FORUM «IRC»
 
 
editore |01.10.2012
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Nel testo del comunicato finale del Consiglio Permanente (Roma, 24-27 settembre), l’attenzione dei Vescovi nei confronti della famiglia, per la quale rinnovano l’appello a politiche fiscali che la tutelino e ne rispettino la libertà educativa; la responsabilità per la qualità delle vocazioni e la santità dei sacerdoti; la formazione di comunità che siano ambiente educante per la fede, animate da una catechesi adulta anche nei contenuti; il dialogo con la cultura, nella proposta del paradigma antropologico che scaturisce dal Cristianesimo.


Conferenza Episcopale Italiana


CONSIGLIO PERMANENTE


Roma, 24 - 27 settembre 2012


COMUNICATO FINALE







«Questo Concilio tutto si risolve nel suo conclusivo significato religioso, altro non essendo che un potente e amichevole invito all’umanità d’oggi a ritrovare, per via di fraterno amore, quel Dio “dal Quale allontanarsi è cadere, al Quale rivolgersi è risorgere, nel Quale rimanere è stare saldi, al Quale ritornare è rinascere, nel Quale abitare è vivere” (Sant’Agostino). Così noi speriamo al termine di questo Concilio ecumenico vaticano secondo e all’inizio del rinnovamento umano e religioso, ch’esso s’è prefisso di studiare e di promuovere; così speriamo per noi, Fratelli e Padri del Concilio medesimo; così speriamo per l’umanità intera, che qui abbiamo imparato ad amare di più ed a meglio servire».


L’ampia citazione di Paolo VI (7 dicembre 1965) con cui si è conclusa la sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente (24 - 27 settembre 2012) – riunito a Roma sotto la presidenza del Card. Angelo Bagnasco – ne riassume lo spirito, la finalità e gli stessi contenuti.


La prolusione e il confronto che l’ha seguita hanno dato voce alle difficoltà della gente, senza venire meno a uno sguardo di speranza e di incoraggiamento. I Vescovi si sono soffermati sulla famiglia, per la quale rinnovano l’appello a politiche fiscali che la tutelino e ne rispettino la libertà educativa.


Alla vigilia del Sinodo dedicato al tema della Nuova Evangelizzazione e dell’apertura dell’Anno della Fede nel 50° anniversario del Concilio Vaticano II e nel 20° della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, il Consiglio Permanente ha focalizzato la propria riflessione su alcuni temi e iniziative: la formazione cristiana degli adulti tra rinnovamento e istanza educativa, all’indomani dei Convegni catechistici regionali; la pastorale vocazionale, con la trasformazione del Centro Nazionale Vocazioni in Ufficio Nazionale; la 47ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, incentrata sulla famiglia, cellula primaria e fondamentale della vita sociale (Torino, 12 - 15 settembre 2013); il Convegno Ecclesiale Nazionale  sul tema della fede, criterio veritativo d’interpretazione del vivere umano (Firenze, 9 - 13 novembre 2015). In vista di tale appuntamento, il Consiglio Permanente ha provveduto a costituire un Comitato preparatorio e ne ha eletto la Presidenza.


Nei corso dei lavori è stata, quindi, analizzata la situazione concernente i registri comunali delle cosiddette unioni di fatto e delle dichiarazioni anticipate di trattamento; si è fatta una valutazione del primo quinquennio del Comitato per il progetto culturale, individuando ambiti e compiti per il prossimo futuro; è stato approvato il nuovo regolamento dell’Ufficio Nazionale per l’educazione, la scuola e l’università; si è proceduto ad adeguare la Convenzione per il servizio pastorale in missione dei presbiteri diocesani; è stato approvato il Messaggio per la Giornata per la Vita (3 febbraio 2013).


Il Consiglio Episcopale Permanente ha provveduto anche ad alcune nomine, fra le quali quella di membri di Commissioni Episcopali e di direttori di Uffici Nazionali.






