FORUM «IRC»
 
 IRC  Novità  
UPS - ISTITUTO DI CATECHETICA |20.05.2013
images

I due Corsi estivi che l’Istituto di Catechetica  dell’UPS propone tendono a mettere a fuoco le nuove dinamiche educative che si impongono nel rinnovamento della Scuola, nell’accentuazione della competenza, ormai condivisa dalle varie discipline, nelle Indicazioni Nazionali  della CEI per lRC.  Una progettazione che sappia integrare correttamente le molteplici sollecitazioni educative che attraversano la scuola e si impongono all’Insegnamento della Religione è la condizione non tanto della presenza dell’IRC, quanto della sua efficacia e legittimazione attuali.


I Corsi, con particolare attenzione alle Secondarie in quello di Luglio, vogliono garantire consapevolezza e padronanza al Docente di Religione nell’esercizio sereno della sua professionalità.


- I Corsi sono organizzati ai sensi delle Direttive Ministeriali n. 305 (art. 2 comma 7) del 1 luglio 1996,  n. 156 (art. 1 comma 2) del 26 marzo 1998.


Ai sensi dell’art. 14 comma 1, 2 e 7 del CCNL, rientra nelle iniziative di formazione e aggiornamento progettate e realizzate dalle Agenzie di Formazione riconosciute dal MIUR.


- Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato di partecipazione.


- Il primo Corso ha ottenuto il finanziamento da parte del Ministero, per il secondo si è in attesa di approvazione.


 


1° Corso


Progettualità e competenza nell’IRC


Corso estivo: 16-22 giugno


 


Lunedì 17 giugno


Mattino


Michele Pellerey: Programmazione curricolare per competenze


Guglielmo Malizia: Le riforme della Scuola e l’IRC


Pomeriggio


Laboratori


Martedì 18 giugno


Mattino


Bissoli Cesare:            La componente biblica nelle NIN dell’IRC. Una lettura pedagogico-didattica


Michele Pellerey: Competenze chiave europee per l’apprendimento permanente e l’IRC


Romio Roberto: Progettare e valutare le competenze religiose scolastiche


Pomeriggio


Laboratori


Mercoledì 19 giugno


Mattino


Diana Massimo: Competenza relazionale nell’Idr


Castegnaro Alessandro: Studente e apprendimento nell’IRC


Pomeriggio


Tavola rotonda:


Coordinatore: Maurizio Lucillo


Diana,  Malizia, Pellerey, Moral, Romio, Kannheiser, Castegnaro, Escudero, Wierzbicki


Giovedì 20 giugno


Mattino


Trenti Zelindo: Competenza e linguaggio nell’IRC


Kannheiser Franca: Compiti di sviluppo e competenze IRC


Pomeriggio


Laboratori


Venerdì 21 giugno


Mattino


Escudero Antonio: Il sapere religioso nell’IRC


Moral José Luis: Linguaggio, comunicazione e religione


Pomeriggio


Laboratori


Sabato 22 giugno


Mattino


Wierzbicki Miroslaw – Trenti Zelindo:            


Sintesi laboratori. Competenza nell’IRC?. La Progettazione didattica


Presentazione di Ospite Inatteso.


Verifica dei laboratori. Conclusioni


            


2° Corso


Traguardi di competenza nell’IRC:


progettazione e valutazione


 


Corso estivo: 30 giugno-6 luglio


 


Lunedì 1 luglio


Mattino


Cicatelli Sergio: Programmazione curricolare per competenze


Guglielmo Malizia: Le riforme della Scuola e l’IRC


Pomeriggio


Laboratori


Martedì 2 luglio


Mattino


Trenti Zelindo: Linguaggio e competenza nell’IRC


Romio Roberto: Progettare e valutare le competenze religiose scolastiche


Pomeriggio


Laboratori


Mercoledì 3 luglio


Mattino


Moral José Luis: Linguaggio, comunicazione e religione


Usai Gianpaolo: Studente e apprendimento nell’IRC


Pomeriggio


Tavola rotonda:


Coordinatore: Maurizio Lucillo


Cicatelli, Romio, Usai, Diana, Malizia, Wierzbicki, Kannheiser, Moral.


