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 Novità»Eventi    
editore |24.10.2011
settimana-contro-violenza

Una 'Settimana contro la violenza' per sensibilizzare gli studenti, ma anche gli insegnanti e i genitori, sul tema della prevenzione e del contrasto ad ogni forma di discriminazione e violenza. A presentare l'iniziativa (che si è tenuta dal 10 al 15 ottobre e continuerà per tutto l'anno scolastico), giunta alla terza edizione, i ministri delle Pari opportunità Mara Carfagna e dell'Istruzione Maria Stella Gelmini.


Durante la conferenza stampa, presso il dicastero guidato da Carfagna, i promotori hanno tracciato le linee guida dell'iniziativa, che mira ad aprire un confronto sui temi del rispetto e del contrasto alla violenza. "Spezzare i pregiudizi", questo l'obiettivo indicato dal ministro delle Pari opportunità.


In particolare, ha spiegato Carfagna, occorre "sensibilizzare contro le discriminazioni e la violenza, indipendentemente dal sesso, dalla razza, dalla religione". D'accordo Gelmini, che ha rilevato: "Bisogna educare al rispetto dell'altro e delle regole, contro ogni forma di violenza". L'iniziativa è giunta alla terza edizione e, ha concluso Carfagna, "spero possa continuare nei prossimi anni".


Apprezzamenti per l'iniziativa si sono avuti anche dall'opposizione, che però ha anche invitato a fare di più contro il bullismo e l'omofobia. Anna Paola Concia, deputata del Partito Democratico ha dichiarato: "Se vogliamo davvero costruire una società che rifiuta la violenza e le discriminazioni dobbiamo partire proprio dalla scuola. Anche perché gli studi di settore ci dicono che gli adolescenti gay esposti a fenomeni di bullismo, raggiungono alti livelli di dispersione scolastica. La settimana contro la violenza istituita dai ministri Carfagna e Gelmini è quindi un'ottima iniziativa, ma non basta".


Concia ha anche annunciato la presentazione a breve di “una proposta di legge che istituisca all'interno del MIUR un'osservatorio permanente contro la violenza e le discriminazioni, che si occupi anche di bullismo omofobo e transfobico. Spero che i ministri competenti siano disposti a collaborare per rendere la scuola un luogo sicuro e inclusivo per tutti gli alunni".




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tuttoscuola.com

 IRC  Novità»Eventi    
Andrea Riccardi |17.10.2011
Assisi

Benedetto XVI torna ad Assisi il 27 ottobre per una giornata di riflessione, dialogo e preghiera con i leader religiosi del mondo e alcuni esponenti laici. Ha voluto personalmente questo ellegrinaggio in memoria della giornata di 25 anni fa, da lui definita una «puntuale profezia».
Nell'ottobre 1986, Papa Wojtyla compì un gesto inedito: riunì esponenti cristiani, ebrei, musulmani e delle grandi religioni asiatiche. Il momento era grave: incombeva la guerra fredda. Il tema  della pace era strumentalizzato dall'Est comunista. Giovanni Paolo II affermò: «...Mai come ora nella storia dell'umanità è divenuto a tutti evidente il legame intrinseco tra un atteggiamento autenticamente religioso e il gran bene della pace». Fu una giornata di digiuno e di preghiera. Gli esponenti delle religioni pregarono in luoghi separati. Poi si ritrovarono assieme. Era un segno.  Al termine, Papa Wojtyla affermò che le «visioni di pace» di quella giornata «sprigionano energie per un nuovo linguaggio di pace, per nuovi gesti di pace, gesti che spezzeranno le catene fatali delle divisioni ereditate dalla storia o generate dalle moderne ideologie».
Nel 1989, per la forza disarmata delle convinzioni, sono caduti i granitici regimi comunisti.
Giovanni Paolo II aveva intuito che la «forza debole» dei credenti è una corrente profonda che pacifica e unisce. Volle che lo "spirito di Assisi" continuasse. I francescani hanno fatto molto per testimoniarlo assieme alla figura di san Francesco. La Comunità di Sant'Egidio, dal 1987, ha tenuto, anno dopo anno, incontri di preghiera e dialogo tra esponenti religiosi, a cui si sono uniti laici  umanisti.
Giovanni Paolo II ha sempre inviato un messaggio dopo il 1986: «Da allora, quasi prolungando lo "spirito di Assisi", si è continuato a organizzare queste riunioni di preghiera e di comune riflessione e ringrazio la Comunità di Sant'Egidio per il coraggio e l'audacia con cui ha ripreso lo "spirito di Assisi" che di anno in anno ha fatto sentire la sua forza in diverse città del mondo». Quello era «un nuovo modo di incontrarsi tra credenti di diverse religioni: non nella vicendevole contrapposizione e meno ancora nel muto disprezzo, ma nella ricerca di un costruttivo dialogo (...) senza indulgere al relativismo né al sincretismo (...) essendo tutti consapevoli che Dio è la fonte della pace». Questo era lo "spirito di Assisi" per Papa Wojtyla. Ed è divenuto una via concreta per la pace. Sono stato colpito quando, lo scorso anno, in un quartiere di Abidjan, una grande città africana, sono scoppiati scontri tra cristiani e musulmani per l'attacco a una chiesa: il parroco, il pastore, l'imam hanno calmato la gente nel nome dello "spirito di Assisi". Il nostro mondo contemporaneo, dove gente diversa vive fianco a fianco, ha bisogno di imparare a vivere insieme. Lo  "spirito di Assisi" fonda la pace e prepara la civiltà di domani: quella del vivere insieme. Il XXI secolo ha bisogno di non dimenticare lo "spirito di Assisi". È il messaggio di papa Benedetto.