Famiglia e vita, impegni profetici



Il «reticolo di corruttele e di scandali», che attraversa la classe politica e motiva indignazione e ostilità nella cittadinanza, ha portato i membri del Consiglio Permanente a lamentare la distanza tra l’Italia dei “furbi” e quella degli onesti. La tradizione culturale del Paese è enorme – hanno rilevato – ma si stenta a vederne in atto le ricadute; prevale la demagogia delle opinioni, mentre si fatica a formare le coscienze di quei credenti che si sono volti all’impegno politico e che necessitano di essere sostenuti anche nella vita spirituale, perché questa ispiri loro comportamenti coerenti. Si avverte la necessità di un nuovo patto sociale, a partire dalla riscoperta di ragioni vere e condivise che possano far vivere insieme una vita buona e virtuosa.


Il confronto all’interno del Consiglio ha permesso di focalizzare la drammatica situazione in cui tanta gente ormai vive: precariato, disoccupazione, aziende in forti difficoltà, insolvenza da parte di enti locali. La realtà che porta il peso maggiore della crisi rimane la famiglia, principale ammortizzatore sociale e condizione del possibile rilancio del Paese. Per questo il Consiglio Permanente rimarca l’urgenza di politiche fiscali che la tutelino, riconoscendole, ad esempio, libertà educativa e, quindi, un maggiore sostegno alla scuola, compresa quella paritaria. Specie attraverso le Caritas, si conferma il volto di una Chiesa vicina e solidale, riferimento credibile anche nella proposta di stili di vita sobri ed essenziali. La stessa Chiesa rimane, perciò, sconcertata a fronte di forze politiche e culturali preoccupate, paradossalmente, di indebolire ulteriormente la famiglia: il riferimento è al tentativo di regolamentazione giuridica delle cosiddette unioni di fatto, per le quali anche in Italia alcuni gruppi avanzano pressanti richieste di riconoscimento, in termini che si vorrebbero analoghi – se non identici – a quelli previsti per la famiglia fondata sul matrimonio; una tutela che, nelle intenzioni, verrebbe estesa anche alle unioni omosessuali.


L’analisi della situazione porta a rilevare che nei Comuni italiani che hanno istituito registri per le unioni civili il numero degli iscritti rimane irrilevante, se non nullo. Questo dato – unito alla consapevolezza che tali iniziative sono di dubbia legittimità sotto il profilo giuridico e carenti di utilità pratica – non impedisce di coglierne il valore simbolico e la carica ideologica rispetto al modello costituzionale: l’unione tra l’uomo e la donna sancita dal patto matrimoniale.


Ad analoga considerazione i Vescovi sono giunti anche per le dichiarazioni anticipate di trattamento, raccolte nei registri istituiti da alcuni Comuni, che pure concorrono a diffondere una precisa e discutibile cultura attorno al fine vita.


Il Consiglio Permanente ha quindi ribadito l’impegno della Chiesa a tutela della famiglia naturale e a difesa della vita umana nella sua inderogabile dignità: un impegno – è stato evidenziato – profondamente “laico”, che va a beneficio dell’intera comunità civile. Di tale impegno è parte anche l’annuncio della bellezza del progetto matrimoniale e familiare e, quindi, la difesa della domenica, quale giorno libero dal lavoro e dedicato alla famiglia e alla festa.


Catechesi, assunzione del pensiero di Cristo



Alla luce dei 16 Convegni regionali promossi dall’Ufficio Catechistico Nazionale – una sorta di Convegno diffuso che, da aprile a settembre 2012, ha animato in maniera capillare il territorio nazionale – il Consiglio Permanente si è soffermato sulla catechesi, quale forma decisiva nell’educazione alla fede.


La responsabilità di comunicare e testimoniare la fede alle nuove generazioni ha il suo soggetto nell’intera comunità cristiana: questa consapevolezza richiede un forte investimento sulla formazione e l’accompagnamento degli adulti, a partire da quanti già partecipano alla vita ecclesiale. Compito prioritario della Chiesa, del resto, rimane la riscrittura della proposta cristiana nelle coscienze delle persone e nel loro vissuto.