Giovedì 4 luglio


Mattino


Diana Massimo: Competenza relazionale nell’Idr


Kannheiser Franca: Compiti di sviluppo e competenze IRC


Pomeriggio


Laboratori


Venerdì 5 luglio


Mattino


Bissoli Cesare:            La componente biblica nelle NIN dell’IRC. Una lettura pedagogico-didattica


Wierzbicki Miroslaw: Processi di apprendimento nell’IRC


Pomeriggio


Laboratori


Sabato 6 luglio


Mattino


Equipe Ospite Inatteso: La elaborazione didattica. Presentazione di Ospite Inatteso


Verifica dei laboratori. Conclusioni


                                         


Iscrizioni


Segreteria Istituto di Catechetica


Università Pontificia Salesiana


Piazza Ateneo Salesiano, 1 - 00139 ROMA


Tel 06. 87.290.651; 06. 87.290.808 -  Fax 06. 87.290.354


e-mail: catechetica@unisal.it


orario di Ufficio: 8.30-12 (martedì e giovedì)


 


Inviare la scheda di iscrizione direttamente presso la Segreteria dell’Istituto di Catechetica all’Università Salesiana nei termini indicati.


SCHEDA D'ISCRIZIONE


 


Le iscrizioni al Corso di giugno devono pervenire via Fax o Mail entro il 20 giugno 2013 alla Segreteria dell’Istituto di Catechetica.

 Le iscrizioni al Corso di luglio devono pervenire via Fax o Mail entro il 20 giugno 2013 alla Segreteria dell’Istituto di Catechetica.


 


Il numero massimo di partecipanti è di 50 persone, oltrepassato il quale si elabora una lista di attesa.

 
editore |01.10.2012
download

«Rallegratevi nel Signore sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi» (Fil 4:4)


 


Come Don Bosco educatore, offriamo ai giovani il Vangelo della gioia attraverso la pedagogia della bontà


 


Carissimi Fratelli e Sorelle della Famiglia Salesiana,


Dopo aver centrato l’attenzione sulla storia di Don Bosco ed aver cercato di comprendere meglio tutta la sua vita, segnata dalla predilezione per i giovani, la Strenna 2013 ha come obiettivo quello di approfondire la sua proposta educativa. Concretamente vogliamo avvicinarci a Don Bosco educatore. Si tratta quindi di approfondire ed aggiornare il Sistema Preventivo.


Anche in questo compito, il nostro approccio non è solo intellettuale. È certamente necessario, da una parte, uno studio approfondito della pedagogia salesiana, per aggiornarla secondo la sensibilità e le esigenze del nostro tempo. Oggi, infatti, i contesti sociali, economici, culturali, politici, religiosi, nei quali ci troviamo a vivere la vocazione ed a svolgere la missione salesiana, sono profondamente cambiati. D’altra parte, per una fedeltà carismatica al nostro Padre, è ugualmente necessario fare nostro il contenuto e il metodo della sua offerta educativa e pastorale. Nel contesto della società di oggi siamo chiamati ad essere santi educatori come lui, donando come lui la nostra vita, lavorando con e per i giovani.




ALLA RISCOPERTA DEL SISTEMA PREVENTIVO


Ripensando all’esperienza educativa di Don Bosco, siamo chiamati a riviverla oggi con fedeltà. Ora per una corretta attualizzazione del Sistema Preventivo, più che pensare immediatamente a dei programmi, a delle formule, o ribadire  degli “slogans” generici e buoni per tutte le stagioni, oggi il nostro sforzo sarà, anzitutto, quello di una comprensione storica del metodo di Don Bosco. Si tratta in concreto di analizzare come sia stato diversificato il suo operare per i giovani, per il popolo, per la chiesa, per la società, per la vita religiosa, e anche come diversificato sia stato il suo modo di educare i giovani del primo Oratorio festivo, del piccolo seminario di Valdocco, dei chierici salesiani e non salesiani, dei missionari. Ma si può osservare come già nel primo Oratorio di casa Pinardi fossero presenti alcune importanti intuizioni che saranno successivamente acquisite nella loro valenza più profonda di complessa sintesi umanistico-cristiana:



  1. una struttura flessibile, quale opera di mediazione tra Chiesa, società urbana e fasce popolari giovanili;

  2. il rispetto e la valorizzazione dell’ambiente popolare;

  3. la religione posta a fondamento dell’educazione, secondo l’insegnamento della pedagogia cattolica trasmessa a lui dall’ambiente del Convitto;

  4. l’intreccio dinamico tra formazione religiosa e sviluppo umano, tra catechismo ed educazione;

  5. la convinzione che l’istruzione costituisce lo strumento essenziale per illuminare la mente;

  6. l’educazione, così come la catechesi, che si sviluppa in tutte le espressioni compatibili con la ristrettezza del tempo e delle risorse;

  7. la piena occupazione e valorizzazione del tempo libero;

  8. l’amorevolezza come stile educativo e, più in generale, come stile di vita cristiana.


