FORUM «IRC»
 
 
editore |11.04.2016
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La celebrazione dell’Eucaristia è al centro di una rinnovata considerazione pastorale, che coinvolge l’intero movimento catechistico e l’azione educativa alla fede compiuta dalle comunità cristiane. Don Walter Ruspi riprende l’intera presentazione dell’Eucaristia, quale la catechesi italiana ha sviluppato dopo il Concilio Vaticano II, nel diversi Catechismi della Conferenza Episcopale Italiana e nella liturgia rinnovata e adattata ai fanciulli, per facilitare una rinnovata attenzione a questa fondamentale centralità per la vita cristiana.


Questa centralità è chiamata a realizzarsi attraverso un’indispensabile iniziazione-partecipazione liturgica, perché sia un processo educativo che introduca ad un autentico incontro con la Persona di Gesù: è la prospettiva nella quale si muove questo studio, con un itinerario inedito e originale.


Si deve per altro costatare come la maggioranza dei battezzati ha interrotto il rapporto con l’Eucaristia o lo vive saltuariamente; tanti genitori chiedono il Battesimo per i propri figli, ma non si preoccupano poi di introdurli gradualmente all’Eucaristia domenicale, vivendola con loro. Di fronte alla diffusa disaffezione di molti cristiani nei confronti dell’Eucaristia domenicale, non possiamo non chiederci: questi fatti sono semplicemente il frutto del venir meno dell’autenticità della fede cristiana o sono anche la conseguenza di un qualche aspetto carente della nostra pastorale e delle nostre celebrazioni?


La centralità della questione educativa porta così ad affrontare la problematica di alcuni punti nevralgici: la comunità cristiana intera è il soggetto e il luogo dell’iniziazione, l’itinerario della fede centrato sul “primo annuncio”, l’esperienza sacramentale che vede il suo culmine nell’Eucaristia, i linguaggi e i simboli capaci di comunicare e di accogliere nella comunità ogni presenza portatrice di divers-abilità e, infine, il linguaggio simbolico delle nuove generazioni.
Come migliorare la qualità delle celebrazioni eucaristiche? È importante, afferma Benedetto XVI, che «i Pastori si impegnino in quella catechesi “mistagogica”, tanto cara ai Padri della Chiesa, che aiuta a scoprire le valenze dei gesti e delle parole della Liturgia, aiutando i fedeli a passare dai segni al mistero e a coinvolgere in esso l’intera loro esistenza». Oggi serve una liturgia insieme seria, semplice e bella, che sia veicolo del mistero, rimanendo al tempo stesso intelligibile, capace di narrare la perenne alleanza di Dio con gli uomini.


Come comportarsi circa la partecipazione all’Eucaristia domenicale dei fanciulli? L’accesso all’Eucaristia deve essere preceduto da un itinerario che orienti gradualmente alla piena partecipazione. Questo itinerario graduale implica una particolare educazione anche catechistica alla liturgia, utilizzando soprattutto il ricco patrimonio celebrativo che la liturgia cristiana stessa già offre (es. tempi e colori liturgici, simboli e luoghi, preghiere e canti ecc.). Questo impone alle parrocchie di curare in modo particolare queste celebrazioni, riprendendo le indicazioni e le proposte del Direttorio per le Messe con la partecipazione dei fanciulli.


Si tratta allora di rileggere alcune indicazioni del messale e suggerire possibili attenzioni, che non sono ricette infallibili, ma suggerimenti che partono dalle indicazioni e dall’esperienza. Il Direttorio della Sacra Congregazione per il Culto divino si propone come scopo “che nella celebrazione dell’Eucaristia i fanciulli possano con gioia serena andare insieme incontro a Cristo e con lui stare alla presenza del Padre” (n. 55). “Coloro pertanto che rivestono un compito educativo, dovranno concordemente ed efficacemente adoperarsi perché i fanciulli…facciano esperienza concreta di valori umani, che sono sottesi alla celebrazione eucaristica” (n. 9).

