FORUM «IRC»
 
editore |07.05.2012
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Al via, da oggi fino a giovedì 10 maggio, presso la Domus Mariae–Palazzo Carpegna, il XII Congresso europeo per la catechesi, promosso dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE), sul tema dell’Iniziazione cristiana nella prospettiva della nuova evangelizzazione.


La preparazione dell’incontro è stata coordinata dalla Commissione CCEE “Catechesi, scuola e università”, presieduta da mons. Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster e presidente della conferenza episcopale d’Inghilterra e Galles.


Il vescovo britannico ha introdotto i lavori di oggi insieme al segretario generale della Conferenza episcopale italiana (CEI), mons. Mariano Crociata.


Mercoledì 9 maggio 2012, i partecipanti prenderanno parte alla Messa per l’Europa che si svolgerà alle 19.30 presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, presieduta dal Presidente del CCEE, cardinale Péter Erdő, Arcivescovo di Esztergom-Budapest, alla quale è prevista la presenza attesi degli ambasciatori presso la Santa Sede dei paesi europei.


I dati sono stati raccolti e analizzati da p. Luc Mellet, responsabile del Servizio Nazionale per la Catechesi e il Catecumenato (Francia) che ha presentato i risultati della ricerca in apertura del congresso oggi pomeriggio.


Si legge nel documento: “L'esperienza di fede è un incontro con Gesù Cristo risorto, presente e vivo che può essere sentito e toccato nella Chiesa, Suo Corpo mistico. Questa esperienza è aperta a tutte le persone e quindi anche ai fanciulli e agli adolescenti. Tuttavia, l'incontro con Cristo vivo passa sempre attraverso l'incontro personale e comunitario di una persona con quanti hanno già accolto il dono della fede. La chiesa, cosciente di essere custode di un tesoro, ha da sempre riconosciuto l'importanza di comunicare la fede ai più giovani. Quest’opera di trasmissione viene chiamata catechesi. L'inchiesta, appena conclusa e realizzata in vista di questo congresso, ha permesso di rilevare aspetti positivi e altri che devono essere rivisti per rispondere al meglio alla missione di annunciare il Vangelo e per formare cristiani che vivono la loro fede in ogni dimensione della loro esistenza. Insomma, l'inchiesta ha quindi individuato un cammino ancora da compiere. Gli elementi ricavati dall'inchiesta e i commenti fatti hanno permesso di individuare alcuni temi principali: innanzitutto, i luoghi di vita e la loro influenza sull'iniziazione cristiana del bambino; successivamente, la comunità cristiana, i suoi membri e la sua vita liturgica; infine, l'importanza del cammino personale del bambino nella sua iniziazione cristiana”.


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Dossier 04.05.2012


Di seguito alcuni punti che emergono dal sondaggio:


