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Andrea Riccardi |17.10.2011
Assisi

Benedetto XVI torna ad Assisi il 27 ottobre per una giornata di riflessione, dialogo e preghiera con i leader religiosi del mondo e alcuni esponenti laici. Ha voluto personalmente questo ellegrinaggio in memoria della giornata di 25 anni fa, da lui definita una «puntuale profezia».
Nell'ottobre 1986, Papa Wojtyla compì un gesto inedito: riunì esponenti cristiani, ebrei, musulmani e delle grandi religioni asiatiche. Il momento era grave: incombeva la guerra fredda. Il tema  della pace era strumentalizzato dall'Est comunista. Giovanni Paolo II affermò: «...Mai come ora nella storia dell'umanità è divenuto a tutti evidente il legame intrinseco tra un atteggiamento autenticamente religioso e il gran bene della pace». Fu una giornata di digiuno e di preghiera. Gli esponenti delle religioni pregarono in luoghi separati. Poi si ritrovarono assieme. Era un segno.  Al termine, Papa Wojtyla affermò che le «visioni di pace» di quella giornata «sprigionano energie per un nuovo linguaggio di pace, per nuovi gesti di pace, gesti che spezzeranno le catene fatali delle divisioni ereditate dalla storia o generate dalle moderne ideologie».
Nel 1989, per la forza disarmata delle convinzioni, sono caduti i granitici regimi comunisti.
Giovanni Paolo II aveva intuito che la «forza debole» dei credenti è una corrente profonda che pacifica e unisce. Volle che lo "spirito di Assisi" continuasse. I francescani hanno fatto molto per testimoniarlo assieme alla figura di san Francesco. La Comunità di Sant'Egidio, dal 1987, ha tenuto, anno dopo anno, incontri di preghiera e dialogo tra esponenti religiosi, a cui si sono uniti laici  umanisti.
Giovanni Paolo II ha sempre inviato un messaggio dopo il 1986: «Da allora, quasi prolungando lo "spirito di Assisi", si è continuato a organizzare queste riunioni di preghiera e di comune riflessione e ringrazio la Comunità di Sant'Egidio per il coraggio e l'audacia con cui ha ripreso lo "spirito di Assisi" che di anno in anno ha fatto sentire la sua forza in diverse città del mondo». Quello era «un nuovo modo di incontrarsi tra credenti di diverse religioni: non nella vicendevole contrapposizione e meno ancora nel muto disprezzo, ma nella ricerca di un costruttivo dialogo (...) senza indulgere al relativismo né al sincretismo (...) essendo tutti consapevoli che Dio è la fonte della pace». Questo era lo "spirito di Assisi" per Papa Wojtyla. Ed è divenuto una via concreta per la pace. Sono stato colpito quando, lo scorso anno, in un quartiere di Abidjan, una grande città africana, sono scoppiati scontri tra cristiani e musulmani per l'attacco a una chiesa: il parroco, il pastore, l'imam hanno calmato la gente nel nome dello "spirito di Assisi". Il nostro mondo contemporaneo, dove gente diversa vive fianco a fianco, ha bisogno di imparare a vivere insieme. Lo  "spirito di Assisi" fonda la pace e prepara la civiltà di domani: quella del vivere insieme. Il XXI secolo ha bisogno di non dimenticare lo "spirito di Assisi". È il messaggio di papa Benedetto.




Lo “spirito di Assisi” soffia ancora
in “Jesus” n. 10 dell'ottobre 2011




Altri contributi



Quest'oggi proponiamo tre articoli che presentano modi diversi di intendere lo spirito di Assisi: Di Giacomo più preoccupato di mettere apologeticamente paletti, riducendo il dialogo interreligioso a un incontro tra culture nate dalle religioni; Riccardi presenta lo spirito di Assisi, fatto proprio dalla Comunità di Sant'Egidio, come importante e insostituibile via di pace; La Valle, con la consueta chiarezza e franchezza, come superamento, promosso dal concilio, della visione esclusivista in ordine alla salvezza.


"È molto giusto che le differenze - cioè il pluralismo - siano rispettate, e questo le stesse religioni lo vogliono. Il problema è però che la differenza rispetto alle altre fedi e religioni non sia identificata dalla Chiesa cattolica nel fatto che essa sarebbe l'unica religione per la salvezza mentre le altre, pur rispettabili, non sarebbero idonee a questo fine. Se infatti questa fosse la differenza concepita dalla Chiesa romana rispetto ai suoi interlocutori negli incontri ecumenici e interreligiosi, tali incontri si ridurrebbero a puro folklore " " se c'è infatti un punto decisivo in cui il Concilio ha innovato rispetto alla dottrina comunemente professata nella Chiesa cattolica fino ad allora, è proprio nel riconoscimento dei valori cristici e salvifici che sono presenti in tutte le tradizioni religiose e in tutti gli uomini"

 


 

editore |07.10.2011
missio



Testimoni di Dio è la proposta per l’Ottobre Missionario e la Giornata Missionaria Mondiale 2011 (domenica 23)