Una volta conosciuto correttamente il passato storico, occorre tradurre nell’oggi le grandi intuizioni e virtualità del Sistema Preventivo. Bisogna modernizzarne i principi, i concetti, gli orientamenti originari, reinterpretando sul piano teorico e pratico sia le grandi idee di fondo, sia i grandi orientamenti di metodo. E tutto ciò a vantaggio della formazione di giovani “nuovi” del sec. XXI, chiamati a vivere e confrontarsi con una vastissima ed inedita gamma di situazioni e problemi, in tempi decisamente mutati, sui quali le stesse scienze umane sono in fase di riflessione critica.


In particolare, desidero suggerire tre prospettive, analizzando più in profondità la prima di esse.


1. Il rilancio dell’ “onesto cittadino” e del “buon cristiano”


In un mondo profondamente cambiato rispetto a quello dell’ottocento, operare la carità secondo criteri angusti, locali, pragmatici, dimenticando le più ampie dimensioni del bene comune, a raggio nazionale e mondiale, sarebbe una grave lacuna di ordine sociologico ed anche teologico. Concepire la carità solo come elemosina, aiuto d'emergenza, significa rischiare di muoversi nell'ambito di un “falso samaritanesimo”.


Ci si impone pertanto una riflessione profonda, innanzitutto a livello speculativo. Essa deve estendere la sua considerazione a tutti i contenuti relativi al tema della promozione umana, giovanile, popolare, avendo, al contempo, attenzione alle diverse qualificate considerazioni filosofico-antropologiche, teologiche, scientifiche, storiche, metodologiche pertinenti. Questa riflessione, si  deve poi concretizzare sul piano della esperienza e della riflessione operativa dei singoli e delle comunità.


Dovremo procedere nella direzione di una riconferma aggiornata della "scelta socio-politica-educativa" di Don Bosco. Questo non significa promuovere un attivismo ideologico, legato a particolari scelte politiche di partito, ma formare ad una sensibilità sociale e politica, che porta comunque ad investire la propria vita per il bene della comunità sociale, impegnando la vita come missione, con un riferimento costante agli inalienabili valori umani e cristiani. Detto in altri termini, la riconsiderazione della qualità sociale dell'educazione dovrebbe incentivare la creazione di esplicite esperienze di impegno sociale nel senso più ampio.


Chiediamoci: la Congregazione Salesiana, la Famiglia Salesiana, le nostre Ispettorie, gruppi e case stanno facendo tutto il possibile in tale direzione? La loro solidarietà con la gioventù è solo atto di affetto, gesto di donazione, o anche contributo di competenza, risposta razionale, adeguata e pertinente ai bisogni dei giovani e delle classi sociali più deboli?


E altrettanto si dovrebbe dire del rilancio del “buon cristiano”. Don Bosco, “bruciato” dallo zelo per le anime, ha compreso l’ambiguità e la pericolosità della situazione, ne ha contestato i presupposti, ha trovato forme nuove di opporsi al male, pur con le scarse risorse (culturali, economiche…) di cui disponeva. Si tratta di svelare e aiutare a vivere consapevolmente la vocazione di uomo, la verità della persona. E proprio in questo i credenti possono dare il loro contributo più prezioso.


Ma come attualizzare il “buon cristiano” di Don Bosco? Come salvaguardare oggi la totalità umano-cristiana del progetto in iniziative formalmente o prevalentemente religiose e pastorali, contro i pericoli di antichi e nuovi integrismi ed esclusivismi? Come trasformare la tradizionale educazione, il cui contesto era “una società monoreligiosa”, in un’educazione aperta e, al tempo stesso, critica, di fronte al pluralismo contemporaneo? Come educare a vivere in autonomia e nello stesso tempo essere partecipi di un mondo plurireligioso, pluriculturale, plurietnico? A fronte dell’attuale superamento della tradizionale pedagogia dell’obbedienza, adeguata ad un certo tipo di ecclesiologia, come promuovere una pedagogia della libertà e della responsabilità, tesa alla costruzione di persone responsabili, capaci di libere decisioni mature, aperte alla comunicazione interpersonale, inserite attivamente nelle strutture sociali, in atteggiamento non conformistico, ma costruttivamente critico?


