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editore |26.04.2017
Pajer copertina

Dio in programma. Scuola e religioni nell'Europa unita (1957-2017)


Copertina flessibile – 23 mar 2017


di Flavio Pajer (Autore)






EUR 15,73


Copertina flessibile, 23 mar 2017


 




 







 






Così come gli Stati nazionali dell'Europa moderna si sono costruiti mediante laboriosi rapporti con i poteri religiosi delle Chiese, anche il processo di unificazione europea (giunto faticosamente al suo sessantennio) non ha potuto - e non può  - fare a meno dell'apporto delle religioni. Che oggi non è più; diplomatico o politico, ma educativo - a valenza culturale, civica, etica - offerto mediante una complessa tipologia di modelli di istruzione religiosa che da un paese all'altro, da una Chiesa all'altra, da un decennio all'altro, si rivelano come la cartina di tornasole di una società; europea prima maggioritariamente "cristiana", poi via via secolarizzata e, infine, post-secolare. Il volume presenta una ricognizione sui sistemi educativi del continente, utile per rintracciare le fasi dell'evoluzione subita dagli insegnamenti in materia di religione, ma anche per individuare, oltre il mosaico dei modelli didattici, le ragioni delle politiche educative adottate da governi, Chiese, associazioni religiose e filosofiche e organismi dell'Europa unita, per negoziare, promuovere, gestire una "cultura religiosa" a misura della scuola pubblica, che deve educare alla nuova cittadinanza in contesti di multireligiosità.


 


Un’ora di religione per tutti


di Giovanni Santambrogio


 


Che ne è degli anni, più o meno concitati, di dibattito sulla laicità della scuola e la necessità di rivedere l’obbligatorietà dell’insegnamento della religione? In Italia significava marginalizzare l’”occupazione cattolica”. Sono bastati pochi decenni per ridimensionare la problematica e fare apparire quelle discussioni come archeologia. Da una preoccupazione ideologica – contenere l’influenza della Chiesa – si è passati al polo opposto: garantire l’identità religiosa della nuova popolazione scolastica. In mezzo a questi due estremi c’è un cambio d’epoca in cui le migrazioni hanno globalizzato le culture influendo sulla stessa secolarizzazione. L’Italia e, più in generale, l’Europa hanno compiuto un mutamento in tre tappe: dall’insegnamento concordatario (Stato- Chiesa) si è passati al pluralismo intra-cristiano (l’attenzione all’equilibrio tra cattolici, protestanti e ortodossi) per approdare al pluralismo interreligioso.


L’insegnamento della religione finisce d’essere una questione confessionale e di battaglia ideologica per diventare un punto imprescindibile nella formazione dello studente e di accesso alle culture: un rispetto delle identità, un ascolto delle diversità. Questioni che investono l’attenzione alla persona e, allo stesso tempo, costituiscono un fondamento della nuova convivenza, dove il riconoscimento dell’altro si fonda non solo sui diritti ma sul suo essere portatore di valori, di tradizioni, di riti, di una fede. Ciò che prima doveva stare fuori dalle aule, espressione di un privato e di una scelta individuale, ora trova cittadinanza all’interno dei sistemi educativi.


Flavio Pajer – autore di Dio in programma. Scuola e religioni nell’Europa unita (1957-2017), con prefazione di Luciano Pazzaglia – è riconosciuto come un autorevole esperto in materia di insegnamento della religione a scuola e di sistemi scolastici. Storico direttore della rivista «Religione e scuola», promossa dall’editrice Queriniana, ha rivestito cariche istituzionali in Italia e in Europa, dove è tuttora membro dell’Intereuropean Commission on Church and School. Alla luce di questa lunga esperienza ha scandagliato i mutamenti della ricezione religiosa e i cambiamenti nell’insegnamento della religione nelle diverse realtà della Ue. Dal suo saggio escono, oltre a un interessante confronto tra soluzioni didattiche, una storia della laicità e un racconto della scuola dove alla domanda religiosa è corrisposta, man mano, una differente risposta politica. Il libro molto documentato (con una ricca appendice di apparati) si presenta come un utile strumento per insegnanti, educatori e per chi si occupa di gestione di politiche scolastiche. La religione oggi torna a rivestire un ruolo centrale. Come affrontarla? Il rischio di manipolarla facendola diventare una “religione civile”, cioè un succedaneo della vecchia educazione civica, è forte.