sui luoghi di vita…


La famiglia - in primo luogo i genitori, ma anche i fratelli e sorelle, e i nonni  -, è la cornice prima ed essenziale dell'iniziazione nel bambino. Anche altri membri della famiglia, tra  cui gli zii e le zie, i cugini e le cugine, o ancora, i padrini e le madrine sono citati ma con minore ricorrenza.La famiglia è il primo luogo dove uno costruisce il proprio rapporto con la realtà e quindi anche con Dio e con la Chiesa. La pratica religiosa in famiglia è l'elemento più citato come fattore positivo nell'iniziazione cristiana. Il vivere in famiglia la domenica, e le feste liturgiche, in particolare Natale e Pasqua, è un elemento importante che resta decisivo anche nell'adolescenza, quando si verifica  da parte di alcuni adolescenti un allontanamento dalla pratica religiosa. Thierry Bonaventura, CCEE Media OfficerTel: +41/ 71/227 6044 - Fax: +41/71/227 6041 Mobile: +41/ 79 1280189- media@ccee.chLa famiglia è una comunità di vita, dove si fa esperienza attraverso la parola e l’esempio (testimonianza), della presenza di Dio. In senso contrario, quando la fede non è una realtà nel quotidiano della famiglia anche questo influisce nell'esperienza religiosa dei bambini. La famiglia è presentata talvolta come un luogo, dove ciascuno interagisce con gli altri e in cui l'iniziazione cristiana non si riduce a un'iniziazione del bambino per opera dei genitori. Per esempio, l'iniziazione dei bambini può favorire un interrogarsi da parte dei genitori, dei fratelli e delle sorelle e puòportare questi a un riavvicinamento della pratica religiosa.La partecipazione della famiglia agli incontri di catechismo è citata a più riprese come un fattore positivo, anche se viene sottolineato che questa partecipazione è ancora poco frequente.Gli amici: anche i legami di amicizia rivestono un ruolo fondamentale. Gli amici costituiscono spesso il secondo gruppo di persone citato come testimoni di fede o come responsabili dell'allontanamento. La messa domenicale, per esempio, quando è anche un luogo d'incontro con gli amici è un luogo dove si ha voglia di partecipare. Al contrario se gli amici non vanno a messa, questa diventa un peso o poco attrattiva per i bambini. Infatti, appare importante per i bambini, gli adolescenti e i giovani in generale, il poter vivere la loro fede con i loro coetanei. L'influenza della scuola dipende molto dai contesti (se si tratta di scuole cattoliche private o di scuole pubbliche). Viene riconosciuto il ruolo di promozione del dialogo, del confronto e a volte anche dell’iniziazione cristiana vera e propria.Si segnala, in generale, che le scuole private cattoliche svolgono un ruolo positivo nell'iniziazione cristiana, nell'offrire ai bambini un ambiente dove la presenza dei segni e delle parole cristiane è normale, un incontro con la cultura cristiana non soltanto nei corsi di religione o durante le lezioni di catechesi, ma anche attraverso un'identità chiara nell'insegnamento delle diverse materie e nei momenti celebrativi lungo l'anno. In questo contesto, l’indagine mette in risalto l'importanza dei professori e della loro personalità per l'introduzione dei bambini alla vita della Chiesa e al rapporto personale con Dio.Nel questionario è stato possibile verificare come l'allontanamento dalla fede, che spesso si manifesta nell'adolescenza, ha tra le sue cause, non solo il fatto che la maggioranza dei colleghi di  scuola non la vive  - e l'isolamento è sempre un fattore di dissuasione - ma è anche legata alla pressione e ai doveri dello studio.Le attività di gruppi e i movimenti sono anche importanti: rappresentano uno dei principali strumenti di partecipazione alla fede cristiana per il bambino e per l'adolescente. A più riprese, gli adolescenti e i giovani sottolineano il bisogno e l'utilità di realizzare delle azioni concrete, pratiche nei gruppi di cui fanno parte, e di non accontentarsi dei momenti di discussione e di riflessione.Si ritrova anche spesso l'idea che è importante per la maturazione personale della fede l'incontro con punti di vista differenti (con persone di altre religioni, così come il confronto con gli adulti, con altre culture). Gli altri, la società nel suo insieme e i punti di vista differenti, possono tuttavia rimettere in questione la fede cristiana: la società secolarizzata e talvolta antireligiosa, vedere che altre religioni, o la scienza, possono offrire delle risposte differenti alle domande che ci poniamo, ma sono anche spesso l'occasione per approfondire le ragioni della fede.…


sulla comunità…


La  comunità cristiana è decisiva nella vita e nel percorso di fede dei bambini e degli adolescenti. La nozione di comunità ritorna abbastanza spesso nelle risposte. Viene sottolineata l'importanza di far parte di una comunità e di avere una vera vita di comunità dove i bambini trovano coetanei e adulti nella fede. L'identità cristiana è una questione frequente; il riconoscersi come cristiani e come parte di una comunità sono elementi importanti. A più riprese si fa menzione dell'importanza per i bambini e gli adolescenti di incontrare dei cristiani, sacerdoti, professori, persone attive nella vita della carità, ecc. che s’impegnano nella loro fede e che ne sono testimoni. Il catechismo, la cappellania, i corsi di religione (e simili), sono citati sempre fra i fattori positivi dell'iniziazione cristiana.