Lo “spirito di Assisi” soffia ancora
in “Jesus” n. 10 dell'ottobre 2011




Altri contributi



Quest'oggi proponiamo tre articoli che presentano modi diversi di intendere lo spirito di Assisi: Di Giacomo più preoccupato di mettere apologeticamente paletti, riducendo il dialogo interreligioso a un incontro tra culture nate dalle religioni; Riccardi presenta lo spirito di Assisi, fatto proprio dalla Comunità di Sant'Egidio, come importante e insostituibile via di pace; La Valle, con la consueta chiarezza e franchezza, come superamento, promosso dal concilio, della visione esclusivista in ordine alla salvezza.


"È molto giusto che le differenze - cioè il pluralismo - siano rispettate, e questo le stesse religioni lo vogliono. Il problema è però che la differenza rispetto alle altre fedi e religioni non sia identificata dalla Chiesa cattolica nel fatto che essa sarebbe l'unica religione per la salvezza mentre le altre, pur rispettabili, non sarebbero idonee a questo fine. Se infatti questa fosse la differenza concepita dalla Chiesa romana rispetto ai suoi interlocutori negli incontri ecumenici e interreligiosi, tali incontri si ridurrebbero a puro folklore " " se c'è infatti un punto decisivo in cui il Concilio ha innovato rispetto alla dottrina comunemente professata nella Chiesa cattolica fino ad allora, è proprio nel riconoscimento dei valori cristici e salvifici che sono presenti in tutte le tradizioni religiose e in tutti gli uomini"

 


 

editore |07.10.2011
missio



Testimoni di Dio è la proposta per l’Ottobre Missionario e la Giornata Missionaria Mondiale 2011 (domenica 23)




“L’enfasi non è solo sul dovere di essere testimoni – spiega don Gianni Cesena, direttore nazionale di Missio –: senza una personale esperienza di fede e di preghiera, senza una ricezione grata della Buona Notizia e senza la disponibilità ad accogliere misericordia e perdono, non c’è testimonianza. Si è testimoni sì, ma di Dio. Il Dio riconosciuto nella figura di Gesù, segno della misericordia da lui avvertita nell’indignazione per le fragilità, le miserie, le ingiustizie degli uomini, e distribuita a piene mani nelle strade e nei villaggi della sua terra fino al momento supremo della Croce”.
La testimonianza – aggiunge il direttore – è elemento fondante dell’identità del cristiano: Battesimo, Cresima ed Eucaristia lo costituiscono capace di “annunciare la morte del Signore, proclamare la sua risurrezione, finché egli venga”. I missionari e le missionarie a loro volta non possono che essere e sentirsi testimoni di Dio tra i popoli e le culture, confrontandosi spesso con volti di Dio incarnati in altre e diverse espressioni religiose.

