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editore |06.11.2012
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Si è concluso con un ampio consenso il XXI incontro formativo intitolato ‘Territorio, patto educativo e strategie per una didattica del successo nella scuola primaria’ svoltosi mercoledì 10 e giovedì 11 ottobre all’Auditorium del Comune di San Benedetto del Tronto e diretto dalla sociologa Giuditta Castelli con il supporto tecnico del giornalista Emiliano Corradetti.


Due giorni dove i relatori, dall’alto delle loro esperienze, hanno offerto consigli e guidato docenti e genitori nel loro difficile compito di educatori.


L’obiettivo del progetto è, infatti, quello di potenziare le abilità comunicative e relazionali dei genitori, dare indicazioni normative, pedagogiche e metodologiche ai docenti al fine di prevenire il disagio scolastico e i comportamenti ad esso collegati.


L’evento autorizzato dall’Ufficio Scolastico Regionale quale progetto formativo per i docenti, è nato dalla collaborazione  fra gli  assessorati all’ambiente e alla cultura del Comune di San Benedetto del Tronto, la Helios onlus, il CSV Marche, il Coordinatore dell’Ambito Territoriale Sociale 21 di San Benedetto del Tronto ed è patrocinato dall’Università degli Studi di Camerino (partner dal 1989).


Uno dei cardini di una didattica del successo è quello di insegnare al bambino a riconoscere e a gestire le proprie emozioni. A tal proposito la giornata del 10 ottobre è stata  particolarmente  emozionante, poiché si è parlato anche di sentimenti tramite i versi  della poetessa urbinate Maria Lenti ed il racconto  ‘Cristalli di sale’ della giornalista Rosita Spinozzi, attraverso la magnifica interpretazione dell’attrice Gilda Luzzi.


La Lenti ha approfondito il tema dell’importanza dell’alfabetizzazione alla poesia già dalla scuola primaria, mentre ‘Cristalli di sale’, incentrato sulla parola chiave ‘distacco’ e  pubblicato sulla rivista bimestrale d’arte e fatti culturali UT,   ha dato il via a una serie d’interventi relativi la dolorosa esperienza del bambino nei confronti del  ‘distacco’ vissuto in tutte le sue manifestazioni.


Un racconto dalla indiscussa  valenza educativa che, come ha sostenuto  la docente Liliana Marzetti della scuola secondaria  ‘Sacconi’ di San Benedetto del Tronto, merita di essere inserito nel piano didattico come materia di lettura e riflessione per i giovani studenti. Dalla platea sono sopraggiunte espressioni di gratitudine e richieste di ulteriori incontri e nel contempo dagli addetti ai lavori è arrivata la  proposta  alla Spinozzi di attivare progetti letterari finalizzati al settore giovanile, di supporto al lavoro dei docenti.


Tantissimi gli intervenuti nelle due giornate tra cui gli assessori Margherita Sorge e Paolo Canducci (i quali non si sono limitati al saluto convenzionale ma hanno seguito sia la preparazione ai lavori che la loro attuazione), il pedagogista Emilio Vita, le psicoterapeute Daniela D’Altorio e Paola Bastarelli, l’avvocato Gabriella Ceneri, tutore e curatore dei minori; l’Ombudsman Italo Tanoni, autorità garante del rispetto dei diritti degli adulti e dei bambini nelle Marche, la psicologa infantile Stefania D’Angelo, la docente Silvana Guardiani per la rete Ecoo-School, la sessuologa Renata Bastiani. Sono intervenuti per il saluto conclusivo il presidente Pietro Colonnella del CORECOM, il past president Giuseppe Capretti e il presidente Luigi Vitali del Club Lions zona C – Ascoli e Valdaso che affiancano il progetto. Un ringraziamento degli organizzatori va all’associazione Jonas di San Benedetto del Tronto e ai docenti delle ISC Nord, e Centro di San Benedetto, di Ripatransone, Petritoli e Monteprandone, dell’ISS “A. Capriotti” di San Benedetto del Tronto.