“L’enfasi non è solo sul dovere di essere testimoni – spiega don Gianni Cesena, direttore nazionale di Missio –: senza una personale esperienza di fede e di preghiera, senza una ricezione grata della Buona Notizia e senza la disponibilità ad accogliere misericordia e perdono, non c’è testimonianza. Si è testimoni sì, ma di Dio. Il Dio riconosciuto nella figura di Gesù, segno della misericordia da lui avvertita nell’indignazione per le fragilità, le miserie, le ingiustizie degli uomini, e distribuita a piene mani nelle strade e nei villaggi della sua terra fino al momento supremo della Croce”.
La testimonianza – aggiunge il direttore – è elemento fondante dell’identità del cristiano: Battesimo, Cresima ed Eucaristia lo costituiscono capace di “annunciare la morte del Signore, proclamare la sua risurrezione, finché egli venga”. I missionari e le missionarie a loro volta non possono che essere e sentirsi testimoni di Dio tra i popoli e le culture, confrontandosi spesso con volti di Dio incarnati in altre e diverse espressioni religiose.

Missio intende così partecipare al cammino decennale della Chiesa in Italia sul tema dell’educazione: in ascolto del vero Maestro, tutti sono discepoli e tutti diventano testimoni.

“Non ignorando chi nella Chiesa inquina la testimonianza con scandali ingiustificabili – conclude don Cesena – ricordiamo anche quanti in vari Paesi hanno versato il loro sangue a causa della fede fino al martirio. Mentre diamo sostegno alle Chiese di missione, non mancheremo di leggere nelle loro vicende la forza limpida della testimonianza che esse ci restituiscono giorno per giorno”.






Scarica i sussidi e le proposte di animazione.

dal sito www.missioitalia.it nella sezione “Area download”.



editore |01.10.2011
forum

 


 


Seminario a Todi il 17 ottobre


 


L'unità ritrovata dei cattolici In campo 16 milioni di iscritti
di Paolo Conti
in “Corriere della Sera” del 1° ottobre 2011



«Perché siamo così tanti? Perché il mondo cattolico, se non è impegnato nel settore ecclesiale e mistico dedito alla preghiera e alla meditazione, si mette a lavorare in silenzio. L'assistenza ai meno abbienti, i patronati, la difesa dei lavoratori, le missioni anche in Italia. E le cooperative, come nel nostro caso: abbiamo creato la più grande realtà d'Italia e forse d'Europa nel settore». Luigi Marino, presidente di Confcooperative, non è un personaggio da talk-show. Però guida una nave ammiraglia da 3 milioni e 100 mila iscritti che (articolo i dello Statuto) si richiama «ai principi e  alla tradizione della dottrina sociale della Chiesa». Solo uno dei tasselli del vasto associazionismo cattolico «che nasce ed è innervato dal basso», come ha detto il segretario della Cisl Raffaele  Bonanni in una recente intervista al Corriere della Sera.
Quanto di più lontano dai riflettori della politica spettacolo. Quanto di più vicino a ciò che i partiti organizzati hanno smarrito: il legame col territorio, l'ascolto della base, la conoscenza e  l'analisi dei problemi quotidiani del lavoro, delle famiglie, dei giovani. Qualche cifra? Proprio la Cisl, con 4 milioni e mezzo di iscritti, è radicata in 1800 sedi sparse sul territorio. O la Coldiretti  presieduta da Sergio Marini, per parlare di un'altra realtà molto corposa. In quanto alle Acli, un milione di iscritti, le strutture territoriali ammontano a ben 8.100.
È lì che guarda il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, quando descrive «una sorta di incubazione» e quindi «la possibilità di un soggetto culturale e sociale  di interlocuzione con la politica che sia promettente grembo di futuro». Il mondo cattolico italiano si prepara al seminario convocato a Todi il 17 ottobre che si coagulerà intorno al «Forum delle  Persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro» (11 milioni circa di associati complessivi) coordinato da Natale Forlani e attorno a «Retinopera», circa 5 milioni di italiani, l'associazionismo di base e del volontariato, a sua volta coordinato da Franco Pasquali.


Altre realtà importanti, ricche di storia. Basterà citare la Comunità di Sant'Egidio, fondata da Andrea Riccardi, con il suo prestigio internazionalmente riconosciuto anche nei teatri di guerra. E l'Azione Cattolica, gli scout dell'Agesci, Rinnovamento nello Spirito Santo, Movimento dei Focolari. E sono solo alcune sigle.
L'attesa per Todi è palpabile. Spiega Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano dei lavoratori: «Per la prima volta dal Concilio Vaticano II l'associazionismo cattolico si presenta unito  rispetto alle scadenze e alla crisi del Paese. In passato siamo stati fin troppo lacerati, e ciò è stato motivo di scandalo. Ora siamo chiamati ad essere propositivi per poter contare. C'è bisogno di discontinuità per scomporre ciò che sta finendo e poi ricomporre un'alleanza tra chi ha lavorato bene per il Paese e chi è rimasto fuori perché non si è sentito rappresentato».
La crisi del sistema politico italiano ha costituito una spinta all'intesa insieme agli inviti di Benedetto XVI e del cardinal Bagnasco a un rinnovato impegno dei cattolici nella vita sociale italiana.  Natale Forlani, coordinatore del Forum: «In un clima simile, senza i valori cattolici non si va da nessuna parte. Ha ragione Ernesto Galli della Loggia quando sostiene che la politica  intesa solo come gestione della spesa pubblica e scambio di interessi è definitivamente morta. Occorrono, dice, nuove idealità e nuovi modelli. Tutto ciò coincide proprio con i nostri valori e il  nostro lavoro: responsabilità sociale, spirito di sacrificio, senso di appartenenza alla comunità, sussidiarietà.