 
editore |16.02.2016
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L’interrogativo Il catecumenato: un futuro per la Chiesa? era stato posto durante l’incontro nazionale francese del 1997 a Issy. Dopo le prime esperienze che si andavano consolidando in alcuni Paesi dell’Europa, si avvertiva l’esigenza di operare un confronto, per affrontare situazioni di abbandono dei nuovi convertiti […]. Partendo da queste affermazioni […], mi propongo di desrcivere la storia della restaurazione del catecumenato in Europa attraverso la narrazione di cinquanta anni di incontri europei dei catecumenati nazionali, che presero poi il nome di Eurocat (dall’Introduzione).


 
 IRC  
editore |02.02.2016
Senza titolo

Una esposizione ampia del profilo istituzionale e didattico dell'Insegnamento della religione cattolica (Ire): l'identità scolastica, il contesto ordinamentale e didattico, i programmi (dalla riforma Gentile alla riforma Moratti), le Indicazioni per l'Ire nella scuola dell'infanzia, nel primo e nel secondo ciclo di istruzione (i testi integrali dei documenti ministeriali sono riportati in appendice). Il volume rappresenta uno strumento di formazione per gli insegnanti di religione e una introduzione alla conoscenza del settore, per chiunque desideri comprendere senza pregiudizi il significato, la collocazione nel contesto scolastico, i contenuti e le trasformazioni nel tempo, soprattutto a partire dalla revisione concordataria del 1984, di una disciplina peculiare nei curricoli scolastici italiani. "L'identità dell'Ire come quella di qualsiasi altra disciplina - passa sempre attraverso la mediazione quotidiana dell'insegnante. A lui si fa appello affinché sia un credibile e fedele interprete delle Indicazioni ufficiali, le quali descrivono solo astrattamente la disciplina, che attende di essere tradotta nella prassi concreta della vitale relazione educativa di ogni docente con i propri alunni".

 
editore |26.11.2015
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Il volume non vuole e non osa tracciare una “storia universale” della catechesi e dei catechismi in epoca moderna. Si limita a evidenziare alcuni momenti ritenuti più significativi del fatto catechistico. L’attenzione è rivolta prevalentemente all’Europa (che, del resto, costituiva allora il cuore della cristianità) e, nell’Europa, piuttosto all’Italia, alla Francia, all’Austria, alla Germania, in parte alla Spagna. Ma nemmeno per questi Paesi sono rievocati tutti i momenti importanti e tutti i protagonisti. Sono assenti, invece, il Belgio, l’Olanda, la Gran Bretagna, l’Irlanda, i paesi slavi non appartenenti alle monarchie austro-ungariche, il Canada, gli Stati Uniti, l’Africa, l’Oceania. Si deve riconoscere, tuttavia, che tutti gli esclusi, in misura non piccola, furono tributari della produzione e dei metodi catechistici portati dall’Europa da operatori europei. I vari “momenti” storici vengono raggruppati in quattro fondamentali angolazioni, che approssimativamente corrispondono ad altrettanti periodi storici. La prima parte è dedicata alla grande produzione “classica” di catechismi agli inizi dell’“esplosione” catechistica. Quelle umili compilazioni cinquecentesche praticamente resistono lungo l’intera epoca moderna, arrivando fino al secolo XIX. Solo con il Novecento, specialmente nella seconda metà, essi esauriscono il loro compito e finiscono di “fare storia”, mentre muta radicalmente il globale “evento catechistico” tradizionale. Nella seconda parte si tenta di descrivere forme, protagonisti e strumenti di quella “catechizzazione universale” che viene perseguita con tenacia ed esiti dissimili tra il XVII e il XIX secolo. Se ne sfiora, insieme, il carattere problematico: essa si sviluppa in regime di “cristianità”, quando la “cristianità” stessa, in sé precaria, va lentamente erodendosi. La terza parte, invece, rievoca diverse proposte di rinnovamento o di ammodernamento, che si succedono proprio nella fase centrale del periodo della catechizzazione generalizzata con metodi tradizionali. I due processi, uno innovatore e l’altro sostanzialmente statico, si riproporranno con accresciuta consapevolezza nel secolo XIX, in un dissidio formalmente insanabile, ma virtualmente aperto alla complementarità. Di essi si occupa la quarta parte. La sintesi, per quanto incompleta, potrà risultare utile e stimolante nell’esperienza come anche nell’impegno di ricerca. Si potrebbe, se non altro, ricavare dalla visione complessiva del percorso storico della catechesi e dei catechismi nell’età moderna una lezione indiretta di concretezza e di “umiltà” pastorale; insieme all’invito all’impegnata riflessione su un consistente sforzo secolare rivolto a garantire precisione e relativa integrità all’istruzione-educazione dei fedeli e, contemporaneamente, almeno nelle intenzioni, a conferirgli vitalità e praticità. È implicita la fiducia che il tentativo intrapreso con il presente saggio possa indurre e incoraggiare a forme di ricerca più estese ed approfondite.