Il secondo appuntamento è per lunedì 22 Aprile 2013 “Giornata mondiale della Terra”, sotto la presidenza dell’ ispettrice Maria Teresa Mircoli Castagna  e la direzione di Giuditta Castelli. Nel corso della giornata saranno premiati anche i partecipanti della XXI rassegna nazionale “Helios Festival – Settimana dell’amicizia fra i popoli”, progetto al quale ha già aderito anche la rete Eco-School.  Info: www.heliosnews.it

 
editore |11.09.2012
indagine-ocse-pisa-sulla-scuola-in-italia

Bilanci per l’istruzione non adeguati ai tempi; invecchiamento medio della categoria degli insegnanti; squilibrio tra maschi e femmine tra gli iscritti negli atenei.


Sono tre dei problemi rilevati da una indagine dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici) resa nota oggi, che indaga la situazione scolastica nei 34 Paesi aderenti, 21 dei quali Ue.


Secondo la ricerca, oltre il 50% dei docenti di scuola secondaria superiore in Germania e in Italia ha superato i 50 anni di età; in altri cinque Paesi dell’Unione (Austria, Repubblica ceca, Estonia, Paesi Bassi, Svezia) il dato è oltre il 40%.


Ocse esprime preoccupazione anche per la “disparità tra i generi”: la relazione segnala che “quasi un terzo di donne in più rispetto agli uomini si iscrive all’istruzione universitaria nell’Ue”.


Permane poi la questione delle risorse finanziarie investite nell’educazione. Androulla Vassiliou, commissario europeo per l’istruzione, commenta: “Gli Stati membri dell’Ue riconoscono che l’investimento nell’istruzione è essenziale per il futuro d’Europa e per la sua prosperità nel lungo periodo. Dai dati emerge che il costo dell‘istruzione è di gran lunga controbilanciato dai vantaggi che se ne traggono. Non abbiamo però motivo di essere troppo soddisfatti: la relazione evoca anche la necessità di riforme per modernizzare l’istruzione e renderla più attraente sia agli occhi degli studenti che degli insegnanti”.

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editore |29.06.2012
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Ridefinire il profilo di qualificazione professionale dei futuri insegnanti di religione cattolica, armonizzando il percorso formativo richiesto per l’insegnamento della religione cattolica con quanto previsto, oggi, per l’insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado in Italia.


Definire una nuova versione delle indicazioni per l’insegnamento della religione cattolica nel secondo ciclo, sulla base dei rinnovati documenti che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha elaborato in un quadro di riforma dell’intero sistema educativo di istruzione e formazione (licei, istituti tecnici, istituti professionali, percorsi di istruzione e formazione professionale).


Sono questi, in sintesi, gli obiettivi della duplice intesa che è stata firmata giovedì 28 giugno a Roma, presso la sede della Conferenza Episcopale Italiana, dal Card. Angelo Bagnasco, per la CEI, e dal Ministro Francesco Profumo, per il MIUR. L’accordo, raggiunto al termine di un percorso all’insegna del dialogo e della collaborazione, consolida ulteriormente l’armonioso inserimento dell’insegnamento della religione cattolica nei percorsi formativi della scuola italiana.


"Nella consapevolezza che, come ha sottolineato Benedetto XVI, «la dimensione religiosa è intrinseca al fatto culturale, concorre alla formazione globale della persona e permette di trasformare la conoscenza in sapienza di vita» (Discorso agli insegnanti di religione cattolica, 25 aprile 2009), auspico - ha affermato il Card. Bagnasco - di vedere quanto prima i frutti di bene che scaturiranno da questo rinnovato accordo, conscio dell’impegno delicato in vista della maturazione integrale delle persone degli alunni e grato per il lavoro costante e professionale di tutta la comunità educante della scuola, ivi compreso l’impegno professionale degli insegnanti di religione cattolica".


Il saluto del Cardinale Bagnasco


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La scuola nel cuore


Il significato della firma delle due intese tra Chiesa e Governo sull'Irc


Alberto Campoleoni






Una nuova intesa, anzi due, sull’insegnamento della religione cattolica (Irc). Ieri, 28 giugno, le hanno firmate, come previsto dalle procedure di derivazione concordataria, il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, e il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco.