Soprattutto quest'ultima si rivelerà essenziale in uno Stato chiamato a ridurre sempre di più l'apparato pubblico. Occorrerà rivitalizzare la famiglia, il mondo del lavoro, l'impresa e, appunto, la sussidiarietà. Temi tipici della Dottrina sociale della Chiesa». Forlani propone un esempio: «Cosa accadrebbe se chiudessero improvvisamente tutti gli asili nido gestiti dalle organizzazioni  religiose o dalle parrocchie?». In uno slogan, Forlani? «Può l'Italia rinunciare, anche nella contemporaneità, all'umanesimo cristiano? No. Naturalmente non c'è alcuna pretesa né desiderio di  ricomporre un partito cattolico. Siamo ben consapevoli che dovremo trovare un punto d'incontro con altre esperienze e altre curiosità».
Franco Pasquali, coordinatore di «Retinopera»: «Siamo chiamati a leggere ciò che abbiamo di fronte con lenti nuove e la Dottrina sociale della Chiesa può offrire un forte contributo a riportare il Paese al ruolo che gli compete, anche in campo globale. Si è messa da parte una certa autoreferenzialità, tra noi delle associazioni, e si è elaborato un lessico comune. E con l'esplosione della crisi questo percorso trova una sua ragione, e una sua responsabilità, ben più forti. Dobbiamo testimoniare un atteggiamento completamente diverso...»


Ma tutto questo universo perché è poco «visibile»? Come mai certi numeri rimangono mediaticamente sommersi? Risponde Andrea Olivero, presidente delle Acli: «In effetti c'è una grande  vivacità delle associazioni, accompagnata da un impegno molto forte, che non sono ben rappresentati. E tutto questo rappresenta un problema, mostra uno scollamento tra la realtà che rappresentiamo e la percezione da parte della collettività». Forse Todi servirà anche a questo? «Io penso che di fronte alla gravissima crisi del mondo politico sia giusto ricorrere al nostro  serbatoio di responsabilità e di partecipazione civica. Dovremo avere una interlocuzione con tutte le forze politiche ma uno dei primi passaggi per far sì che il mondo dei cattolici sia di nuovo  presente ed efficace sarà il cambiamento delle regole di accesso. Non saremo disponibili a fare da specchietto per le allodole come è accaduto, fin troppo, in passato». Conclude Bernhard Scholz,  presidente della  Compagnia delle Opere che si rivolge già direttamente alla politica: «Le associazioni cattoliche sono una ricca fonte di esperienze capaci di contribuire a rinnovare la società  civile, valorizzare la famiglia, riconoscere il significato vero del lavoro e dell'economia e di promuovere la formazione dei giovani. Approfondire insieme questi e altri temi con la massima  apertura e competenza a Todi è decisivo per incidere maggiormente sul futuro del Paese. In base a questo impegno è necessario che la politica, al di là degli schieramenti, sappia realizzare le  urgenti riforme del sistema fiscale e del welfare per permettere una crescita sostenibile e solidale. A questo proposito spiace che il dibattito seguito al discorso del cardinal Bagnasco non abbia  recepito molte sue osservazioni, in particolare quella sulla libertà di educazione». Come si vede, i fronti sono tanti. E non tutti risolti.


 



editore |16.09.2011
La-Salle

Incontro Italo-Tedesco di Pedagogia Religiosa: 18-22 Settembre 2011


 


 


Programm


 






Sonntag, 18. September/Domenica, 18. Settembre






18.00




Erstes Meeting mit Bekanntmachen der Teilnehmerinnen, Orientierung über die Tagung, Einführung in die Thematik; offene Kommunikation.






18.00




Prima Riunione: Presentazione dei partecipanti, informazioni sull’Incontro, Introduzione alla tematica; comunicazioni ufficiali.






20.00




Abendessen






 




Cena






21.00




Beisammensein






 




Momento conviviale






 






Montag, 19. September/Lunedì, 19. Settembre






8.00




Frühstück






 




Colazione






9.30




Forschergruppe Zelindo Trenti: Zum Stand der Debatte in Italien. Die moralische Dimension in den aktuellen Dokumenten zur Religiösen Erziehung






 




Zelindo Trenti ed Équipe: Informazioni-aggornamento in campo italiano: la dimensione morale nei testi recenti di Istruzione Religiosa: Metodologie in atto (Zelindo Trenti). Ricerche e studi (Roberto Romio).