2. Il ritorno ai giovani con maggior qualificazione


 


È tra i giovani che Don Bosco ha elaborato il suo stile di vita, il suo patrimonio pastorale e pedagogico, il suo sistema, la sua spiritualità. Missione salesiana è consacrazione, è “predilezione” per i giovani e tale predilezione, al suo stato iniziale, lo sappiamo, è un dono di Dio, ma spetta alla nostra intelligenza ed al nostro cuore svilupparla e perfezionarla.


La fedeltà alla nostra missione poi, per essere incisiva, deve essere posta a contatto con i “nodi” della cultura di oggi, con le matrici della mentalità e dei comportamenti attuali. Siamo di fronte a sfide davvero grandi, che esigono serietà di analisi, pertinenza di osservazioni critiche, confronto culturale approfondito, capacità di condividere psicologicamente ed esistenzialmente la situazione. Ed allora, per limitarci ad alcune domande:


 


a- Chi sono esattamente i giovani ai quali “consacriamo” personalmente e in comunità la nostra vita?


b- Qual è la nostra professionalità pastorale, a livello di riflessione teorica sugli itinerari educativi ed a livello di prassi pastorale?


c- La responsabilità educativa oggi non può essere che collettiva, corale, partecipata. Qual è allora il nostro “punto di aggancio” con la “rete di relazioni” sul territorio e anche oltre il territorio  in cui vivono i nostri giovani?


d- Se qualche volta la Chiesa si trova disarmata di fronte ai giovani, non è che per caso lo sono anche i Salesiani o la Famiglia Salesiana di oggi?


3. Un’educazione di cuore


In questi ultimi decenni forse le nuove generazioni salesiane provano un senso di smarrimento di fronte alle antiche formulazioni del Sistema Preventivo: o perché non sanno come applicarlo oggi, oppure perché inconsapevolmente lo immaginano come un “rapporto paternalistico” con i giovani. Al contrario, quando guardiamo a Don Bosco, visto nella sua realtà vissuta, scopriamo in lui un istintivo e geniale superamento del paternalismo educativo inculcato da molta parte della pedagogia dei secoli a lui precedenti (’500-’700).


 


Possiamo chiederci: oggi i giovani e gli adulti entrano o possono entrare nel cuore dell’educatore salesiano? Che vi scoprono? Un tecnocrate, un abile, ma vacuo comunicatore, oppure una umanità ricca, completata e animata dalla Grazia di Gesù Cristo, nel Corpo Mistico, ecc.?


A partire dalla conoscenza della pedagogia di Don Bosco, i grandi punti di riferimento e gli impegni della Strenna del 2013 sono i seguenti.



  1. 1. Il ‘vangelo della gioia’, che caratterizza tutta la storia di Don Bosco ed è l’anima delle sue molteplici attività. Don Bosco ha intercettato il desiderio di felicità presente nei giovani e ha declinato la loro gioia di vivere nei linguaggi dell’allegria, del cortile e della festa; ma non ha mai cessato di indicare Dio quale fonte della gioia vera.


  1. La pedagogia della bontà. L'amorevolezza di Don Bosco è, senza dubbio, un tratto caratteristico della sua metodologia pedagogica ritenuto valido anche oggi, sia nei contesti ancora cristiani sia in quelli dove vivono giovani appartenenti ad altre religioni. Non è però riducibile solo a un principio pedagogico, ma va riconosciuta come elemento essenziale della nostra spiritualità.


3.  Il Sistema Preventivo. Rappresenta il condensato della saggezza pedagogica di Don Bosco e costituisce il messaggio profetico che egli ha lasciato ai suoi eredi e a tutta la Chiesa. È un'esperienza spirituale ed educativa che si fonda su ragione, religione ed 'amorevolezza.