Una comunità che sia ambiente educante per la fede, inoltre, non può che essere animata da una catechesi adulta anche quanto ai contenuti, nell’attenzione a plasmare in ogni età credenti capaci di rendere ragione della speranza che li anima: può dirsi adulto soltanto chi è capace di restituire quanto ha ricevuto, assicurando la continuità tra le generazioni e la vitalità della stessa comunità.


Per questo i Vescovi hanno sottolineato l’importanza di concludere la fase delle sperimentazioni degli itinerari di iniziazione cristiana e di fare comunione e unità attorno al progetto catechistico e agli stessi catechismi della CEI. L’obiettivo di tale investimento è la formazione e l’assunzione del pensiero di Cristo – «Pensare secondo Cristo e pensare Cristo attraverso tutte le cose» (S. Massimo il Confessore) –; necessita di legami integranti con l’esperienza celebrativa e con quella caritativa, nonché della valorizzazione di particolari momenti – quali la richiesta del battesimo e della prima Comunione – per un cammino di relazione e di incontro con la famiglia, in una prospettiva pastorale attenta a mantenere il carattere popolare dell’esperienza ecclesiale. È stato, infine, chiesto dai Vescovi di mantenere prioritario l’impegno di formazione dei catechisti.


La Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi ha, quindi, aggiornato il Consiglio Permanente circa il lavoro di stesura di nuovi orientamenti che, riaffermando il valore del documento di base, Il rinnovamento della catechesi (1970), indichino le scelte pastorali delle Chiese in Italia per svolgere la loro missione evangelizzatrice.


Vocazioni, questione di fede



La matrice antropologica della cultura corrente rimanda a un io autocentrato, che idolatra la propria individuale libertà e ha come riferimento soltanto se stesso. Dal rischio di tale mentalità non sono immuni gli stessi sacerdoti: riconoscerlo per i Vescovi è stato un riappropriarsi della responsabilità della santità del proprio clero, nell’impegno a prevenirne, per quanto possibile, le cadute e ad accompagnarlo con una formazione adeguata, perché la sua vita sia abitata dal Signore.


Su tale tema i Vescovi hanno sviluppato un’ampia riflessione, alla luce del documento “Orientamenti pastorali per la promozione delle vocazioni al ministero sacerdotale” della Congregazione per l’educazione cattolica.


La preoccupazione dei Pastori – più ancora che il calo numerico dei sacerdoti – riguarda i criteri che, nella mentalità corrente, guidano un giovane nella costruzione della propria identità: spesso il singolo ritiene di potersela costruire da sé, scegliendosi i riferimenti e le risorse che ritiene maggiormente confacenti al proprio benessere psicologico ed emotivo. La condizione che innerva un’autentica vocazione – ha evidenziato a più riprese il Consiglio Permanente – rimane la fede, coltivata nella relazione con Cristo: da qui nasce l’elemento unificante dell’identità teologica e della vita spirituale del sacerdote, che porta a quella carità pastorale caratterizzata dalla totalità del dono della vita.


Tra i “luoghi” di formazione i Vescovi hanno indicato la pastorale giovanile, la direzione spirituale e il Seminario Minore o, comunque, una forma di pre–Seminario.


Il Consiglio Episcopale Permanente ha, quindi, sancito il passaggio del Centro Nazionale Vocazioni a nuovo Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni, approvandone il regolamento e inserendolo a pieno titolo nella Segreteria Generale della CEI. In questo modo ha dato nuova configurazione giuridica a un organismo che ora diventa segno più adeguato della collocazione della dimensione vocazionale nel contesto della pastorale delle Chiese particolari in Italia.


Un Comitato per Firenze 2015



Il V Convegno Ecclesiale Nazionale si terrà a Firenze sul tema della fede, cifra veritativa di interpretazione del vivere umano. In vista di tale appuntamento il Consiglio Permanente ha costituito un Comitato preparatorio, del quale ha eletto la Presidenza: un Presidente e tre Vice Presidenti (espressioni rispettivamente del Nord, del Centro e del Sud dell’Italia), oltre al Segretario Generale della CEI.