I due testi riguardano questioni differenti ma ugualmente importanti. Il primo, una vera modifica dell’Intesa Cei-Mpi del 1985, seguita al “Nuovo concordato” del 1984, aggiorna i profili di qualificazione professionale dei docenti di religione. Una modifica che si è resa necessaria negli ultimi anni per armonizzare il percorso formativo richiesto agli Idr con quanto previsto, oggi, per l’insegnamento nelle scuole italiane.


La logica di fondo, già ben presente nel 1984 e 1985, è quella di garantire docenti preparati, veri professionisti della scuola, che possano operare con competenza e qualità all’interno dell’istituzione pubblica. È, questo, un portato proprio del Nuovo Concordato, che a suo tempo, ridefinì l’insegnamento cattolico in senso propriamente scolastico e permise di indicare titoli di studio precisi per i docenti. Una logica che è proseguita fino al riconoscimento del ruolo giuridico dei docenti di religione: professionisti della scuola, come i colleghi delle altre materie. Una logica, ancora, che sostiene il capillare e continuo impegno di formazione in servizio organizzato sia a livello nazionale, sia locale, per gli Idr. Ora i titoli di accesso alla professione (si partirà del 2017) sono aggiornati ai cambiamenti avvenuti nei percorsi formativi universitari e in linea con le nuove istruzioni sugli Istituti superiori di scienze religiose.


La seconda intesa appena firmata riguarda, invece, le nuove indicazioni per l’insegnamento della religione cattolica nel secondo ciclo, sulla base dei rinnovati documenti che il Miur ha elaborato in un quadro di riforma dell’intero sistema educativo d’istruzione e formazione. Sono, attesissimi, i “nuovi programmi” per le scuole superiori che in questi anni hanno sofferto un periodo di “vacanza” dovuto anche al continuo mutare degli orientamenti circa la riforma scolastica.


Il cardinale Bagnasco ha spiegato come le indicazioni si sono rese necessarie tenuto conto “del nuovo assetto dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali, nonché dei percorsi d’istruzione e formazione professionale”. Per questo le nuove indicazioni sono state differenziate “in modo tale da rispecchiare al meglio il carattere e l’impostazione culturale di ciascuna tipologia di scuola e del particolare ordinamento dell’istruzione e formazione professionale”.
Toccherà ora ai docenti mettere alla prova i nuovi testi, esaminandoli con attenzione e traducendo in concreto, nella prassi didattica, quanto proposto dalle indicazioni. Magari anche suggerendo a loro volta percorsi e strade di rinnovamento. È, questo, peraltro, il dinamismo continuo di una materia scolastica che voglia davvero qualificarsi come tale.


E qui sta il nodo di fondo: l’Irc, anche attraverso questi ultimi passaggi, si conferma attento alla scuola, al suo servizio, come ha ricordato ancora al momento della firma il cardinale Bagnasco. E lo ha sottolineato anche il ministro Profumo, in un inciso, ricordando come anche molti alunni stranieri (in questi anni aumentati in modo esponenziale) scelgano di avvalersi dell’insegnamento cattolico. Sono persone di culture diverse, che tuttavia decidono (“circa la metà”) di frequentare l’Irc, “confermando – dice il ministro – la natura scolastica di questa disciplina, a prescindere dall’appartenenza religiosa personale”. Davvero non è poco.





 IRC  
editore |28.05.2012
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Si svolge martedì 29 maggio 2012, presso la sede CEI di Via Aurelia 796 in Roma, l’incontro conclusivo della sperimentazione sulle Indicazioni per l’Irc nel Secondo Ciclo.


All’incontro parteciperanno gli Idr Sperimentatori nella Scuola Secondaria di 2° grado indicati a suo tempo dai Responsabili Regionali dell’Irc. Per l’occasione sono stati invitati i membri del Gruppo di Supporto dell’Irc nel 2° Ciclo, i quali hanno accompagnato il percorso di sperimentazione.


Sarà importante, dunque, non solo evidenziare le linee fondamentali emerse dalla sperimentazione, ma anche suggerire possibili sviluppi della progettazione educativo-didattica che abbiano un particolare riferimento all’attuale assetto diversificato per tipo di scuola in cui l’Irc deve essere pienamente inserito.