10.45




Coffee Break






11.15




Texte und Erfahrungen (Forschergruppe Trenti)






 




Testi ed esperienze (equipe Astuto Roberto - Carnevale Cristina  - Cursio Giuseppe)






13.00




Pranzo






 






15.30




Lothar Kuld: Das Compassion-Projekt – Idee, Konzept Wirkungen






 




Lothar Kuld: Il progetto “compassion”: idea – concetto - effetti






17.00




Coffee Break






17.30




Gruppenarbeit






 




Lavoro di gruppo






18.30




Berichte aus den Gruppen






 




Assemblea






20.00




Cena






21.00




Beisammensein






 




Momento conviviale






 






Dienstag, 20. September/Martedì, 20. Settembre






9.30




Paolo Carlotti: Erziehung zur Tugend






 




Paolo Carlotti:  Educare alla virtù






10.45




Coffee Break






11.15




Gruppenarbeit






 




Lavoro di gruppo






12.15




Berichte aus den Gruppen






 




Assemblea






13.00




Pranzo






 






15.30




Ulrich Kropac: Ethik im Religionsunterricht? Der Beitrag der christlichen Religion zu ethischer Erziehung und Bildung






 




Ulrich Kropac: Problematiche Ethiche nell’ Insegnamento della Religione? Il Contributo Christiano alla Educazione Ethica






17.30




Coffee Break






18.00




Konstantin Lindner: Ethisches Lernen in der aktuellen religionspädagogischen Forschung






 




Konstantin Lindner: Ricerche recenti di pedagogia religiosa sulle problematiche etiche






19.00




Angela Kaupp: Konzepte ethischen Lernens in der Gemeindekatechese






 




Angela Kaupp: L’insegnamento morale nella catechesi tedesca






20.00




Cena






21.00




Beisammensein






 




Momento conviviale






 






Mittwoch, 21. September/Mercoledì, 21. Settembre






9.30




Carlo Nanni: Erziehung zu Werten






 




Carlo Nanni: Educare ai valori






10.30




Coffee Break






11.00




Abschlussplenum






 




Assemblea finale






12.00




Eucharistiefeier






 




Eucaristia






13.00




Pranzo






14.30




Wissenschaftliche Exkursion






 




Escursione a Tivoli (Villa D’Este e Villa Adriana)






20.00




Abendessen






 




Cena a Tivoli






 






Donnerstag, 22. September/Giovedì, 22. Settembre






 




Abreise






 




Partenze






 


 


Participanti Tedeschi


Nome                          Universitá                                                        Titolo


Bernhard Grümme     PH Ludwigsburg                                  Prof. Dr.


Rene Brugger             Universität Eichstätt                          ----


Ulrich Kropac             Universität Eichstätt                       Prof


Angela Kaupp                        Universität Freiburg              Dr.


Joachim Theis             Universität Trier                                Prof


Ulrich Riegel              Universität Siegen                             Prof


Rudolf Englert           Universität Duisburg-Essen          Prof.


Katrin Bederna           PH Ludwigsburg                                    JunProf.


Lothar Kuld               PH Weinheim                                              Prof.


Fritz Weidmann         ----                                                                   Prof. em.


Brieden Norbert         Ruhruniversität Bochum                   Dr.


George Reilly             ----                                                                        Dr.


Brembeck Stefan        ----                                                                       Dr.


Konstantin Lindner    Universität Bamberg                           Dr.


Andrea Kabus                        Universität Bamberg                    Dr.


Michaela Neumann    Uni Augsburg                                           Dr.


Ralph Sauer                ----                                                                        Prof. em


Steffi Schöber: Traduttrice


 


Partecipanti Italiani


1. Bissoli Cesare (UPS, Roma)


2. Carlotti Paolo (UPS, Roma)


3. Cozzi G. (Paoline, Roma)


4. Di Giovanni Gabriele (Fratelli Scuole Cristiane, Roma)


6. Filipovic Ana Thea (Croazia)


7. Grzadziel Dariusz (UPS, Roma)


8. Marin Danilo (Chioggia – Venezia)


9. Mazzarello Maria Luisa (Auxilium, Roma)


10. Montisci Ubaldo (UPS, Roma)


11. Moral José Luis (UPS, Roma)


12. Nanni Carlo (UPS, Roma)


13. Pajer Flavio (Fratelli Scuole Cristiane, Roma)


14. Pastore Corrado (UPS, Roma)


15. Rezzaghi Roberto (Mantova)


16. Romano Tonino (UPS, Roma)


17. Romio Roberto (Roma)


18. Trenti Zelindo (UPS, Roma)


19. Usai Giampaolo (UPS, Roma)


20. Vallabaraj Jerome (UPS, Roma )


21. Viviani Maurizio (Conferenza Episcopale Italiana, Roma)


22. Wierzbicki Mirosław Stanisław   (UPS, Roma)


Collaboratori del Prof. Zelindo Trenti.