Il compito affidato al Comitato concerne la presentazione alla prossima Assemblea Generale non solo della proposta del titolo del Convegno, ma del programma del percorso preparatorio e delle modalità più idonee a favorire il coinvolgimento e la partecipazione del popolo cristiano nelle sue varie articolazioni.


I Vescovi, dopo aver fissato la data dell’assise (9 - 13 novembre 2015), ne hanno richiamato la funzione di approfondimento della tematica del decennio nella sua proiezione culturale e sociale. In particolare, hanno raccomandato che venga evidenziata la natura cristiana dell’umanesimo, a dire quanto il Cristianesimo sia indispensabile per la storia, la cultura e l’attualità del Paese, e come l’erosione di tali radici comprometta la base su cui è fondata la comunità nazionale.


L’attenzione a rilanciare le fonti dell’umanesimo sociale, in un contesto che vede il declino dell’ambizioso progetto della modernità, si completa nella consapevolezza di essere, come credenti, portatori di una parola decisiva circa l’umano, quindi la libertà, la responsabilità e le relazioni, vissute in chiave trinitaria: con l’Apostolo, i Vescovi annunciano che «se uno è in Cristo, è una nuova creatura» (2Cor 5,17).


Abitare la cultura



Una valutazione del primo quinquennio del Comitato per il progetto culturale ha offerto al Consiglio permanente l’occasione di un confronto con il Card. Camillo Ruini, che del Comitato è Presidente.


Il Cardinale ha presentato le iniziative scaturite da una sistematica riflessione sul momento attuale della società e della Chiesa: i rapporti-proposta e gli eventi internazionali.


I Vescovi, nell’esprimere gratitudine per questo lavoro di penetrazione della cultura “alta”, hanno raccomandato che il Comitato continui – in mezzo a quella “promessa mancata” che, per molti versi, è stata la modernità – a proporre il paradigma antropologico che scaturisce dal Cristianesimo. Circa i contenuti sui quali lavorare, il Consiglio Permanente ha espresso un’attenzione privilegiata per i giovani, per arrivare a dialogare meglio con la loro cultura, usando i linguaggi e gli strumenti più idonei a evangelizzarla in profondità.


Al riguardo, Avvenire e TV2000, il SIR nonché i settimanali e le emittenti diocesane, sono colti nel loro decisivo valore in merito alla formazione dell’opinione pubblica. Nel rilanciare l’impegno a sostenerli e a promuoverne la diffusione, i Vescovi domandano che si individuino strategie anche per valorizzare la rete di internet.


Varie



Il Consiglio Permanente ha preso in esame tema, programma e itinerario di preparazione alla 47ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani (Torino, 12-15 settembre 2013). Sarà imperniata sulla famiglia, con l’intento di presentarla come cellula primaria e fondamentale della vita sociale, portatrice di diritti – a partire dalla libertà educativa –, risorsa da sostenere e da cui ripartire per dare speranza anzitutto ai giovani.


Di famiglia parla anche il Messaggio per la Giornata per la Vita (3 febbraio 2013), nel quale i Vescovi esprimono vicinanza solidale a quanti sono duramente provati dalla crisi, mentre rilanciano il valore della persona e della vita umana fin dal concepimento.


Per aggiornarlo alla situazione attuale, il Consiglio Permanente ha approvato il nuovo regolamento dell’Ufficio Nazionale per l’educazione, la scuola e l’università. Le modifiche sono finalizzate, in particolare, a ridare unitarietà a questi diversi ambiti, facendoli confluire in un’unica Consulta.


Nel corso dei lavori è stata adeguata anche la Convenzione che regola il servizio pastorale in missione dei presbiteri diocesani. I principali mutamenti riguardano l’inserimento nel sistema di sostentamento del clero dei sacerdoti fidei donum, il versamento dei contributi previdenziali al Fondo clero dell’INPS da parte dell’Istituto Centrale per il sostentamento del clero, nonché le coperture previste dalla polizza sanitaria per il clero, stipulata dall’ICSC.