 
editore |06.10.2015
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Il Direttorio Omiletico colma finalmente un vuoto nella riflessione magisteriale, risvegliando la coscienza comunitaria circa il difficile ma indispensabile compito della comunicazione liturgica della parola di Dio. Tommaso Federici è stato un pioniere del rinnovamento teologico-liturgico dell’Omelia, che amava definire “Omelia Divina” poiché parte insostituibile dell’antico rito della Liturgia Divina della Parola di Dio. L’Omelia è evidente per se stessa e non ha bisogno di lunghi discorsi convincenti, quando essa è comunicata in modo semplice, con una profonda autenticità e secondo uno stile genuinamente evangelico. «È Francesco» che ci insegna che la competenza più visibile della nuova evangelizzazione si esprime nel “saper comunicare” autenticamente e con gioia il Vangelo della Vita. In questo saggio, l’Autore studioso di Catechetica esamina il Direttorio Omiletico, focalizzandone, da un lato, la prospettiva comunicazionale e la dimensione kerygmatico-mistagogica, dall’altra demarcando gli ambiti omiletici da quelli strettamente catechetici.
Kerygma e mistagogia costituiscono le chiavi che aprono la fedeltà tradizionale alla creatività dinamica di una nuova evangelizzazione aperta alle culture. Solo in questo modo, sul piano teologale, si può manifestare la via pulchritudinis dello splendore della “ComunicAzione Divina”.


ANTONINO ROMANO (Gela 1969), PhD, STD, MA, già Direttore del Centro di Pedagogia religiosa “G. Cravotta”, già Direttore della Rivista Itinerarium, Professore di Catechetica ed Antropologia culturale presso l’Istituto Teologico “San Tommaso” di Messina, dal 2015 è Professore Straordinario dell’Università Pontificia Salesiana di Roma. Tra le sue pubblicazioni si segnalano le seguenti: Percorsi della catechesi malgascia (2003); Les catéchistes à Madagascar (2006); Madagascar, autenticità in “transizione” tra cultura ed inculturazione della fede (2010). Ha curato anche la pubblicazione dei seguenti testi: Catechesi e Catechetica per la fedeltà a Dio e all’uomo (2008); Guidati dalla Parola nei
luoghi della vita (2009), insieme con Pastore C., La catechesi dei giovani e i new media nel contesto del cambio di para digma antropologico-culturale (2015), oltre a numerosi articoli
apparsi su riviste di settore. Attualmente si occupa di ricerche interdisciplinari tra Catechetica fondamentale e Metodologia catechetica dei giovani; è Membro dell’Osservatorio dei Giovani dell’Università Salesiana e coordina l’Osservatorio Catechetico Internazionale.


 
Cattura
Roma - 17-19 Novembre

 
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Riflessione a partire dalla rivoluzione della tenerezza

 

CONVEGNO DI AGGIORNAMENTO E SEMINARIO DI STUDIO IRC 2017

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