Missio intende così partecipare al cammino decennale della Chiesa in Italia sul tema dell’educazione: in ascolto del vero Maestro, tutti sono discepoli e tutti diventano testimoni.

“Non ignorando chi nella Chiesa inquina la testimonianza con scandali ingiustificabili – conclude don Cesena – ricordiamo anche quanti in vari Paesi hanno versato il loro sangue a causa della fede fino al martirio. Mentre diamo sostegno alle Chiese di missione, non mancheremo di leggere nelle loro vicende la forza limpida della testimonianza che esse ci restituiscono giorno per giorno”.






Scarica i sussidi e le proposte di animazione.

dal sito www.missioitalia.it nella sezione “Area download”.



editore |01.10.2011
forum

 


 


Seminario a Todi il 17 ottobre


 


L'unità ritrovata dei cattolici In campo 16 milioni di iscritti
di Paolo Conti
in “Corriere della Sera” del 1° ottobre 2011



«Perché siamo così tanti? Perché il mondo cattolico, se non è impegnato nel settore ecclesiale e mistico dedito alla preghiera e alla meditazione, si mette a lavorare in silenzio. L'assistenza ai meno abbienti, i patronati, la difesa dei lavoratori, le missioni anche in Italia. E le cooperative, come nel nostro caso: abbiamo creato la più grande realtà d'Italia e forse d'Europa nel settore». Luigi Marino, presidente di Confcooperative, non è un personaggio da talk-show. Però guida una nave ammiraglia da 3 milioni e 100 mila iscritti che (articolo i dello Statuto) si richiama «ai principi e  alla tradizione della dottrina sociale della Chiesa». Solo uno dei tasselli del vasto associazionismo cattolico «che nasce ed è innervato dal basso», come ha detto il segretario della Cisl Raffaele  Bonanni in una recente intervista al Corriere della Sera.
Quanto di più lontano dai riflettori della politica spettacolo. Quanto di più vicino a ciò che i partiti organizzati hanno smarrito: il legame col territorio, l'ascolto della base, la conoscenza e  l'analisi dei problemi quotidiani del lavoro, delle famiglie, dei giovani. Qualche cifra? Proprio la Cisl, con 4 milioni e mezzo di iscritti, è radicata in 1800 sedi sparse sul territorio. O la Coldiretti  presieduta da Sergio Marini, per parlare di un'altra realtà molto corposa. In quanto alle Acli, un milione di iscritti, le strutture territoriali ammontano a ben 8.100.
È lì che guarda il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, quando descrive «una sorta di incubazione» e quindi «la possibilità di un soggetto culturale e sociale  di interlocuzione con la politica che sia promettente grembo di futuro». Il mondo cattolico italiano si prepara al seminario convocato a Todi il 17 ottobre che si coagulerà intorno al «Forum delle  Persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro» (11 milioni circa di associati complessivi) coordinato da Natale Forlani e attorno a «Retinopera», circa 5 milioni di italiani, l'associazionismo di base e del volontariato, a sua volta coordinato da Franco Pasquali.