Nomine


Nel corso dei lavori, il Consiglio Permanente ha proceduto alle seguenti nomine:


- Presidente del Comitato Preparatorio del V Convegno ecclesiale nazionale (Firenze 2015): S.E. Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino.


- Vice Presidenti del Comitato Preparatorio del V Convegno ecclesiale nazionale (Firenze 2015): S.E. Mons. Gianni Ambrosio, Vescovo di Piacenza - Bobbio, per il Nord; S.E. Mons. Mansueto Bianchi, Vescovo di Pistoia, per il Centro; S.E. Mons. Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale, per il Sud.


- Membro della Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata: S.E. Mons. Arturo Aiello, Vescovo di Teano - Calvi.


- Membro della Commissione Episcopale per la famiglia e la vita: S.E. Mons. Alberto Tanasini, Vescovo di Chiavari.


- Direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi giuridici: Mons. Giuseppe Baturi (Catania).


- Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport: Mons. Mario Lusek (Fermo).


- Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della sanità: Don Carmine Arice (Società dei Sacerdoti di San Giuseppe Benedetto Cottolengo).


- Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni: Mons. Domenico Dal Molin (Vicenza).


- Responsabile del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile: Don Michele Falabretti (Bergamo).


- Responsabile del Servizio Nazionale per l’insegnamento della religione cattolica: Don Daniele Saottini (Brescia).


- Coordinatore Nazionale della pastorale per gli immigrati albanesi in Italia: Don Pasquale Ferraro (Roma).


- Coordinatore Nazionale della pastorale per i cattolici indiani di rito latino in Italia: Don Rajan Madakkudiyan (Kannur, India).


- Assistente ecclesiastico centrale dell’Azione Cattolica Italiana per il settore adulti: Don Emilio Centomo (Vicenza).


- Assistente ecclesiastico nazionale per la Branca Rover - Scolte dell’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani: Padre Giovanni Gallo, C.O.


- Assistente ecclesiastico generale dell’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici: Don Stefano Caprio (Foggia - Bovino).


- Assistenti ecclesiastici nazionali dell’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici:  Don Giovanni Facchetti (Bolzano - Bressanone), per la Branca Guide;  Don Fabio Menghini (Pitigliano - Sovana - Orbetello), per la Branca Esploratori; Don Claudio Barboni (Cerignola - Ascoli Satriano), per la Branca Rover; Padre Peter Dubovsky, SJ, per la Branca Coccinelle; Padre Andrea Cova, OFM Capp., per la Branca Scolte.


- Consulente ecclesiastico nazionale del Centro Sportivo Italiano: Don Alessio Cirillo Albertini (Milano).


- Consigliere ecclesiastico nazionale della Coldiretti: Don Paolo Bonetti (Gorizia).


- Assistente ecclesiastico centrale della Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice: Don  Giovanni Fusco (Melfi - Rapolla - Venosa).


La Presidenza, nella riunione del 24 settembre, ha proceduto alle seguenti nomine:


- Membro dell’Osservatorio centrale per i beni culturali di interesse religioso di proprietà ecclesiastica, in rappresentanza della Conferenza Episcopale Italiana: Don Bassiano Uggé, Sottosegretario della CEI.


- Assistenti Ecclesiastici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – sede di Roma: don Angelo Auletta (Tricarico), don Paolo Angelo Bonini (Albenga – Imperia), don Luciano Oronzo Scarpina (Nardò – Gallipoli), don Matthew James Solomon (Roma).


- Assistente Ecclesiastico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – sede di Brescia: don Roberto Lombardi (Brescia).


- Membri del Collegio dei Revisori dei Conti della Fondazione Centro Unitario per la cooperazione missionaria tra le Chiese (CUM): Rag. Ruggero Mischi (Presidente); Ing. Livio Gualerzi (Membro).


La Presidenza, nella medesima riunione, ha dichiarato l’assunzione ad interim delle funzioni di Presidente della Commissione Episcopale per le migrazioni da parte di S.E. Mons. Paolo Schiavon, Vescovo ausiliare di Roma.