Flavio Pajer, Dio in programma.
Scuola e religioni nell’Europa unita (1957-2017) , ELS La Scuola, Brescia, pagg. 240,€ 18,50


in “Il sole 24 Ore” del 2 aprile 2017


 


Europa: “Dio in programma”, insegnamento della religione a scuola nei diversi Stati Ue. Dialogo tra fede e cultura

14 aprile 2017 @ 17:09


“Dio in programma. Scuola e religioni nell’Europa unita (1957-2017)”: è uno dei contributi forniti da Els La Scuola (marchio dell’editrice Morcelliana) per una riflessione sull’integrazione europea in occasione del 60° dei Trattati di Roma. Il volume, curato da Flavio Pajer, intende interpretare “il ruolo importante, che hanno già avuto e avranno sempre più, scuola e religioni in una unione votata alla cooperazione pacifica, al rispetto della dignità umana, alla libertà, alla democrazia, alla solidarietà tra e i popoli europei”. “Così come gli Stati nazionali dell’Europa moderna – spiega l’editrice – si sono costruiti mediante laboriosi rapporti con i poteri religiosi delle Chiese, anche il processo di unificazione europea (giunto faticosamente al suo sessantennio) non ha potuto, e non può, fare a meno, in particolare, dell’apporto delle religioni”. Apporto che oggi “non è più diplomatico o politico, ma educativo – a valenza culturale, civica, etica – offerto mediante una complessa tipologia di modelli di istruzione religiosa che da un Paese all’altro, da una Chiesa all’altra, da un decennio all’altro, si rivelano come la cartina di tornasole di una società europea prima maggioritariamente cristiana, poi via via secolarizzata e, infine, post-secolare”.


Il volume illustra i rapporti tra l’insegnamento religioso, i diversi sistemi scolastici e il più generale contesto storico europeo “non in termini astratti, ma attraverso la ricostruzione storica di come tali rapporti si sono realizzati negli ultimi decenni, cogliendo le ragioni delle scelte di politica culturale e scolastica con cui Chiese, governi, organizzazioni religiose e filosofiche, orientamenti pedagogici, istituzioni accademiche, organismi europei hanno via via contribuito a regolare la presenza della religione a scuola”. Come scrive nella presentazione lo storico dell’educazione e delle istituzioni scolastiche Luciano Pazzaglia, “l’insegnamento religioso, se è raccomandabile che abbia anche una funzione sociale, deve, prima di tutto aiutare gli studenti a rendersi conto che la religione ha dimensioni e identità sue proprie e che le norme religiose non possono essere scambiate con quelle civili né, tanto meno, con quelle giuridiche”. Flavio Pajer è professore di Pedagogia e didattica delle religioni.


Preso da: http://agensir.it/quotidiano/2017/4/14/europa-dio-in-programma-insegnamento-della-religione-a-scuola-nei-diversi-stati-ue-dialogo-tra-fede-e-cultura/


 







Dettagli prodotto



  • Copertina flessibile: 235 pagine

  • Editore: Morcelliana (23 marzo 2017)

  • Collana: Saggi

  • Lingua: Italiano

  • ISBN-10: 8837230729

  • ISBN-13: 978-8837230722

  • Peso di spedizione: 277 g





 
Quarta indagine nazionale sull'insegnamento della religione cattolica in Italia a trent'anni dalla revisione del Concordato |01.02.2017
P06268

Il volume riporta i risultati della ricerca promossa dall'Istituto di Sociologia dell'Università Pontificia Salesiana, dal Servizio Nazionale per l'Insegnamento della Religione Cattolica della CEI, dall'Ufficio Nazionale per l'Educazione, la Scuola e l'Università della CEI e dal Centro Studi per la Scuola Cattolica della CEI. A trent'anni dall'avvio del nuovo corso dell'Irc dovuto alla revisione concordataria è lecito tentare un bilancio di questa esperienza, guardando soprattutto ai problemi che si ponevano inizialmente. L'indagine costituisce il contributo più innovativo e impegnativo allo studio dell'Irc.

 
editore |16.01.2017
Falasca

«A me piace pensare che l’Onnipotente ha una cattiva memoria. Una volta che ti perdona, si dimentica. Perché è felice di perdonare».