- Astuto Roberto


- Carnevale Cristina


- Cursio Giuseppe


 



CASA LA SALLE
Via Aurelia, 472 00165 Roma, Italia - Tel. +39 06 66.69.81 - Fax +39 06 66.00.03.84 - booking@casalasalle.com


“Casa La Salle” è situata a pochi passi dalla stazione della metropolitana "Cornelia" (Linea A) ed in prossimità di diverse fermate di autobus.


La collocazione all'inizio di Via Aurelia, consente un facile e rapido accesso a gran parte della città: in 15 minuti si raggiunge il Vaticano, in 25 minuti la Stazione Termini.


Di seguito le indicazioni per raggiungere Casa La Salle :


Aeroporto "Leonardo da Vinci” (Fiumicino)






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Treno no-stop "Leonardo Express" (Aeroporto-Stazione Termini)






-




Metropolitana (Linea A, direzione Battistini) fino alla stazione “Cornelia”






Aeroporto “G.B. Pastine” (Ciampino)






-




Terravision Shuttle Bus (Aeroporto-Stazione Termini)






-




Metropolitana (Linea A, direzione Battistini) fino alla stazione “Cornelia”






Stazione Termini






-




Metropolitana (Linea A, direzione Battistini) fino alla stazione “Cornelia”






Per chi arriva in automobile o in pullman :






-




uscita n°1 del Grande Raccordo Anulare (G.R.A.)






-




proseguire sulla Via Aurelia fino a Piazza San Giovanni Battista de La Salle da dove sarà possibile effettuare l'inversione di marcia e accedere all’entrata di “Casa La Salle” (per i pullman l’accesso è consentito da Via Aurelia 476)






 





GPS
N 41º53'0090""
E 012º25'4600"






Per gli ospiti è disponibile un parcheggio interno non custodito. Per i pullman il costo di parcheggio è di € 10,00 al giorno.

La redazione |10.09.2011
cen1
Aperto il XXV Congresso Eucaristico

Eucaristia, matrice  d'unità per il Paese


 



“Nell’anno in cui il nostro Paese fa memoria dei suoi 150 di unificazione nazionale, è importante esplicitare la forza rigenerante dell’Eucaristia, che ha contribuito a plasmare l’identità profonda del nostro popolo ben prima della sua stessa identità politica”.




Il Card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha voluto ricordarlo ad Ancona sabato 3 settembre, aprendo il XXV Congresso Eucaristico Nazionale, nella suggestiva cornice del Teatro delle Muse, alla presenza delle autorità religiose e civili.




“L’Eucaristia, essendo il centro vitale della Chiesa, ha avuto sempre, nella vita dei centri grandi e piccoli disseminati nella nostra Penisola, una indubbia centralità”, ha aggiunto il cardinale sottolineando che di ciò “oggi si avverte ancor più il bisogno di ribadire il primato di Dio e per ritrovare insieme la strada di un bene condiviso”.
Del resto, “attorno al memoriale di Cristo è cresciuta la stessa memoria condivisa che ha reso uno il nostro Paese; e, ne siamo convinti, passa ancora da lì ogni speranza di prospettiva futura”, ha osservato mons. Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona-Osimo, che nel suo saluto ha ribadito il legame tra Eucaristia e vita sociale.




“Dal riconoscere la nostra appartenenza al Signore, dal nutrirci di Lui fino a rimanere in Lui – ha osservato ancora l’Arcivescovo – nascerà la fiducia che ci consentirà di uscire da ogni meschino cabotaggio e di tornare a prendere il largo sul mare della storia”.



Soprattutto, ha rilevato da parte sua Gian Mario Spacca, presidente della regione Marche, “in un tempo in cui le coordinate di riferimento per la comunità nazionale sembrano offuscate, in cui famiglie e lavoratori vivono quotidiane sofferenze, in cui i giovani faticano ad intravvedere l’orizzonte del proprio futuro”.
“Che questo Congresso, grande festa della fede cristiana, sia sorgente di ispirazione e di energie per un impegno di tutti nella costruzione di una società più giusta, più solidale e più fraterna”, è stato l’augurio del Legato Pontificio, card. Giovanni Battista Re.



Una sintesi della relazione principale, “Eucarestia e storia di una nazione”, affidata ad Andrea Riccardi, è disponibile sul sito www.congressoeucaristico.it insieme alla possibilità di scaricare i testi integrali.



 


 


 


Domenica 4 Settembre 2011





Ancona, la Messa inaugurale del Cen

Una storia narrata con letizia e coraggio


 



 


 


 


“Oggi, ad Ancona, si apre il XXV Congresso Eucaristico Nazionale, con la Santa Messa presieduta dal mio Legato, il Cardinale Giovanni Battista Re. Domenica prossima, a Dio piacendo, avrò la gioia di recarmi ad Ancora per la giornata culminante del Congresso. Fin da ora rivolgo il mio saluto cordiale e la mia benedizione a quanti parteciperanno a questo evento di grazia, che nel santissimo Sacramento dell’Eucaristia adora e loda Cristo, sorgente di vita e di speranza per ogni uomo e per il mondo intero”.