 Catechesi»Adulti    
editore |04.09.2012
240107-007p

Un bilancio dei 16 convegni regionali promossi dalla Cei.


"Sperimentazione alla prassi condivisa”...


 


Don Guido Benzi, direttore dell’Ufficio catechistico della Cei, sintetizza con questo slogan il percorso compiuto nel 2012 attraverso i 16 convegni catechistici regionali, l’ultimo dei quali è in programma il 29 e 30 settembre, ad Assisi, sul tema: “Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv 15,11).


Tema generale dei 16 appuntamenti, promossi dall’Ufficio Cei: “‘Come pietre vive’ (1Pt 2,4-8). Rinnovare l’iniziazione cristiana nelle nostre Chiese”. M.Michela Nicolais, per il Sir, ha chiesto a don Benzi un primo bilancio “a caldo” dell’iniziativa, che ha coinvolto complessivamente circa 5.000 persone sul territorio, spesso guidate dai lori rispettivi vescovi diocesani. L’incontro nazionale di chiusura di questo ciclo di convegni si svolgerà il 4 e 5 ottobre, ad Abano Terme.


Don Benzi, perché la scelta di un unico convegno “diffuso” nelle diverse regioni?
“L’idea dei convegni regionali è nata per rispondere alla domanda di verifica e confronto sugli itinerari di iniziazione cristiana e sulle sperimentazioni sviluppatisi in molte diocesi negli ultimi dieci anni. Una richiesta, questa, avanzata dai vescovi al n. 54 degli Orientamenti pastorali sull’educazione, in modo da arrivare a comprendere la situazione in cui si trova oggi la catechesi in Italia. La sensazione è quella che, sul territorio, in tema di iniziazione cristiana si siano prodotti di fatto modelli differenziati: di qui l’esigenza di portare a convergenza il più possibile le varie esperienze, facendo evolvere la sperimentazione verso criteri condivisi”.


Quali le prime impressioni, alla vigilia della conclusione di questo itinerario?
“La prima impressione, per quanto riguarda l’iniziazione cristiana, è che la catechesi in Italia è viva, in tutte le diocesi e comunità. Certo, si tratta di una catechesi che risente del momento di passaggio culturale che stiamo vivendo, ma che comunque ha a cuore la dimensione della nuova evangelizzazione. Non a caso il tema del primo annuncio, dell’evangelizzazione è stato tenuto molto presente nell’articolazione dei vari convegni: per noi non si tratta affatto di una sorpresa, semmai è invece la conferma di questa esigenza, così come della vitalità dell’attività catechistica. La seconda impressione è una sorpresa, e riguarda la constatazione del coinvolgimento, all’interno dei convegni, di tante realtà: nelle diocesi le associazioni, i movimenti, sono molto presenti a fianco delle parrocchie, e questo mi sembra un segnale molto importante, corroborato dalla presenza di tanti catechisti. Ciò conferma il successo del metodo che abbiamo scelto: più stiamo sul territorio, più si diffonde il confronto, la partecipazione, perché della catechesi bisogna parlare là dove si fa”.


Ci sono difficoltà ancora da superare, o nodi irrisolti?
“Nessuno nega i problemi, sia di carattere formativo sia organizzativo, che possono caratterizzare la vita delle parrocchie. In primo luogo, c’è la difficoltà del dialogo con le famiglie, che spesso tendono alla delega o avanzano per i propri figli richieste non di fede ma di socialità religiosa. Tuttavia, la catechesi rimane una grande risorsa per la nostra comunità, e in particolare l’iniziazione cristiana viene declinata innanzitutto come annuncio della fede, ma anche come scoperta e interiorizzazione di essa, nell’ottica propria del documento di base, che esorta ad ‘educare alla mentalità di fede’”.