In questa intervista rilasciata per Avvenire a Stefania Falasca, che affronta i temi della misericordia e dell’ecumenismo alla luce del Vaticano II e del Vangelo, le parole di papa Francesco sono uno spiraglio che lascia trasparire il suo sguardo su una Chiesa che è «a metà» del percorso scaturito dal concilio.


In questo contesto, dottrina e carità, teologia e preghiera non vanno contrapposte. È inoltre necessario rifuggire la tentazione dell’autoreferenzialità e i rigorismi che nascono «dal voler nascondere dentro un’armatura la propria triste insoddisfazione», come accade ai personaggi del film Il pranzo di Babette.


 


Gli autori


Stefania Falasca, dottore di ricerca, editorialista e vaticanista del quotidiano Avvenire, si è occupata di tematiche storico-culturali, ha curato approfondimenti monografici nell’ambito della storia della Chiesa e ha realizzato reportage come inviata, in particolare dall’America Latina.


Marcello Semeraro, vescovo di Albano, è segretario del Consiglio dei cardinali per l’aiuto al Santo Padre nel governo della Chiesa universale e membro della Congregazione delle cause dei santi. È presidente del consiglio d’amministrazione del quotidiano Avvenire.


 


 


La Smemoratezza di Dio. Papa Francesco conversa con Stefania Falasca


(Introduzione del vescovo Marcello Semeraro)


Editrice: EDB (con Avvenire)

 
G. Biancardi - U. Gianetto |18.10.2016
1254

Il volume si pone in continuità con il testo di P. Braido, Storia della catechesi, vol. 3: Dal «tempo delle riforme» all’età degli imperialismi, Roma, LAS 2015, pubblicato in questa stessa collana, venendo a costituire il quarto contributo ad una storia che intende presentare i principali momenti della catechesi e dei catechismi dalle origini fino al Concilio Vaticano II. In effetti, le pagine del presente testo prendono le mosse là dove si è fermato lo studio del Braido, e cioè agli anni del Vaticano I, per proseguire l’analisi della vicenda catechistica fino al Vaticano II.


Più specificamente e più modestamente, però, il volume non affronta tutta la storia della catechesi tra i due Concili: si limita a trattare del movimento catechistico che, analogamente a quanto si registra nella Chiesa per altri moti di rinnovamento coevi, prende a svilupparsi lentamente nelle ultime decadi dell’Ottocento per diffondersi sempre di più, fino a trovare la sua approvazione e il suo rilancio “ufficiale” con il Vaticano II.


Tale movimento si impegna a migliorare una plurisecolare proposta catechistica che in genere ruota intorno al catechismo, inteso come cura dell’apprendimento mnemonico di verità espresse teologicamente sotto forma di domande e risposte in un libretto che è di “dottrina”. Il primo passo del rinnovamento conduce, nel rispetto delle leggi della psico-pedagogia, ad un miglioramento del metodo dell’insegnamento catechistico; il che permette di passare dalla semplice conoscenza della dottrina alla sua comprensione e valorizzazione in funzione dell’educazione cristiana. Sopitasi con gli anni Trenta del Novecento la preoccupazione metodologica, il movimento in esame compie un secondo e decisivo passo, rinnovando in chiave biblica e liturgica il contenuto del catechismo. Questa scelta troverà la sua massima condivisione proprio alla vigilia del Vaticano II quando, però, già si manifesteranno i primi segni anticipatori di quell’ulteriore passo che segnerà in termini nettissimi la catechesi postconciliare: la spiccata attenzione all’uomo e alla sua esperienza, origine della ben nota catechesi “esperienziale”.