Con queste parole il Papa, domenica 4 settembre, al termine dell’Angelus si è collegato alla celebrazione di Ancona, presieduta dal Card. Re, e concelebrata fra gli altri dal Card. Bagnasco e dall’Arcivescovo Menichelli.




Quest’ultimo, nell’introdurre la celebrazione, trasmessa da RaiUno con la regia di don Antonio Ammirati, ha invitato a leggere il Congresso come l’occasione di grazia con cui “rinnovare la fede nell’Eucaristia, rimotivare la missione della Chiesa italiana, raccontare con letizia e coraggio l’amore per Cristo Signore, percorrere la via della santità che nell’Eucaristia trae alimento e ragione, leggere l’Eucaristia come un convivere sociale dove la giustizia e la fraterna solidarietà hanno cittadinanza senza paura alcuna”.




Testo integrale dell’omelia (sezione “Relazioni e interventi”), foto e approfondimenti sul sito www.congressoeucaristico.it




Da lunedì 5, ogni giorno dalle 9.30, sempre sul sito ufficiale del Cen, la diretta dalle città della Metropolia di Ancona, dove - dopo la preghiera e la lectio, qualificati relatori affrontano le tematiche del Congresso: gli ambiti della vita quotidiana alla luce dell'Eucaristia.


 





Lunedì 5 Settembre 2011





Cen, le giornate dei 5 ambiti

Eucaristia, sinfonia di vita


 


 




 




Davanti alla “frammentazione dei saperi, delle persone, delle relazioni e delle componenti sociali”, la sfera dell’affettività può rappresentare “un nucleo generatore di unità”. Se è vero infatti che l’affettività “è un campo problematico”, è altrettanto vero che può essere “uno spazio per sperimentare una nuova via dove incontrare l’uomo”.

Lo ha affermato Ina Siviglia, docente alla Facoltà teologica di Palermo, nella relazione sulla vita affettiva, tema guida della giornata di lunedì 5 settembre al XXV Congresso Eucaristico Nazionale. Nella società di oggi “la sfera affettiva può essere definita come ‘cultura dei senza’: sesso senza amore, amore senza matrimonio, matrimonio senza figli”. E questo, ha osservato Siviglia, “deve indurci ad analisi e riflessioni molto puntuali che, evitando un moralismo esagerato, conducano ad una progettualità educativa che sappia accompagnare in maniera continuativa il bambino, il ragazzo, il giovane”. Secondo la teologa, è necessaria “una vera e propria alleanza educativa tra diversi soggetti educanti”. Occorre cioè “creare reti di relazioni che costituiscano ambienti competenti

e favorevoli ad una crescita armonica della personalità e a una specifica maturazione dell'affettività”.

“Le esperienze affettive sono sempre più spesso svincolate da ogni legame duraturo e al di fuori di qualsiasi logica progettuale e al tempo stesso i legami non sempre sono alimentati dalla dimensione affettiva”, ha rilevato da parte sua il pedagogista dell’Università Cattolica e presidente della Confederazione dei Consultori di Ispirazione Cristiana, Domenico Simeone, ricordando che “per compiere il cammino verso un amore maturo i bambini, i ragazzi e i giovani hanno bisogno di testimoni credibili e affidabili con cui confrontarsi, di adulti che sappiano ‘compromettersi’ nella relazione educativa, hanno bisogno di educatori che sappiano aprire le porte del futuro perché sogni, desideri, progetti possano trovare dimora”. Del resto, ha sottolineato Simeone, “compito dell’educatore è suscitare nel soggetto una responsabile progettazione dell’esistenza, che, evitando i rischi della progettazione inautentica connotata da acriticità, incoerenza, unilateralità, assecondi la capacità di effettuare scelte orientate al futuro, aperte al cambiamento e volte alla piena realizzazione della persona nella sua globalità”.
In quest’ottica, “la famiglia rimane l’ambito fondamentale dell’umanizzazione della persona, il luogo privilegiato della cura degli affetti e dell’educazione”. Non meno importante è il ruolo della comunità ecclesiale: “i problemi scottanti che interpellano oggi la Chiesa (giustizia, pace, bioetica, ecologia) e non ultima la questione antropologica – ha concluso Siviglia - esigono un serio ripensamento globale di tutta la progettualità e la prassi pastorale”. Per vivere pienamente la vita eucaristica.





 




Martedì 6 Settembre 2011







Cen, è la giornata della fragilità

Entra in carcere la Croce della Gmg


 


 






 




Il Centro Caritativo Beato Gabriele Ferretti, nasce dall’esigenza di continuare l’esperienza di accoglienza e apertura alla persona che in vario modo è effettuata, con il coordinamento della Caritas Diocesana, nelle realtà ecclesiali del territorio dell’ Arcidiocesi di Ancona-Osimo.

Sarà gestito dall’Associazione di riferimento della Diocesi, la SS. Annunziata Onlus, ed è rivolto a persone in difficoltà, senza fissa dimora, con problemi legati a disagi di tipologie diverse e vede la realizzazione di un centro con numerosi servizi legati a singole progettualità:

1) casa di seconda accoglienza,

2) “mercatino della solidarietà” per residenti in stato di povertà,

3) mensa serale,

4) centro diurno per senza dimora

5) laboratorio

6) servizio di igiene personale (docce- lavanderia).