Ripensare l’iniziazione cristiana, per l’uomo di oggi, significa quindi pensarla come processo educativo in vista di una fede sempre più adulta…
“Direi proprio di sì, ed è proprio questo uno dei punti maggiormente messi in evidenza durante i convegni. In questa prospettiva, risulta necessario e ineliminabile il dialogo con la realtà delle famiglie, in particolare nella pastorale pre- e post-battesimale. L’iniziazione cristiana comincia col battesimo, e ciò implica una riflessione rinnovata sul ruolo dei padrini e un dialogo con le famiglie che prosegua fino a quando il bambino inizia il catechismo. Diventa centrale, in questo modo, la figura dell’educatore della fede: per questo nel prossimo anno pastorale abbiamo in programma d’intensificare il rapporto tra catechesi e famiglia, tramite una più stretta collaborazione tra i due Uffici, che può rappresentare uno splendido laboratorio di pastorale integrata. Anche le Consulte dei due Uffici si svolgeranno congiuntamente, per poi culminare in un convegno nel giugno 2013”.


Il futuro della catechesi si gioca sui binari della “pastorale integrata” e delle “alleanze educative”?
“L’obiettivo è quello di arrivare a pensare che l’animatore della catechesi non è il catechista o il parroco, ma tutta la comunità cristiana: la comunicazione con le famiglie è prima di tutto un ‘clima’ in cui il bambino viene inserito. Tutto ciò implica il superamento di una pastorale sacramentale, a favore di uno stile di comunità che si senta responsabile, con la sua vita, della fede dei suoi figli. Nasce da qui l’importanza del mondo adulto, da curare sia nell’impegno alla formazione permanente, sia tramite la catechesi degli adulti”.

editore |03.07.2012
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Anno pastorale 2013 - Anno della Fede


Presentazione del Regolamento


L’Ufficio Catechistico Nazionale (UCN) della CEI e in collaborazione con il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica (SPSE) della CEI, indice una Selezione Nazionale di Progetti di Formazione Diocesana per Catechisti.


Alla luce degli orientamenti pastorali 2010-2020 dell’Episcopato Italiano Educare alla vita buona del Vangelo, annunciare Cristo significa portare a pienezza l’umanità e quindi seminare cultura e civiltà.


Non c’è nulla, nella nostra azione, che non abbia una significativa valenza educativa. Così anche i temi legati al sostegno economico alla Chiesa possono affiancarsi a pieno titolo a tutti gli altri aspetti pastorali che concorrono ad educare alla vita buona del Vangelo.


Perciò il titolo della selezione è “Non di solo pane. Formazione catechistica, corresponsabilità economica e partecipazione dei fedeli alla vita della Chiesa”.


La selezione coinvolge gli Uffici Catechistici Diocesani (UCD) nella formazione dei catechisti e tra gli obiettivi si pone anche quello di valorizzare il precetto di “sovvenire alle necessità della Chiesa”, diffondendo i valori alla base del suo sostegno economico ed educando i fedeli ad una loro effettiva corresponsabilità e partecipazione alla vita della Chiesa.


Scarica il Regolamento completo

editore |11.06.2012
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Si è svolto a Malta (30 maggio- 4 giugno) il Convegno della Equipe Europea di Catechesi sul tema: "Le verbe s'est fait chair (Jn 1,14) Langage et langages en catéchèse" che ha approfondito la questione del "linguaggio" come "universo simbolico", come luogo del progressivo divenire umani e della possibilità in questo percorso umano di divenire credenti.


Delle relazioni, che hanno affrontato la tematica da diverse prospettive, riportiamo l'introduzione di Enzo Biemmi, presidente dell'associazione EEC, nella quale sono indicate la scelta del tema e gli obiettivi del congresso.