L'importanza della catechesi (e delle attività equivalenti vissute nella parrocchia o in un luogo della Chiesa), tuttavia, varia secondo i paesi. I corsi di religione alle volte sono giudicati noiosi più spesso dei gruppi di catechesi. Alcuni supporti, come la lettura di storie e i supporti audiovisivi, sono citati come più interessanti per il bambino, più stimolanti. Il contenuto della catechesi in sé è citato poco e ciò genera alcuni interrogativi sul modo con cui si deve comunicare la conoscenza di Gesù e della dottrina della Chiesa in modo attraente e significativo.Nell'iniziazione cristiana e nella vita della comunità, la  vita liturgica è fondamentale perché è il luogo privilegiato d'incontro con il Dio vivo e aiuta a riconoscere i legami spirituali esistenti tra i membri della Chiesa e di essi con Dio. Il sondaggio aiuta a comprendere come il modo di celebrare la fede può essere un incitamento o un fattore di allontanamento dalla religione. Si capisce che è importante una cura delle celebrazioni, in modo speciale delle messe perché esse siano un luogo d'incontro con il Dio vivo e non siano giudicate noiose e limitanti. L'importanza di comprendere la propria fede, di comprendere ciò che viene detto alla messa, di poterla seguire avendo la coscienza di ciò che significa, ecco un punto centrale nel percorso d'iniziazione cristiana.Occorre segnalare l'importanza dei vari  sacramenti e della relativa preparazione (in gruppo e personalmente) nell'iniziazione cristiana dei bambini e degli adolescenti: particolarmente la prima comunione e la cresima. La celebrazione dei sacramenti dei bambini è un momento decisivo della vita della comunità e delle famiglie cristiane, ma deve essere vissuta al tempo stesso come un cammino personale. Anche il sacramento della riconciliazione viene menzionato molto frequentemente come un momento importantissimo per i bambini ed i giovani che sperimentano il perdono di Dio sentendosi accompagnati personalmente nel cammino della fede.


sul cammino personale…


Il rischio della libertà. Tanto i bambini quanto gli adolescenti sottolineano l'importanza di compiere un cammino personale anche se non individualista. Gli adolescenti e i giovani sottolineano che il passaggio all'adolescenza è al tempo stesso un periodo di rimessa in questione, della loro fede e di altre cose, e quindi può essere anche l’occasione di una presa di coscienza della loro fede. È il momento della libertà in cui uno deve accogliere coscientemente quello che gli è stato comunicato e deve trovare le ragioni personali per dire il suo sì a Dio. Spesso in questo tempo, ciò può manifestarsi in un allontanamento dalla pratica cristiana, ma è al tempo stesso, il momento della ricerca di una maggiore partecipazione, di una fede più “attiva".L'adolescenza è anche un momento di appropriazione, particolarmente nei confronti della famiglia. I giovani sentono la necessità di comprendere la loro fede non come qualcosa che appartiene ai loro antenati, quanto piuttosto come una scelta personale che riempie la loro vita e non toglie loro niente. I giovani talvolta scelgono di andare in una chiesa differente da quella della loro famiglia per poter stare con gli amici.


Un tempo di domande. I giovani sottolineano l'importanza che assumono le domande che si pongono sui problemi essenziali: l’esistenza di Dio, la sofferenza, la vita dopo la morte, il bene e il male, ecc. Se la fede e la catechesi non aiutano a trovare delle risposte o ad accompagnare questi interrogativi, ciò può provocare nei giovani, delusioni e un allontanamento rispetto alla religione. Questa diventa la grande sfida per la catechesi: essere capace di mostrare ai giovani la bellezza della vita di fede, l’attualità delle ragioni della fede e l’esperienza dell'amore di Dio rivelato nella persona viva di Gesù. Allora i ragazzi si sentiranno più decisi ad impegnarsi nella propria vita e disponibili per gli altri. La fede diventa anche carità quando è ben radicata. I giovani che si allontano, sottolineano spesso di non aver trovato delle risposte ad alcune delle domande che si pongono e di non avere trovato nel cammino chi li avesse aiutato. Il sondaggio inoltre riferisce come gli avvenimenti personali negativi o gioiosi (es. un decesso o una buona notizia), o un grande incontro con altri giovani, possono giocare un ruolo importante nel cammino cristiano dei giovani.


 

editore |02.05.2012
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L’Istituto di Catechetica dell’UPS promuove per il prossimo sabato 5 maggio 2012, un Seminario di studio dal titolo: Contributo dalla tradizione pedagogica del mondo catechetico salesiano al Documento condiviso per la catechesi in Italia della CEDAC, come apporto alla riflessione in questo importante passaggio storico.


La Commissione Episcopale per la Dottrina, Annuncio e Catechesi (CEDAC) ha promosso nello scorso 28-30 novembre il seminario di studio: In ascolto per il discernimento, in vista di un “documento condiviso” che “aggiorni” il Documento Base (DB).