E' possibile scaricare il programma. E' disponibile on line la circolare di esonero del MIUR.

 
editore |05.05.2012
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Upsini in giro per l'Italia: sui passi di don Tonino Bello


Il dipartimento di Pastorale Giovanile e Catechetica della nostra Università ha organizzato per il week-end del 1° Maggio un viaggio-studio nei luoghi del Salento.


Mossi sui passi e sulle parole di don Tonino Bello, Vescovo della Chiesa e Servo di Dio, ha percorso in lungo ed in largo il territorio pugliese salentino, arrivando fino alle coste di Santa Maria di Leuca dove il Mar Ionio si tuffa in quello Adriatico.


Un viaggio dalle tonalità rilassanti per tutti i partecipanti al viaggio che nel clima fraterno e umano, instauratosi fra le mura accademiche, sono riusciti a vivere questi tre giorni intensamente. Non solo Lodi e Vespri recitati sull'autobus ma canti di gioia e chiacchierate fra le più vivaci negli spostamenti da una città ad un'altra.


Un viaggio studio che non sarà ricordato solamente per i sorrisi e le lacrime sprigionate dai partecipanti al saluto delle famiglie ospitanti ma anche per la massima disponibilità degli organizzatori che con maestrìa e competenza territoriale hanno predisposto (in maniera impeccabile) un fitto programma d'escursione.


Fra i presenti anche alcuni studenti dei corsi di laurea di Psicologia, Pedagogia e anche di Comunicazione Sociale che relazionandosi hanno avuto modo di conoscere la figura di don Tonino Bello, le sue attività pastorali, la sua attenzione ai poveri e agli emarginati e la grande volontà di ricerca della pace per un'educazione non violenta basata sulla creatività e libertà dell'uomo.


Toccante il momento della visita al cimitero dove è sepolto il vescovo pugliese; uno fra quelli più silenziosi. Arrivati nella Capitale in serata: stanchi del viaggio ma allo stesso tempo arricchiti


Articolo di Tonino Garufi




 


 


 


 


 


 


Proponiamo un celebre messaggio di Don Tonino sull'educazione alla povertà




 


 


 


 


 


 


 


 


 


"L'educazione alla povertà è un mestiere difficile. Forse per questo il Maestro ha voluto riservare ai poveri la prima beatitudine. 
Non è vero che si nasce poveri. Poveri si diventa, dopo lunghe fatiche ed estenuanti esercizi. 
Questa della povertà è una carriera, e tra le più complesse. Richiede un tirocinio tanto difficile, che il Signore Gesù si è voluto riservare direttamente l'insegnamento di questa disciplina. 
Perché alla povertà ci si educa e ci si allena.



Povertà è annuncio.
La ricchezza della terra non è maledetta, è buona. Però, c'è una cosa ancora più buona: la ricchezza del Regno. Ecco il punto. Farsi povero non deve significare disprezzo della ricchezza, ma dichiarazione solenne che il Signore è la ricchezza suprema.


Povertà è rinuncia.
Il cristiano rinuncia ai beni per essere più libero di servire. Spogliarsi per lavare i piedi, come fece Gesù. Chi vuol servire deve rinunciare al guardaroba. Chi desidera stare con gli ultimi, deve alleggerirsi dei "tir" delle sue stupide suppellettili. E' la gioia, che connota la rinuncia cristiana.


Povertà è denuncia.
Di fronte alle ingiustizie del mondo, il cristiano non può tacere. 
Non può tacere dinanzi allo spreco, al consumismo, alla dilapidazione delle risorse ambientali. 
Quale voce di protesta il cristiano può levare? Quella della povertà! 
La povertà è condivisione della propria ricchezza. 
"Se hai due tuniche nell'armadio, una appartiene ai poveri". Non possiamo permetterci i paradigmi dell'opulenza, mentre i teleschermi esibiscono i misteri dolorosi di tanti fratelli crocifissi. 
L'educazione alla povertà è un mestiere difficile. 
Forse è proprio per questo che il Maestro ha voluto riservare ai poveri, ai veri poveri, la prima beatitudine."


 


+ Tonino Bello


 


 


 



 
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11-13 luglio Brescia

 

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