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editore |29.06.2012
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Ridefinire il profilo di qualificazione professionale dei futuri insegnanti di religione cattolica, armonizzando il percorso formativo richiesto per l’insegnamento della religione cattolica con quanto previsto, oggi, per l’insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado in Italia.


Definire una nuova versione delle indicazioni per l’insegnamento della religione cattolica nel secondo ciclo, sulla base dei rinnovati documenti che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha elaborato in un quadro di riforma dell’intero sistema educativo di istruzione e formazione (licei, istituti tecnici, istituti professionali, percorsi di istruzione e formazione professionale).


Sono questi, in sintesi, gli obiettivi della duplice intesa che è stata firmata giovedì 28 giugno a Roma, presso la sede della Conferenza Episcopale Italiana, dal Card. Angelo Bagnasco, per la CEI, e dal Ministro Francesco Profumo, per il MIUR. L’accordo, raggiunto al termine di un percorso all’insegna del dialogo e della collaborazione, consolida ulteriormente l’armonioso inserimento dell’insegnamento della religione cattolica nei percorsi formativi della scuola italiana.


"Nella consapevolezza che, come ha sottolineato Benedetto XVI, «la dimensione religiosa è intrinseca al fatto culturale, concorre alla formazione globale della persona e permette di trasformare la conoscenza in sapienza di vita» (Discorso agli insegnanti di religione cattolica, 25 aprile 2009), auspico - ha affermato il Card. Bagnasco - di vedere quanto prima i frutti di bene che scaturiranno da questo rinnovato accordo, conscio dell’impegno delicato in vista della maturazione integrale delle persone degli alunni e grato per il lavoro costante e professionale di tutta la comunità educante della scuola, ivi compreso l’impegno professionale degli insegnanti di religione cattolica".


Il saluto del Cardinale Bagnasco


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La scuola nel cuore


Il significato della firma delle due intese tra Chiesa e Governo sull'Irc


Alberto Campoleoni






Una nuova intesa, anzi due, sull’insegnamento della religione cattolica (Irc). Ieri, 28 giugno, le hanno firmate, come previsto dalle procedure di derivazione concordataria, il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, e il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco.


I due testi riguardano questioni differenti ma ugualmente importanti. Il primo, una vera modifica dell’Intesa Cei-Mpi del 1985, seguita al “Nuovo concordato” del 1984, aggiorna i profili di qualificazione professionale dei docenti di religione. Una modifica che si è resa necessaria negli ultimi anni per armonizzare il percorso formativo richiesto agli Idr con quanto previsto, oggi, per l’insegnamento nelle scuole italiane.


La logica di fondo, già ben presente nel 1984 e 1985, è quella di garantire docenti preparati, veri professionisti della scuola, che possano operare con competenza e qualità all’interno dell’istituzione pubblica. È, questo, un portato proprio del Nuovo Concordato, che a suo tempo, ridefinì l’insegnamento cattolico in senso propriamente scolastico e permise di indicare titoli di studio precisi per i docenti. Una logica che è proseguita fino al riconoscimento del ruolo giuridico dei docenti di religione: professionisti della scuola, come i colleghi delle altre materie. Una logica, ancora, che sostiene il capillare e continuo impegno di formazione in servizio organizzato sia a livello nazionale, sia locale, per gli Idr. Ora i titoli di accesso alla professione (si partirà del 2017) sono aggiornati ai cambiamenti avvenuti nei percorsi formativi universitari e in linea con le nuove istruzioni sugli Istituti superiori di scienze religiose.


La seconda intesa appena firmata riguarda, invece, le nuove indicazioni per l’insegnamento della religione cattolica nel secondo ciclo, sulla base dei rinnovati documenti che il Miur ha elaborato in un quadro di riforma dell’intero sistema educativo d’istruzione e formazione. Sono, attesissimi, i “nuovi programmi” per le scuole superiori che in questi anni hanno sofferto un periodo di “vacanza” dovuto anche al continuo mutare degli orientamenti circa la riforma scolastica.


Il cardinale Bagnasco ha spiegato come le indicazioni si sono rese necessarie tenuto conto “del nuovo assetto dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali, nonché dei percorsi d’istruzione e formazione professionale”. Per questo le nuove indicazioni sono state differenziate “in modo tale da rispecchiare al meglio il carattere e l’impostazione culturale di ciascuna tipologia di scuola e del particolare ordinamento dell’istruzione e formazione professionale”.
Toccherà ora ai docenti mettere alla prova i nuovi testi, esaminandoli con attenzione e traducendo in concreto, nella prassi didattica, quanto proposto dalle indicazioni. Magari anche suggerendo a loro volta percorsi e strade di rinnovamento. È, questo, peraltro, il dinamismo continuo di una materia scolastica che voglia davvero qualificarsi come tale.