Il testo tenta una ricostruzione di questa vicenda avendo cura di tratteggiarne le cause e i diversi contesti e condizionamenti, intra ed extra-ecclesiali, la cui conoscenza è indispensabile per una migliore comprensione degli eventi.


Il principale criterio seguito, tra i tanti possibili, è quello geografico, a partire necessariamente dall’Europa e da quelle Chiese che, quivi, hanno svolto un ruolo pionieristico e maggiormente influente a livello ecclesiale. Lo studio, però, osa spingersi anche fuori Europa e ricercare tracce del movimento esaminato anche nel resto della Chiesa: ovviamente, è fin troppo evidente che a questo punto l’indagine si esaurisce in un semplicissimo sondaggio, ugualmente tentato ad incoraggiamento di quanti intendessero approfondire la ricerca a livello delle diverse Chiese locali.

 
Carmelo Sciuto |03.10.2016
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Prefazione


 


Quando nelle comunità cristiane si vuole intervenire per migliorare una situazione pastoralmente insoddisfacente, uno dei momenti più delicati è quello in cui si determinano i criteri con cui organizzare i passi operativi che dovrebbero portare al miglioramento della prassi. Ignorare o sottovalutare questo elemento progettuale decisivo espone, il più delle volte, al rischio del fallimento nell’impresa vitale di formare le nuove generazioni e di dare futuro alle nostre comunità cristiane.


Il presente volume si rivolge a tutte quelle persone che non si limitano a constatare in modo passivo quel che avviene nel cantiere dell’iniziazione cristiana, ma vogliono “sporcarsi le mani” nell’edificazione di comunità che si ispirino in modo autentico ai valori evangelici; e che, sapendo che è indispensabile andare oltre l’improvvisazione, chiedono “istruzioni” per realizzare il loro desiderio nel modo più idoneo ed efficace possibile. Questo testo è prezioso proprio perché, offrendo dei punti di riferimento operativi precisi e chiari, viene incontro a tale legittima esigenza pastorale.


L’interesse di Carmelo Sciuto per l’iniziazione cristiana delle nuove generazioni dura da tempo e il suo impegno è apprezzato e riconosciuto dagli esperti. Uno dei punti di forza dell’Autore è la sintesi tra teoria ed esperienza pratica che ha maturato nel tempo: non solo studioso – ha conseguito il dottorato in catechetica presso l’Università pontificia salesiana – e aiutante di studio presso l’Ufficio catechistico nazionale, ma anche coordinatore di Uffici catechistici a contatto diretto con gli operatori pastorali.


Le pagine che seguono sono state elaborate alla luce di queste competenze, e vanno a incrociare le tematiche più rilevanti e le acquisizioni più significative ottenute in questi ultimi anni in campo catechetico: l’orizzonte missionario in cui si colloca la Chiesa oggi, con l’attenzione al primo annuncio; la centralità della comunità e, al suo interno, della famiglia; la valorizzazione del desiderio di protagonismo dei ragazzi; la formazione alla globalità della vita cristiana, attraverso un cammino vissuto nel gruppo; la centralità della domenica e dell’Eucaristia; la sensibilità verso le persone disabili; la necessità della formazione dei catechisti.


«Le difficoltà esistono per essere superate», ci ricorda papa Francesco (EG 109). La serie di orientamenti presenti nel libro costituiscono un contributo significativo in questa prospettiva: non si è di fronte a un semplice prontuario ma a una raccolta organica di punti di riferimento selezionati, utili per stimolare la creatività dei responsabili e degli operatori pastorali che intendono qualificare sempre più le proprie comunità cristiane.


a cura di Ubaldo Montisci

 
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26-27 Maggio 2017 XV CONVEGNO NAZIONALE S&V | XVII INCONTRO ASSOCIAZIONI LOCALI

 

CONVEGNO DI AGGIORNAMENTO E SEMINARIO DI STUDIO IRC 2017

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