Altre realtà importanti, ricche di storia. Basterà citare la Comunità di Sant'Egidio, fondata da Andrea Riccardi, con il suo prestigio internazionalmente riconosciuto anche nei teatri di guerra. E l'Azione Cattolica, gli scout dell'Agesci, Rinnovamento nello Spirito Santo, Movimento dei Focolari. E sono solo alcune sigle.
L'attesa per Todi è palpabile. Spiega Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano dei lavoratori: «Per la prima volta dal Concilio Vaticano II l'associazionismo cattolico si presenta unito  rispetto alle scadenze e alla crisi del Paese. In passato siamo stati fin troppo lacerati, e ciò è stato motivo di scandalo. Ora siamo chiamati ad essere propositivi per poter contare. C'è bisogno di discontinuità per scomporre ciò che sta finendo e poi ricomporre un'alleanza tra chi ha lavorato bene per il Paese e chi è rimasto fuori perché non si è sentito rappresentato».
La crisi del sistema politico italiano ha costituito una spinta all'intesa insieme agli inviti di Benedetto XVI e del cardinal Bagnasco a un rinnovato impegno dei cattolici nella vita sociale italiana.  Natale Forlani, coordinatore del Forum: «In un clima simile, senza i valori cattolici non si va da nessuna parte. Ha ragione Ernesto Galli della Loggia quando sostiene che la politica  intesa solo come gestione della spesa pubblica e scambio di interessi è definitivamente morta. Occorrono, dice, nuove idealità e nuovi modelli. Tutto ciò coincide proprio con i nostri valori e il  nostro lavoro: responsabilità sociale, spirito di sacrificio, senso di appartenenza alla comunità, sussidiarietà.


Soprattutto quest'ultima si rivelerà essenziale in uno Stato chiamato a ridurre sempre di più l'apparato pubblico. Occorrerà rivitalizzare la famiglia, il mondo del lavoro, l'impresa e, appunto, la sussidiarietà. Temi tipici della Dottrina sociale della Chiesa». Forlani propone un esempio: «Cosa accadrebbe se chiudessero improvvisamente tutti gli asili nido gestiti dalle organizzazioni  religiose o dalle parrocchie?». In uno slogan, Forlani? «Può l'Italia rinunciare, anche nella contemporaneità, all'umanesimo cristiano? No. Naturalmente non c'è alcuna pretesa né desiderio di  ricomporre un partito cattolico. Siamo ben consapevoli che dovremo trovare un punto d'incontro con altre esperienze e altre curiosità».
Franco Pasquali, coordinatore di «Retinopera»: «Siamo chiamati a leggere ciò che abbiamo di fronte con lenti nuove e la Dottrina sociale della Chiesa può offrire un forte contributo a riportare il Paese al ruolo che gli compete, anche in campo globale. Si è messa da parte una certa autoreferenzialità, tra noi delle associazioni, e si è elaborato un lessico comune. E con l'esplosione della crisi questo percorso trova una sua ragione, e una sua responsabilità, ben più forti. Dobbiamo testimoniare un atteggiamento completamente diverso...»


Ma tutto questo universo perché è poco «visibile»? Come mai certi numeri rimangono mediaticamente sommersi? Risponde Andrea Olivero, presidente delle Acli: «In effetti c'è una grande  vivacità delle associazioni, accompagnata da un impegno molto forte, che non sono ben rappresentati. E tutto questo rappresenta un problema, mostra uno scollamento tra la realtà che rappresentiamo e la percezione da parte della collettività». Forse Todi servirà anche a questo? «Io penso che di fronte alla gravissima crisi del mondo politico sia giusto ricorrere al nostro  serbatoio di responsabilità e di partecipazione civica. Dovremo avere una interlocuzione con tutte le forze politiche ma uno dei primi passaggi per far sì che il mondo dei cattolici sia di nuovo  presente ed efficace sarà il cambiamento delle regole di accesso. Non saremo disponibili a fare da specchietto per le allodole come è accaduto, fin troppo, in passato». Conclude Bernhard Scholz,  presidente della  Compagnia delle Opere che si rivolge già direttamente alla politica: «Le associazioni cattoliche sono una ricca fonte di esperienze capaci di contribuire a rinnovare la società  civile, valorizzare la famiglia, riconoscere il significato vero del lavoro e dell'economia e di promuovere la formazione dei giovani. Approfondire insieme questi e altri temi con la massima  apertura e competenza a Todi è decisivo per incidere maggiormente sul futuro del Paese. In base a questo impegno è necessario che la politica, al di là degli schieramenti, sappia realizzare le  urgenti riforme del sistema fiscale e del welfare per permettere una crescita sostenibile e solidale. A questo proposito spiace che il dibattito seguito al discorso del cardinal Bagnasco non abbia  recepito molte sue osservazioni, in particolare quella sulla libertà di educazione». Come si vede, i fronti sono tanti. E non tutti risolti.


