agosto una sentenza del Tar del Lazio (n.
7076) ha ridimensionato la partecipazione dei docenti di religione agli scrutini finali, disponendo che essi non possono, alla pari degli altri docenti, concorrere alla determinazione dei crediti scolastici.
Dopo l'annuncio del ministro Gelmini di impugnativa della sentenza davanti al Consiglio di Stato per ottenerne l'annullamento, è arrivata la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, dopo un lungo percorso iniziato a marzo, del regolamento sulla valutazione degli alunni (dpr 122/2009), che ha riconfermato la disposizione annullata dal Tar.
C'è chi sostiene che il Regolamento è di rango superiore all'ordinanza annullata e, quindi, dovrebbe valere oltre gli effetti della sentenza che, a questo punto, molti ritengono di fatto annullata.
E lo ritiene, forse, anche lo stesso Ministero, visto che non si è avuta conferma della presentazione del ricorso.
Ma è proprio così? Non è forse opportuno un chiarimento immediato da parte del Miur per evitare che tra pochi giorni ogni consiglio di classe dia la propria "interpretazione autentica", scegliendo tra la sentenza e il regolamento (con un solo risultato sicuro: aumento esponenziale del contenzioso giurisdizionale)? A parte questa urgenza, sembra però che a Viale Trastevere si stia studiando una soluzione alla radice del problema, che determinerebbe, questa volta sì, la piena e completa "pari dignità" del docente di RC (non solo riguardo al credito scolastico): l'introduzione del voto in decimi (anziché il giudizio) per la valutazione di questo particolare insegnamento, come per tutte le altre materie.
Con quale conseguenza? Che il voto di religione farebbe media a tutti gli effetti.
Questa soluzione è più di un'ipotesi di studio, tanto che , come riportato da "Avvenire", è stato già richiesto un parere al Consiglio di Stato sulla sua percorribilità.
Non può sfuggire il peso che potrebbe avere una decisione del genere, specie in una fase così burrascosa dei rapporti tra le due sponde del Tevere, che potrebbe quindi essere utilizzata dal governo per ricucire i rapporti con le gerarchie cattoliche.
Con quali reazioni nella scuola?
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MIUR |31.08.2009
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  In coincidenza con l'intervento di Mariastella Gelmini al Meeting dell'Amicizia, lo scorso 28 agosto, l'ufficio stampa del MIUR ha diffuso un ampio e dettagliato resoconto dell'azione svolta dal governo e dal ministro in previsione dell'inizio del nuovo anno scolastico 2009-2010.
Si tratta di una parte soltanto della attività sviluppata dalla Gelmini in poco più di un anno di lavoro (non si parla, per esempio, del secondo ciclo, perché la riforma decorrerà dal 2010-2011), ma non c'è dubbio che il catalogo delle novità riferite all'anno scolastico che sta per cominciare è assai consistente.
Eccone una sintesi della parte che riguarda gli ordinamenti.
Scuola dell'infanzia: Anche i bambini di due anni e mezzo potranno iscriversi alla scuola dell'infanzia.
Scuola Primaria: Maestro unico prevalente (i due aggettivi sono utilizzati in sequenza): nelle classi prime della scuola primaria si passerà al modello educativo del maestro unico prevalente, un'unica figura di riferimento per i bambini.
Ogni quadro orario, da 24, 27, 30 o 40 ore, prevederà il maestro unico di riferimento.
Successivamente il modello si estenderà alle altre classi.
Abolite le compresenze.
Tempo pieno confermato: con l'introduzione del maestro unico, l'eliminazione delle compresenze ed alcuni risparmi dovuti alla razionalizzazione degli organici e al dimensionamento delle scuole (circa 350 scuole sono state accorpate grazie anche all'impegno delle Regioni) si libereranno più maestri per aumentare il tempo pieno.
Scuola secondaria di I grado: Riformulazione dell'orario della scuola media L'orario scolastico della scuola media sarà di 30 ore settimanali, consentendo una distribuzione più razionale delle lezioni, senza insegnamenti facoltativi e opzionali che avevano allungato l'orario senza migliorare la qualità del servizio.
Tempo prolungato da 36 a 40 ore solo in presenza di requisiti strutturali e di servizio che rispondano alle aspettative delle famiglie.
Esami di terza media Il voto finale dell'esame di terza media sarà calcolato facendo la media aritmetica delle prove orali, di quelle scritte (inclusa la prova nazionale Invalsi) e del voto di ammissione.
Scuola secondaria di II grado Ammissione alla Maturità A partire dall'anno scolastico 2009/10 saranno ammessi all'esame di Stato solo gli studenti che  conseguiranno almeno 6 decimi in tutte le materie e in condotta.
Ecco gli altri provvedimenti che diventeranno operativi nel nuovo anno scolastico indicati nel comunicato stampa del MIUR del 28 agosto 2009.
Scuola digitale Pagelle on line: in molti casi  sarà possibile consultare  on line sul sito delle scuole le pagelle degli studenti.
Sms per segnalare assenze ai genitori: tutte le scuole potranno organizzare sistemi per avvisare via sms i genitori quando i ragazzi sono assenti, come avviene già in molte scuole del Paese.
Assunzioni nella scuola Per l'anno scolastico 2009-2010 vengono immessi in ruolo 8.000 docenti e 8.000 unità di personale ATA, nonché 647 dirigenti scolastici.
Contenimento della spesa per i libri di testo Introduzione dei tetti di spesa per le scelte dei libri da parte degli insegnanti: gli insegnanti devono scegliere libri di testo che abbiano un prezzo inferiore ai tetti di spesa fissati dal Ministero.
Mantenimento degli stessi libri per 5 anni: i testi scelti non potranno essere cambiati per almeno 5 anni nella primaria e 6 nella secondaria.
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Gli autori |31.08.2009
schema e allegati
 
PG.JLM.RpR
Nuovo libro di J.L. Moral

 

ESORTAZIONE APOSTOLICA “GAUDETE ET EXSULTATE” DI PAPA FRANCESCO  

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