Il Centro Caritativo Beato Gabriele Ferretti vuole essere soprattutto un’opera segno che stimoli tutti gli uomini e le donne di buona volontà a mettersi in atteggiamento di incontro e attenzione nei confronti di chi soffre, di chi è rimasto solo, di chi ha smarrito la strada…

Le possibilità che si aprono rispetto al volontariato in questa nuova realtà, che si aggiunge al Centro Giovanni Paolo II di via Podesti, sono quindi numerose, in base alla disponibilità di tempo e alle caratteristiche di ciascuno.

L’importante è che questa opera viva della presenza costante e generosa di chi riconosce il proprio cammino personale e di fede alla luce dell’incontro e della condivisione con l’altro e cerca quindi di vivere la propria esperienza nell’ottica della comunione, del pane spezzato per tutti, del pane condiviso con tutti nella solidarietà e nella giustizia.





Mercoledì 7 Settembre 2011





Al Cen è la volta di lavoro e festa

Il Vangelo  nel cuore della vita





Uno sguardo eucaristico sulla realtà vuol essere il Congresso in corso nella metropolia di Ancona: un esercizio essenziale, per vivere nella luce dell’Eucaristia e per celebrarla nel cuore della vita. In questa prospettiva, mercoledì 7 settembre si punta a rileggere il Vangelo nell’ambito del lavoro e della festa, con una serie di incontri di approfondimento tra Fabriano, Ancona, Falconara e Osimo: dalle 10 si possono seguire in streaming sul sito del Congresso. Riflessioni, ma anche celebrazioni, concerti, e feste.

 


 


 


Giovedì 8 Settembre 2011




Cen, la giornata della tradizione

Per una vita buona, per una vita riuscita






L’ambito della tradizione – a cui il Congresso dedica la giornata di giovedì 8 settembre – invita a riflettere in qual modo l’Eucaristia sostiene il dinamismo della vita cristiana. Il Cristo che si dona, presente nel pane eucaristico, è il riferimento per quella vita buona del Vangelo, nella quale ogni uomo ed ogni donna può trovare la più profonda realizzazione della sua umanità. E’ la giornata dei sacerdoti e della vita consacrata; è la giornata della processione eucaristica, solennizzata anche dall’infiorata.  La città è spesso fatta di mondi che non si parlano: come l’Eucaristia aiuta a coniugare unità e diversità, a fare posto agli esclusi? Maggioranza e minoranza sono due categorie spesso usate contrapposte: come l’Eucaristia ricompone persona e comunità, i pochi e i molti? L’Eucaristia è pane del cammino, accompagna ovunque: come può diventare fonte di accoglienza?

 


 


Venerdì 9 Settembre 2011




Cen, la giornata della cittadinanza

"I cristiani hanno una parola per la città"






 


 


 








“Dobbiamo arrenderci all’Eucaristia che, unendoci intimamente a Gesù, ci apre agli uomini e ce li fa riconoscere non solo come nostri simili ma come fratelli, e ci spinge a servirli. Non è dunque la sintonia ideologica o caratteriale che ci unisce gli uni agli altri, ma Dio; e nella sua verità non ci sono lontananze incolmabili o fratture che non possono essere sanate”. La giornata dedicata alla cittadinanza ha trovato il suo culmine nella celebrazione eucaristica presieduta dal Card. Bagnasco.

Ad Ancona, in una Cattedrale gremita, venerdì 9 settembre il Presidente della Cei, citando sant’Agostino ha ricordato come “nella santa comunione, infatti, siamo assimilati a Lui, conformati a Lui: la nostra individualità viene elevata ma non distrutta, si ritrova più ricca nella comunione trinitaria”.

Questo orizzonte religioso “precede il pur nobile impegno morale” e rende i cristiani “consapevoli di avere qualcosa di proprio da dire”; qualcosa che si condensa in una precisa visione dell’uomo, i cui “cardini costitutivi” e “fondativi della nostra civiltà umanistica” si riassumono nella “vita senza alcuna decurtazione, il matrimonio e la famiglia, la libertà religiosa ed educativa”. Da tale architrave nasce il bene comune, del quale “il lavoro è espressione peculiare, e sul quale oggi si addensano motivate preoccupazioni”.

Soffermandosi sul tema della città, il Cardinale ha richiamato le immagini evangeliche del lievito e del sale per parlare della presenza dei cristiani nella società civile. Ha, quindi, lanciato un appello a dar voce “insieme” a tale presenza: “«insieme», senza avventure solitarie, per essere significativi ed efficaci: «insieme» secondo le forme storicamente   possibili, con realismo e senza ingenuità o illusioni, facendo tesoro degli insegnamenti della storia.

“La condensazione di ideali comuni, che nascono dall’ ispirazione cristiana e dalla sapienza umana – ha concluso – è una ricchezza per tutti”.