EEC Malta - Biemmi LINGUAGGIO E LINGUAGGI IN CATECHESI. PROBLEMATICA DEL CONGRESSO EEC 2012


Inoltre proponiamo la relazione d'indole teologica di Salvatore Currò


EEC Malta - Currò LA PAROLA SI è FATTA CARNE ... E LA CARNE PARLA. SUL LINGUAGGIO RELIGIOSO IN RAPPORTO ALLA CATECHESI


... e quella di Joe Borg, che mette in luce le sfide che provengono dal mondo dei media al linguaggio religioso


EEC Malta - Borg UN LAVORO IN PROGRESS SUL LINGUAGGIO DELLA FEDE E (O "IN"?) IL LINGUAGGIO DEI MEDIA. ALCUNE QUESTIONI PERTINENTI, PRELIMINARI E DOMANDE



editore |11.05.2012
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Il 5 maggio si è svolto all’UPS il tradizionale Seminario di studio organizzato annualmente dall’Istituto di Catechetica della FSE.


Quest’anno il titolo dell’incontro è stato: Documento condiviso e tradizione pedagogica salesiana. “Documento condiviso” è, per ora, il modo di chiamare un testo che sarà pubblicato nel 2013 e che ha l’obiettivo di aggiornare il famoso documento base della catechesi italiana degli anni ’70: Il rinnovamento della catechesi.


Da mesi sta lavorando al progetto la Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi (CEDAC), che ha promosso a novembre scorso un importante seminario di studi, al quale hanno partecipato anche numerosi docenti dell’UPS. I vescovi si sono messi in atteggiamento di ascolto e così anche l’Istituto di Catechetica ha voluto dare il suo contributo. Nei mesi scorsi i migliori catecheti italiani sono stati invitati a partecipare al seminario o almeno a mandare un contributo di riflessione sulle tematiche, imperniate su tre poli: a) fare catechesi nel contesto della nuova evangelizzazione; b) spunti per riorientare la catechesi quanto a contenuti, linguaggi, strumenti e percorsi; c) i catechisti: pluralità di figure, rinnovamento e formazione. Ne è venuto fuori un corposo dossier di oltre 100 pagine, che è stato inviato a tutti i partecipanti in modo che si potessero documentare in vista del seminario.


Così la trentina di esperti che hanno partecipato al Seminario – tra cui il Direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale, don Guido Benzi, e collaboratori, in rappresentanza di mons. Marcello Semeraro, Presidente della CEDAC – hanno potuto contare su un formidabile strumento di lavoro e difatti, alla fine della giornata, dopo un lavoro intenso, franco e stimolante, la soddisfazione di tutti era palpabile.


Nel Seminario son emersi alcuni aspetti che toccano la necessità di chiarire il vocabolario su catechesi, nuova evangelizzazione e altro; si è richiamata la necessità di un annuncio della verità della fede, attingendo dalla Bibbia ma insieme vedendone lo sviluppo nella tradizione della Chiesa, interpretando il contenuto in termini esistenziali, con una pedagogia del rispetto e promozione della persona concreta, con ciò puntando su una comunicazione che deve essere significativa, liberatrice e adulta; si è accennato al delicato problema della formazione dei catechisti e anche della responsabilità del clero; la catechesi va valutata sui destinatari, che non sono solo i bambini, e alla loro concreta situazione di fede. Agli adulti e alle famiglie occorre badare prioritariamente; si è detto che la catechesi ha da essere curata all’interno della comunità, ma deve tener conto di quanto avviene nell’ambiente di vita dove le persone vivono (il Convegno di Verona insegna); in tale quadro, il dialogo fede e cultura va bene approfondito; all’insegnamento della religione si darà attenzione per quanto offre nell’ordine metodologico al discorso religioso; né si dimenticherà la cosiddetta comunicazione digitale tanto espansa.


Il lavoro non termina qui. Nei prossimi giorni si prevede la consegna alla CEDAC dei risultati conseguiti e soprattutto la continuazione della riflessione, mantenendo una feconda interazione tra il cammino catechistico italiano e le risorse del carisma salesiano, imperniato sulla componente educativa, riguardo al mondo giovanile in particolare popolare e tra i poveri, in un clima di testimonianza e di personalizzazione del rapporto educatore ed educando.

 
Cattura
Roma - 17-19 Novembre

 

CONVEGNO DI AGGIORNAMENTO E SEMINARIO DI STUDIO IRC 2017

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