 



editore |16.09.2011
La-Salle

Incontro Italo-Tedesco di Pedagogia Religiosa: 18-22 Settembre 2011


 


 


Programm


 






Sonntag, 18. September/Domenica, 18. Settembre






18.00




Erstes Meeting mit Bekanntmachen der Teilnehmerinnen, Orientierung über die Tagung, Einführung in die Thematik; offene Kommunikation.






18.00




Prima Riunione: Presentazione dei partecipanti, informazioni sull’Incontro, Introduzione alla tematica; comunicazioni ufficiali.






20.00




Abendessen






 




Cena






21.00




Beisammensein






 




Momento conviviale






 






Montag, 19. September/Lunedì, 19. Settembre






8.00




Frühstück






 




Colazione






9.30




Forschergruppe Zelindo Trenti: Zum Stand der Debatte in Italien. Die moralische Dimension in den aktuellen Dokumenten zur Religiösen Erziehung






 




Zelindo Trenti ed Équipe: Informazioni-aggornamento in campo italiano: la dimensione morale nei testi recenti di Istruzione Religiosa: Metodologie in atto (Zelindo Trenti). Ricerche e studi (Roberto Romio).






10.45




Coffee Break






11.15




Texte und Erfahrungen (Forschergruppe Trenti)






 




Testi ed esperienze (equipe Astuto Roberto - Carnevale Cristina  - Cursio Giuseppe)






13.00




Pranzo






 






15.30




Lothar Kuld: Das Compassion-Projekt – Idee, Konzept Wirkungen






 




Lothar Kuld: Il progetto “compassion”: idea – concetto - effetti






17.00




Coffee Break






17.30




Gruppenarbeit






 




Lavoro di gruppo






18.30




Berichte aus den Gruppen






 




Assemblea






20.00




Cena






21.00




Beisammensein






 




Momento conviviale






 






Dienstag, 20. September/Martedì, 20. Settembre






9.30




Paolo Carlotti: Erziehung zur Tugend






 




Paolo Carlotti:  Educare alla virtù






10.45




Coffee Break






11.15




Gruppenarbeit






 




Lavoro di gruppo






12.15




Berichte aus den Gruppen






 




Assemblea






13.00




Pranzo






 






15.30




Ulrich Kropac: Ethik im Religionsunterricht? Der Beitrag der christlichen Religion zu ethischer Erziehung und Bildung






 




Ulrich Kropac: Problematiche Ethiche nell’ Insegnamento della Religione? Il Contributo Christiano alla Educazione Ethica






17.30




Coffee Break






18.00




Konstantin Lindner: Ethisches Lernen in der aktuellen religionspädagogischen Forschung






 




Konstantin Lindner: Ricerche recenti di pedagogia religiosa sulle problematiche etiche






19.00




Angela Kaupp: Konzepte ethischen Lernens in der Gemeindekatechese






 




Angela Kaupp: L’insegnamento morale nella catechesi tedesca






20.00




Cena






21.00




Beisammensein






 




Momento conviviale






 






Mittwoch, 21. September/Mercoledì, 21. Settembre






9.30




Carlo Nanni: Erziehung zu Werten






 




Carlo Nanni: Educare ai valori






10.30




Coffee Break






11.00




Abschlussplenum






 




Assemblea finale






12.00




Eucharistiefeier






 




Eucaristia






13.00




Pranzo






14.30




Wissenschaftliche Exkursion






 




Escursione a Tivoli (Villa D’Este e Villa Adriana)






20.00




Abendessen






 




Cena a Tivoli






 






Donnerstag, 22. September/Giovedì, 22. Settembre






 




Abreise






 




Partenze






 


 


Participanti Tedeschi


Nome                          Universitá                                                        Titolo


Bernhard Grümme     PH Ludwigsburg                                  Prof. Dr.


Rene Brugger             Universität Eichstätt                          ----


Ulrich Kropac             Universität Eichstätt                       Prof


Angela Kaupp                        Universität Freiburg              Dr.