E qui sta il nodo di fondo: l’Irc, anche attraverso questi ultimi passaggi, si conferma attento alla scuola, al suo servizio, come ha ricordato ancora al momento della firma il cardinale Bagnasco. E lo ha sottolineato anche il ministro Profumo, in un inciso, ricordando come anche molti alunni stranieri (in questi anni aumentati in modo esponenziale) scelgano di avvalersi dell’insegnamento cattolico. Sono persone di culture diverse, che tuttavia decidono (“circa la metà”) di frequentare l’Irc, “confermando – dice il ministro – la natura scolastica di questa disciplina, a prescindere dall’appartenenza religiosa personale”. Davvero non è poco.





 IRC»Identità    
editore |02.01.2012
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Le scuole potranno inserire i loro dati. Dal 12 gennaio aperto l'accesso al nuovo servizio


 


 



In occasione della presentazione a Roma degli esiti della sperimentazione “Valorizza”, il capo dipartimento del Miur, Giovanni Biondi, aveva dato notizia del varo del progetto “Scuola in chiaro” in una logica di trasparenza e di accesso per le famiglie in occasione delle iscrizioni.


Il progetto, presentato con circolare 108 del 27 dicembre dallo stesso ministro Profumo, è stato illustrato con indicazioni operative nella nota prot. n. 6756 del 30 dicembre (www.istruzione.it), firmata dal Direttore Generale Emanuele Fidora.


Il progetto “Scuola in chiaro” – si legge nella nota - si articola in due fasi coordinate, una a carico della Amministrazione centrale e un’altra di responsabilità delle Istituzioni scolastiche.


L’Amministrazione da parte sua cura la predisposizione, in forma grafica e tabellare, dei dati riguardanti la singola Istituzione scolastica già presenti nel sistema informativo in quanto acquisiti attraverso processi amministrativi e varie rilevazioni ad hoc (informazioni generali sulla scuola, alunni, esiti scolastici, personale scolastico,…).


Le Istituzioni scolastiche provvedono invece all’inserimento delle informazioni di loro esclusiva conoscenza (didattica, servizi offerti, valutazione, eventuale presenza di modelli personalizzati per le iscrizioni).”


I dati delle istituzioni scolastiche possono essere  inseriti a partire dal 4 gennaio 2012, con la possibilità di effettuare in via permanente modifiche, integrazioni, aggiornamenti delle informazioni stesse. L’inserimento dei dati a cura delle scuole – continua la nota firmata dal DG Fidora - avviene tramite una apposita applicazione, avente il medesimo nome del progetto (“Scuola in chiaro”), situata nell’area “Rilevazioni” del portale SIDI; tale applicazione consente il caricamento di file (in formato pdf, doc, jpg o bmp per le immagini e di dimensione limitata ad un massimo di 1MB per ogni singolo file) e l’inserimento di dati attraverso griglie predisposte, con la compilazione di tabelle predefinite ovvero tramite la spunta di un elenco di voci”.


“Scuola in chiaro” partirà dal 12 gennaio 2012 e comprenderà sia i dati ministeriali sia quelli immessi da ogni singola istituzione.


La nota chiarisce anche che per l’anno scolastico 2012/2013 le iscrizioni possono essere effettuate attraverso il nuovo sistema on line per le prime classi della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, pur rimanendo attiva la tradizionale procedura di iscrizione presso le Istituzioni scolastiche.







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tuttoscuola.com

editore |18.12.2011
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Il culto del corpo è l’imperativo quotidiano della nostra epoca. Solo chi si sforza di raggiungere il proprio ideale fisico può avere successo, e dunque botox, body-styling e chirurgia estetica divengono i riti che ci promettono un’eterna giovinezza.


D’altro lato, tuttavia, la dimensione corporea va contemporaneamente perdendo sempre più di significato, parallelamente allo svilupparsi delle potenzialità virtuali offerte dal cybermondo costituito da Internet, giochi di ruolo, videogiochi, nanotecnologie applicate alla medicina, che rivelano il profondo desiderio dell’uomo di superare il limite fisico e in definitiva di raggiungere l’immortalità.


Ma a ciò fa ancora resistenza il messaggio evangelico dell’incarnazione di Dio, che continua ad affrancare e a restituire dignità a ogni corpo fragile, limitato, vulnerato nella sua esistenza, e che oggi il pensiero cristiano deve riproporre in modo consapevole e attrezzato come risorsa di senso per una vita vissuta e ancorata alla realtà nell’epoca del cyber-mondo.