  1. L’educazione è cosa del cuore. «La pedagogia di Don Bosco, ha scritto don Pietro Braido, s’identifica con tutta la sua azione; e tutta l’azione con la sua personalità; e tutto Don Bosco è raccolto, in definitiva, nel suo cuore».[1] Ecco la sua grandezza ed il segreto del suo successo come educatore. «Affermare che il suo cuore era donato interamente ai giovani, significa dire che tutta la sua persona, intelligenza, cuore, volontà, forza fisica, tutto il suo essere era orientato a fare loro del bene, a promuoverne la crescita integrale, a desiderarne la salvezza eterna».[2]


5.  La formazione dell’onesto cittadino e del buon cristiano. Formare “buoni cristiani e onesti cittadini” è intenzionalità più volte espressa da Don Bosco per indicare tutto ciò di cui i giovani necessitano per vivere con pienezza la loro esistenza umana e cristiana. Quindi, la presenza educativa nel sociale comprende queste realtà: la sensibilità educativa, le politiche educative, la qualità educativa del vivere sociale, la cultura.



  1. Umanesimo salesiano. Don Bosco sapeva “valo­rizzare tutto il positivo radicato nella vita delle persone, nelle realtà create, negli eventi della storia. Ciò lo portava a cogliere gli autentici valori presenti nel mondo, specie se gra­diti ai giovani; a inserirsi nel flusso della cultura e dello sviluppo umano del proprio tempo, stimolando il bene e rifiutandosi di gemere sui mali; a ricercare con saggezza la cooperazione di molti, convinto che ciascuno ha dei doni che vanno scoperti, riconosciuti e valorizzati; a credere nella forza dell'educazione che sostiene la crescita del giovane e lo incoraggia a diventare onesto cittadino e buon cristiano; ad affidarsi sempre e comunque alla prov­videnza di Dio, percepito e amato come Padre”.[3]


  1. Sistema Preventivo e Diritti Umani. La Congregazione non ha motivo di esistere se non per la salvezza integrale dei giovani. Questa nostra missione, il vangelo e il nostro carisma oggi ci chiedono di percorrere anche la strada dei diritti umani; si tratta di una via e di un linguaggio nuovi che non possiamo trascurare. Il sistema preventivo e i diritti umani interagiscono, arricchendosi l’un l’altro. Il sistema preventivo offre ai diritti umani un approccio educativo unico ed innovativo rispetto al movimento di promozione e protezione dei diritti umani. Allo stesso modo i diritti umani offrono al sistema preventivo nuove frontiere ed opportunità di impatto sociale e culturale come risposta efficace al “dramma dell’umanità moderna, della frattura tra educazione e società, del divario tra scuola e cittadinanza”.[4]

  2. Per una comprensione approfondita e l’attuazione dei punti nodali suindicati sono utilmente da leggere: Il Sistema Preventivo nell’educazione della gioventù, la Lettera da Roma, le Biografie di Domenico Savio, Michele Magone, Francesco Besucco, tutti scritti di Don Bosco che illustrano bene sia la sua esperienza educativa che le sue scelte pedagogiche.


 


Don Pascual Chávez V., SDB


Rettor Maggiore



[1] Cf. P. BRAIDO, Prevenire non reprimere. Il sistema educativo di Don Bosco, LAS, Roma 1999, p. 181.


[2] P. RUFFINATO, Educhiamo con il cuore di Don Bosco, in “Note di Pastorale Giovanile”, n. 6/2007, p. 9.


[3] Cfr Art. 7 – Carta di identità carismatica della Famiglia Salesiana – Roma 2012


[4] Si veda P. Pascual Chàvez Villanueva, Educazione e cittadinanza. Lectio Magistralis per la Laurea Honoris Causa, Genova, 23 aprile 2007.


Omelia RM 16ago12

 IRC  Novità  
editore |24.04.2012
Gli-insegnanti-di-Religione-italiani-all-Aquila_imagelarge

L’Istituto di Catechetica della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Salesiana di Roma ha promosso un incontro di due giorni con gli Insegnanti di religione di ogni ordine e grado lo scorso 23-25 marzo con sede l’Istituto Salesiano S. Cuore in Via Marsala 42.


La riflessione dell’Istituto di Catechetica ha messo al centro del dibattito il tema delle competenze e dei profili che fermenta la Scuola attuale  promuovendo, nella pedagogia specifica ermeneutica, alcune indicazioni applicative per l’intervento educativo del Docente di Religione Cattolica ed una precisa definizione per ciascuna delle discipline in oggetto.


Programma Convegno 2012


Copertina Convegno 2012




Vi proponiamo i materiali relativi agli interventi:


Sabato, 24


Prof. Michele Pellerey.