Joachim Theis             Universität Trier                                Prof


Ulrich Riegel              Universität Siegen                             Prof


Rudolf Englert           Universität Duisburg-Essen          Prof.


Katrin Bederna           PH Ludwigsburg                                    JunProf.


Lothar Kuld               PH Weinheim                                              Prof.


Fritz Weidmann         ----                                                                   Prof. em.


Brieden Norbert         Ruhruniversität Bochum                   Dr.


George Reilly             ----                                                                        Dr.


Brembeck Stefan        ----                                                                       Dr.


Konstantin Lindner    Universität Bamberg                           Dr.


Andrea Kabus                        Universität Bamberg                    Dr.


Michaela Neumann    Uni Augsburg                                           Dr.


Ralph Sauer                ----                                                                        Prof. em


Steffi Schöber: Traduttrice


 


Partecipanti Italiani


1. Bissoli Cesare (UPS, Roma)


2. Carlotti Paolo (UPS, Roma)


3. Cozzi G. (Paoline, Roma)


4. Di Giovanni Gabriele (Fratelli Scuole Cristiane, Roma)


6. Filipovic Ana Thea (Croazia)


7. Grzadziel Dariusz (UPS, Roma)


8. Marin Danilo (Chioggia – Venezia)


9. Mazzarello Maria Luisa (Auxilium, Roma)


10. Montisci Ubaldo (UPS, Roma)


11. Moral José Luis (UPS, Roma)


12. Nanni Carlo (UPS, Roma)


13. Pajer Flavio (Fratelli Scuole Cristiane, Roma)


14. Pastore Corrado (UPS, Roma)


15. Rezzaghi Roberto (Mantova)


16. Romano Tonino (UPS, Roma)


17. Romio Roberto (Roma)


18. Trenti Zelindo (UPS, Roma)


19. Usai Giampaolo (UPS, Roma)


20. Vallabaraj Jerome (UPS, Roma )


21. Viviani Maurizio (Conferenza Episcopale Italiana, Roma)


22. Wierzbicki Mirosław Stanisław   (UPS, Roma)


Collaboratori del Prof. Zelindo Trenti.


- Astuto Roberto


- Carnevale Cristina


- Cursio Giuseppe


 



CASA LA SALLE
Via Aurelia, 472 00165 Roma, Italia - Tel. +39 06 66.69.81 - Fax +39 06 66.00.03.84 - booking@casalasalle.com


“Casa La Salle” è situata a pochi passi dalla stazione della metropolitana "Cornelia" (Linea A) ed in prossimità di diverse fermate di autobus.


La collocazione all'inizio di Via Aurelia, consente un facile e rapido accesso a gran parte della città: in 15 minuti si raggiunge il Vaticano, in 25 minuti la Stazione Termini.


Di seguito le indicazioni per raggiungere Casa La Salle :


Aeroporto "Leonardo da Vinci” (Fiumicino)






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Treno no-stop "Leonardo Express" (Aeroporto-Stazione Termini)






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Metropolitana (Linea A, direzione Battistini) fino alla stazione “Cornelia”






Aeroporto “G.B. Pastine” (Ciampino)






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Terravision Shuttle Bus (Aeroporto-Stazione Termini)






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Metropolitana (Linea A, direzione Battistini) fino alla stazione “Cornelia”






Stazione Termini






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Metropolitana (Linea A, direzione Battistini) fino alla stazione “Cornelia”






Per chi arriva in automobile o in pullman :






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uscita n°1 del Grande Raccordo Anulare (G.R.A.)






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proseguire sulla Via Aurelia fino a Piazza San Giovanni Battista de La Salle da dove sarà possibile effettuare l'inversione di marcia e accedere all’entrata di “Casa La Salle” (per i pullman l’accesso è consentito da Via Aurelia 476)






 





GPS
N 41º53'0090""
E 012º25'4600"






Per gli ospiti è disponibile un parcheggio interno non custodito. Per i pullman il costo di parcheggio è di € 10,00 al giorno.

 

ESORTAZIONE APOSTOLICA “GAUDETE ET EXSULTATE” DI PAPA FRANCESCO  

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