» Omelia del S.Em. Card. Angelo Bagnasco [.doc] [.mp3]


 


 







Sabato 10  Settembre 2011





Cen, la giornata della famiglia

Mille famiglie,  una sola famiglia

 





La domenica è “il giorno privilegiato della famiglia”. Per questo “non bisogna rassegnarsi a lasciarlo ridurre a week end, fine settimana consumista e individualista, disgregazione delle comunità e delle famiglie”. Il monito è stato lanciato sabato 10 settembre dal card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, durante la celebrazione eucaristica che ha dato il via al quarto pellegrinaggio delle famiglie, inserito nel programma del Congresso eucaristico nazionale.

“La partecipazione assidua alla messa della domenica è il sostegno necessario e insostituibile della famiglia cristiana”, ha ricordato il cardinale sottolineando che “intorno a questo incontro settimanale col Signore nell’assemblea liturgica, la famiglia si costruisce come piccola chiesa missionaria e cellula vitale della società mediante la procreazione generosa e responsabile, l'educazione cristiana dei figli, la preghiera in casa, l'amore reciproco e verso tutti, l'incremento delle virtù personali e sociali, le attività ecclesiali e caritative, l'impegno lavorativo e civile”.

Del resto, “ogni celebrazione eucaristica, in quanto ripresentazione del sacrificio della croce, è anche celebrazione dell'alleanza nuziale di Cristo con la Chiesa”. Ecco perché “per i coniugi cristiani partecipare bene e possibilmente insieme alla Messa significa alimentare l'amore reciproco, la carità coniugale”. “La domenica, che nel vangelo di oggi viene chiamata il primo giorno della settimana – ha ribadito il card. Antonelli - è destinata a diventare il giorno privilegiato della famiglia”.
Ai partecipanti al pellegrinaggio delle famiglie – circa 30 mila persone aderenti ad associazioni e movimenti arrivate ad Ancona da tutta Italia – è giunto il saluto del Papa che, attraverso un telegramma a firma del segretario di Stato Tarcisio Bertone, ha esortato ad “attingere sempre dalla celebrazione e dall’adorazione eucaristica energie nuove per camminare in unità di amore e vita e cooperare all’edificazione della comunità ecclesiale e civile”.




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Venerdì 2 Settembre 2011







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La mostra, inaugurazione in diretta


.  L'arte europea racconta l'Eucaristia









Alla Mensa del Signore. Capolavori dell’Arte Europea da Raffaello a Tiepolo”: la mostra – allestita ad Ancona per il Congresso Eucaristico – presenta un cospicuo numero di capolavori dell’arte, ben 120 opere, molti di dimensioni monumentali, il cui allestimento si è reso possibile grazie agli imponenti spazi della Mole Vanvitelliana.


Un vero e proprio museo dunque, pur se temporaneo, il cui tema evoca subito i nomi di Leonardo e Raffaello, il primo presente con la predella della pala Baglione raffigurante la Carità, il secondo evocato da molte opere fra cui spicca lo spettacolare e monumentale gruppo scultoreo della Basilica della Beata Vergine dei Miracoli di Saronno, che permetterà al pubblico di ammirare in forma tridimensionale il celebre affresco di Leonardo del convento delle Grazie.

La straordinarietà di questa mostra risiede, oltre che nei capolavori dei grandi maestri dell’arte europea, nella preziosa e ricca raccolta del vasto tesoro artistico conservato nelle diocesi marchigiane: un ordinamento storico-artistico mai realizzato prima d’ora e che rende la rassegna unica nel suo genere.

A presiederne l’inaugurazione, venerdì, 2 settembre, alle 18 – vedi la diretta streaming – saranno il Card. Giovanni Lajolo, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, S.E. mons. Edoardo Menichelli, Arcivescovo di Ancona-Osimo, don Stefano Russo, Direttore dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici della CEI, Dott. Gian Mario Spacca, Presidente della Regione Marche, Prof. Fiorello Gramillano, Sindaco di Ancona, Dott.ssa Patrizia Casagrande, Presidente della Provincia di Ancona, Dott. Massimo Sarmi, Amministratore Delegato Poste Italiane, Prof. Giovanni Morello, Presidente Comitato Scientifico del CEN, Prof. Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani e Dott. Rodolfo Giampieri, Presidente Camera di Commercio di Ancona.





Da Avvenire



 



La seconda giornata di lavori del Congresso eucaristico nelle Marche è stata dedicata al tema della “fragilità”. In mattinata, riflessioni in contemporanea ad Ancona, Loreto e Osimo, dove si sono celebrate al mattino le messe presiedute rispettivamente da monsignor Liberati, monsignor Marrucci e monsignor Canalini, a cui sono seguite le lodi. In serata ad Ancona la messa presieduta dal cardinale Tettamanzi (nella foto Siciliani, gli stand delle cooperative nate dal Progetto Policoro).


















 
PG.JLM.RpR
Nuovo libro di J.L. Moral

 

ESORTAZIONE APOSTOLICA “GAUDETE ET EXSULTATE” DI PAPA FRANCESCO  

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