Traguardi per lo sviluppo e profili di competenza nella scuola attuale     clicca su: Pellerey


Prof. Cesare Bissoli.


Le competenze per l’IRC: Le indicazioni CEI       clicca su: Bissoli


Prof. Sergio Cicatelli.


"Profili degli studenti e competenze prodotte dall'IRC"       clicca su: Cicatelli


Prof. Wierzbicki Miroslaw.


Competenza nel contesto europeo      clicca su: MIROSLAW


Prof. Corrado Pastore.


La competenza nell’IRC e l’uso delle fonti bibliche       clicca su: Pastore


Domenica 25


Prof. Zelindo Trenti.


Il linguaggio religioso alla  base della competenza professionale    clicca su: trenti


Prof. Roberto Romio.


Traguardi di sviluppo e profili nell’apprendimento: Dimensione didattico-sperimentale   della competenza       clicca su: ROMIO


Ancora...


Esercitazioni pedagogico-didattiche sulle competenze nell’Irc   clicca su: Astuto-Carnevale-Cursio



 IRC  
CEI |29.03.2012
images

 


Si svolgerà a Roma nei giorni 16-17 aprile 2012 il Convegno nazionale dei direttori e responsabili IRC, sul tema "Impegno comune per un Irc di qualità".


 


Il Servizio Nazionale per l’Irc e il Servizio Nazionale per gli Studi Superiori di Teologia e di Scienze Religiose della CEI hanno scelto di celebrare congiuntamente (per l'anno 2012) il Convegno Nazionale dei Direttori e Responsabili diocesani dell’Irc e quello dei Presidi delle Facoltà Teologiche e dei Direttori degli ISSR allo scopo di promuovere e consolidare l’impegno comune a favore della formazione iniziale e permanente dei docenti di religione cattolica (Idr).


Il Convegno farà emergere spazi di cooperazione tra Uffici/Servizi diocesani e regionali per l’Irc, Facoltà Teologiche e ISSR.


Le relazioni e i lavori saranno mirati ad approfondire, da una parte, l’identità della disciplina Irc nell’ordinamento scolastico italiano e, dall’altra, il quadro di riferimento costituito dai nuovi ordinamenti degli ISSR, varati dalla CEC a partire dal 2005.


L’incontro potrà mettere in luce anche le potenzialità ancora inespresse del progetto di riordino, chiarire le problematiche legate ai passaggi dal vecchio al nuovo assetto degli istituti e gettare le basi per una più generalizzata collaborazione con particolare attenzione alla pratica dei tirocini dell’Irc.


Sono diponibili il Programma dettagliato e la nota di esonero del MIUR per gli insegnanti.

editore |08.02.2012
inserire

Roma 18-19 Febbraio 2012   AR.SO - Centro Congressi Via Aurelia 773 - Roma


Il Centro Studi per la Scuola Cattolica della CEI organizza nei giorni 17-19 febbraio 2012 un Convegno Nazionale sul tema “Educare alla vita buona del Vangelo a scuola e nella FP”. L’obiettivo è quello di ripensare il progetto educativo della scuola cattolica all’inizio del decennio degli Orientamenti Pastorali in modo da poter sperimentare e verificare nel periodo 2010-20 la nuova impostazione.








scheda di iscrizione (iscriversi al più presto)



Note Organizzative

Per esigenze organizzative  è indispensabile inviare la scheda di iscrizione entro DOMANI 9 febbraio al Centro Studi Scuola Cattolica n. di fax 0666398451 o all'indirizzo e-mail csscuola@chiesacattolica.it


Il Centro Congressi AR.S.O, ha messo a disposizione del CSSC  35  stanze per gli ospiti che intendono pernottare presso la struttura  a tariffe in convezione.

Prima della prenotazione è indispensabile contattare la segreteria del CSSC per verificare la disponibilità. La quota del servizio richiesto  va versata al momento dell’iscrizione  mentre i  pranzi del 18 e del 19 febbraio  sono offerti dal Centro Studi Scuola Cattolica. Ulteriori dettagli nelle note organizzative della scheda di iscrizione






 
xxx
26-27 Maggio 2017 XV CONVEGNO NAZIONALE S&V | XVII INCONTRO ASSOCIAZIONI LOCALI

 

CONVEGNO DI AGGIORNAMENTO E SEMINARIO DI STUDIO IRC 2017

«ICA»: chi siamo? Newsletter La redazione