Le relazioni presentate e le successive sintesi elaborate dai tre relatori principali sono attualmente oggetto di studio dei membri della commissione episcopale. A più riprese, la CEDAC ha comunicato la sua volontà di mettersi “in ascolto” dei contributi che, a diverso titolo, le si vorranno far pervenire. Tra questi occupano un posto privilegiato i Convegni catechistici regionali che, a partire dall’aprile prossimo, impegneranno i vari Uffici Catechistici Diocesani.


L’obiettivo è quello di elaborare delle riflessioni da offrire alla CEDAC come contributo “salesiano” al «Documento condiviso» per la catechesi in Italia, mettendo in comune idee ed esperienze, a partire dalla sensibilità pedagogica, patrimonio comune del mondo salesiano.


Tra i temi di riflessione da riprendere ne risaltano tre:


La catechesi in Italia nell’orizzonte della nuova evangelizzazione (Luca Bressan);


Spunti per riorientare la catechesi: contenuti, linguaggi, strumenti e percorsi (Enzo Biemmi);


Catechisti: pluralità di figure, rinnovamento e formazione (Ubaldo Montisci).


Il Seminario ha come interlocutori privilegiati i catecheti della Famiglia Salesiana, SDB e FMA; ma anche coloro che operano a livello di coordinamento della pratica pastorale o sono responsabili dell’editoria.


Si ritiene utile convocare anche i docenti che collaborano nella proposta formativa dell’Istituto di Catechetica e dell’Auxilium e invitare al confronto i responsabili della catechesi a livello nazionale.


La giornata prevede l’apertura alle ore 9.00 con il saluto del Rettore prof. Carlo Nanni e del decano FSE prof. Francesco Casella, e l’introduzione di Guido Benzi, direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale.


E prevede tre momenti moderati dai professori José Luis Moral, Cettina  Cacciato, e Carmelo Sciuto.

editore |24.03.2012
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Questo pomeriggio a Roma presso il Campus Università Urbaniana (via Urbano VIII, 16) si è tenuta una giornata di studio dal titolo: «Comunicare la Fede. L'Iniziazione Cristiana con le persone disabili nelle Comunità», promossa dall'Ufficio Catechistico Nazionale.


L'obiettivo della giornata è stato così riassunto da Don Guido Benzi (direttore dell'UCN):


“Vogliamo approfondire, cioè l’inclusione delle persone disabili nei percorsi parrocchiali di iniziazione cristiana”, consapevoli che “l’iniziazione cristiana è «l’esperienza fondamentale dell’educazione alla vita di fede», non una delle attività della comunità cristiana, ma quella che «qualifica l’esprimersi proprio della Chiesa nel suo essere inviata a generare alla fede e realizzare se stessa come madre»”. “Forse all’inizio ed al vertice di una dinamica di inclusione dei nostri fratelli e sorelle disabili nelle comunità non c’è una dinamica reciproca di riconoscimento – ha aggiunto – Cioè sentire che ognuno è un dono per l’altro, per come è e non per come vorremmo che fosse? L’inclusione, prima che una attenzione pastorale, è una necessità della comunità cristiana per essere veramente ciò che è”.


Tra gli interventi:


suor Veronica Donatello, responsabile del Settore, si è chiesta “quale possibilità hanno le persone disabili di scoprire la propria particolare vocazione all’interno delle nostre comunità ecclesiali e di contribuire attivamente alla missione redentrice che il Signore Risorto ha affidato alla sua Chiesa”. Dopo aver riconosciuto “pregiudizi e incoerenze, lentezze e ritardi”, si è soffermata sul processo di Iniziazione Cristiana e, in particolare, sulle possibilità concrete che il credente disabile ha di incontrare il Signore nelle comunità parrocchiali.


Anne Herbinet, pedagogista e responsabile nazionale del Settore per la Catechesi ai disabili della Conferenza Episcopale Francese, ha condiviso ai partecipanti l’esperienza che vive in Francia e i percorsi messi in atto.


Don Salvatore Soreca, in qualità di direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano di Benevento ha proposto, alla luce del documento sull’Iniziazione Cristiana alle persone disabili, una lettura dei percorsi effettuati, riconoscendo nella “categoria antropologica dell’incontro, come fermento di umanità, la chiave per intendere l’Iniziazione dei disabili in un’ottica di pastorale inclusiva”.Infine,


Ezio Aceti, psicologo infantile e della disabilità, ha aiutato a cogliere il vissuto affettivo dei ragazzi disabili, offrendo delle informazioni essenziali perché la metodologia catechetica tenga conto dei loro processi di maturazione.