 


 


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Regno-att. n.20, 2011, p.707

 IRC»Identità    Novità»Eventi    
editore |30.11.2011
UPSRoma2

 


in questi ultimi anni nelle giornate di Studio IRC promosse dall’Istituto di Catechetica si è riflettuto su alcuni orientamenti culturali significativi per l’educazione religiosa, analizzando in particolare l’apprendimento, l’ermeneutica, il linguaggio religioso, l’etica nell’orizzonte del pluralismo culturale.…


Quest’anno la riflessione della giornata di studio verterà un tema di grande interesse ed attualità: Processi educativi e traguardi di competenze.


La giornata si realizzerà sabato 3 dicembre 2011 presso l’Università Pontificia Salesiana dalle 9.00 alle 18.00.


La giornata si svolge, secondo una consuetudine ormai convalidata al confronto e all’integrazione fra i partecipanti, valorizzando le diverse competenze. Vengono offerti brevi imputs iniziali sugli aspetti significativi del tema e si lascia  quindi aperta la conversazione al contributo di ciascuno.


Come premesse vengono prese la scelta educativa privilegiata dalla Facoltà e la traduzione in Pedagogia religiosa che ne ha fatto l’Istituto.


1. Si vogliono approfondire come temi:


- Gli Orientamenti della Cei per il Decennio 2010-2020.


- Le scelte privilegiate dall’Istituto nella Pedagogia religiosa


- Quali orientamenti? Quale integrazione?


2. Specificamente per l’IRC:


- L’Istituto ha una Pedagogia - Didattica caratterizzata?


- La Scuola e di conseguenza l’IRC si orientano ai traguardi di competenza…


- Identità e differenze da rilevare


- Possibili convergenze da promuovere


- Urgenze e problemi da evidenziare


3. Verso una sintesi orientativa


 


La partecipazione alla giornata è riservata  ad un numero ristretto di studiosi e propfessionisti della materia.


 


 


 


 


 


 




PROGRAMMA


 


9.00 Apertura della Giornata


- Preghiera


- Saluto delle Autorità


- Presentazione del Programma e Metodologia di lavoro


9.30:  Prof. Vincenzo Annicchiarico


- Gli Orientamenti Pastorali della Cei e ricaduta sull’IRC


10,00 - 11.00: Confronto libero dei partecipanti


11,00: Coffee break


11.30 - 12.00: Prof. Zelindo Trenti


Gli Orientamenti dell’Istituto di Catechetica per l’IRC


12.00 - 13.00: Confronto libero dei partecipanti


13.10:  Pranzo


14.30 - 15.00:  Prof. Sergio Cicatelli


I traguardi di competenza negli attuali Orientamenti della scuola


15.00 - 16.00: Confronto libero dei partecipanti


16.00 – 16.30: Prof. Cesare Bissoli


Le Indicazioni Nazionali e  traguardi di competenze per l’IRC


16.30 - 17.30: Confronto libero dei partecipanti


17.30:  Conclusioni orientative

 IRC»Identità    
editore |23.11.2011
ircscuola

L'Osservatore Romano dedica oggi un lungo articolo al tema dell'ora di religione nelle scuole e approfondisce, in particolare, la questione del diritto dei genitori a decidere in materia. “Sono i genitori, e non lo Stato”, scrive il giornale del Vaticano, “ad avere il diritto di educare i propri figli conformemente alle loro convinzioni e lo Stato deve cercare di aiutarli in questo, nella più assoluta neutralità. Lo Stato è costituzionalmente obbligato a garantire ai genitori che i docenti di religione dei loro figli minorenni vengano designati dalla gerarchia della Chiesa della quale essi fanno parte. Designazione che deve essere completamente libera per le Chiese e necessariamente rispettata dallo Stato”.


La presa di posizione del quotidiano della Santa Sede è dovuta al fatto che domani “si tiene a Strasburgo, dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, un’importante udienza nella quale sono in gioco, in parte, la libertà religiosa e l’autonomia delle Chiese, delle confessioni e delle comunità religiose riguardo all'insegnamento del proprio credo”. La questione in discussione è “se ai cittadini europei viene garantito che l’insegnamento religioso ricevuto dai loro figli minorenni nelle scuole corrisponda alle loro convinzioni”.




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Cicatelli - Malizia

 

CONVEGNO DI AGGIORNAMENTO E SEMINARIO DI STUDIO IRC 2017

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