Relazione Donatello


Relazione Herbinet


Relazione Soreca

editore |09.03.2012
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Si avvicina l'appuntamento con i Convegni Catechistici Regionali 2012 previsti a partire dal mese di aprile nelle 16 regioni ecclesiali d'Italia.


I convegni sono stati preceduti dall' INCONTRO NAZIONALE PER I DIRETTORI UCD a Roma, presso la Domus Mariae nei giorni 6-7 febbraio 2012.


L'incontro ha affrontato tematiche importanti come l’Iniziazione Cristiana in un contesto di Nuova evangelizzazione, con gli interventi di S.E. Mons. Nikola Eterović, Segretario generale del Sinodo dei Vescovi e del Dott. Stijn Van Den Bossche, Direttore UCN del Belgio.C'è stato un ampio dibattito sul tema dell’IC nelle Chiese che sono in Italia in un contesto educativo e un intervento legato alla collaborazione tra il Servizio Promozione 8x1000 e l’UCN in vista della formazione dei catechisti.


Riportiamo due interventi significativi:


il primo di apertura del convegno di Guido Benzi, direttore dell'UCN; il secondo del catecheta belga Stijn Van Den Bossche, direttore dell'UCN



 


Anticipiamo il calendario dei Convegni Regionali:


ABRUZZO-MOLISE: Hotel Giardino – Fossacesia (CH), 13-14 aprile 2012
BASILICATA: Casa di Spiritualità “S. Anna” – Matera, 21-22 aprile 2012
LIGURIA: Seminario di Genova, 20-21 aprile 2012
SICILIA: Hotel S. Michele – Caltanissetta, 20-22 aprile 2012
LOMBARDIA: Santuario di Caravaggio (BG), 21 aprile 2012
CAMPANIA: Centro “La Pace” – Benevento, 23-24 aprile 2012
TOSCANA: Centro comunitario – Casalguidi (PT), 27-28 aprile 2012
TRIVENETO: Padova, 9 giugno 2012
EMILIA-ROMAGNA: Bologna, 15-16 giugno 2012
CALABRIA: Gambarie (RC), 15-17 giungo 2012
LAZIO: Frascati (RM), 22-23 giugno 2012
MARCHE: Centro “Giovani Paolo II” – Loreto (AN), 22-24 giungo 2012
PUGLIA: Ostuni (BR), 22-24 giungo 2012
PIEMONTE – VAL D'AOSTA: Centro “Maria Candida” – Armeno (NO), 29-31 agosto 2012
SARDEGNA: Aprile 2012
UMBRIA: Casa “Le Stuoie” – S. Maria degli Angeli, Assisi (PG), 29-30 settembre 2012


Inoltre potete cliccare su VADEMECUM per visualizzare il testo contenente il questionario utilizzato per la preparazione dei convegni.


Articolo correlato: IC: ALLA VIGILIA DEI CONVEGNI REGIONALI


 

 Catechesi»Catechisti    IRC»Sussidi    
G. Zizioulas |19.12.2011
Metropolitan John Zizioulas of Pergamon








Il primo e, secondo la mia opinione, il grande problema della teologia ortodossa oggi è la mancanza di proposte positive. Quando nel decennio degli anni Sessanta la generazione dei teologi, alla quale io appartengo, «fece la rivoluzione» – in qualche modo – nella teologia accademica come l’avevano configurata al seguito dei modelli occidentali le generazioni precedenti (Androutsos ecc.) non si limitò alla critica ma avanzò anche proposte positive. Alcuni, come Giovanni Romanidis, attinsero alla tradizione esicasta e configurarono la teologia attorno all’asse del vissuto personale con un intenso elemento carismatico. Altri, come Christos Yannaras, hanno aperto la teologia ortodossa all’ambito della filosofia mettendo in luce l’ontologia della relazione. Personalmente ho trovato nella divina eucaristia la chiave per la comprensione, prima della struttura e delle funzioni della Chiesa e poi della stessa antropologia (con la nozione di persona come comunione e alterità) e infine del mistero stesso del Dio trino come essenza e persone, comunione e alterità.


Regno-att. n.20, 2011, p.661


 


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Cattura
Roma - 17-19 Novembre

 

CONVEGNO DI AGGIORNAMENTO E SEMINARIO DI STUDIO IRC 2017

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