FORUM «IRC»
 
 
editore |11.09.2012
indagine-ocse-pisa-sulla-scuola-in-italia

Bilanci per l’istruzione non adeguati ai tempi; invecchiamento medio della categoria degli insegnanti; squilibrio tra maschi e femmine tra gli iscritti negli atenei.


Sono tre dei problemi rilevati da una indagine dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici) resa nota oggi, che indaga la situazione scolastica nei 34 Paesi aderenti, 21 dei quali Ue.


Secondo la ricerca, oltre il 50% dei docenti di scuola secondaria superiore in Germania e in Italia ha superato i 50 anni di età; in altri cinque Paesi dell’Unione (Austria, Repubblica ceca, Estonia, Paesi Bassi, Svezia) il dato è oltre il 40%.


Ocse esprime preoccupazione anche per la “disparità tra i generi”: la relazione segnala che “quasi un terzo di donne in più rispetto agli uomini si iscrive all’istruzione universitaria nell’Ue”.


Permane poi la questione delle risorse finanziarie investite nell’educazione. Androulla Vassiliou, commissario europeo per l’istruzione, commenta: “Gli Stati membri dell’Ue riconoscono che l’investimento nell’istruzione è essenziale per il futuro d’Europa e per la sua prosperità nel lungo periodo. Dai dati emerge che il costo dell‘istruzione è di gran lunga controbilanciato dai vantaggi che se ne traggono. Non abbiamo però motivo di essere troppo soddisfatti: la relazione evoca anche la necessità di riforme per modernizzare l’istruzione e renderla più attraente sia agli occhi degli studenti che degli insegnanti”.

 
SIR |24.04.2012
scuola

L’abbandono e la dispersione scolastica sono stati al centro del convegno nazionale del Msac (Movimento studenti di Azione Cattolica), “Se mi lasci non vale”, che si è tenuto a Napoli dal 20 al 22 aprile.


L’obiettivo del “Mo.Ca” (il Movimento in cantiere) è stato “indagare le cause ma, soprattutto, elaborare idee per una scuola che sia vera palestra di vita, che insegni ad amare la cultura e dia senso e sapore allo studio dei più giovani”.


Tempi tristi. Con Franco Venturella, provveditore di Vicenza, è stato analizzato il tema della “Scuola che perde”. Ma quali sono i punti deboli del nostro sistema di istruzione? Per Venturella, “la scuola perde quando non la sentiamo inserita nel nostro progetto di vita, quando non educa al rispetto degli altri e delle istituzioni, quando si chiude nel nozionismo, ritenendo la cultura qualcosa di effimero”. Quando la scuola non riesce ad appassionare i giovani, i risultati si vedono. Così a Speranzina Ferraro, della Direzione generale per lo studente del Miur (ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), è toccato offrire qualche dato sull’abbandono e sulla dispersione scolastica. Innanzitutto, ha precisato Ferraro, “in Italia il concetto di dispersione scolastica racchiude diversi fenomeni”, mentre “l’abbandono scolastico fa riferimento a tutte le forme di abbandono dell’istruzione e della formazione prima del completamento dell’istruzione secondaria superiore o dei circuiti di formazione professionale”. Ferraro ha ricordato che “nel giugno 2002 il Consiglio Ue ha adottato la strategia ‘Europa 2020’. Uno dei 5 grandi obiettivi è la riduzione, entro il 2020, del tasso di abbandono scolastico nell’Ue a meno del 10%”. In questo tempo “ci sono stati progressi, mentre in Europa il tasso medio è del 14%, in Italia è del 19,2%. Il numero in termini assoluti di giovani di età compresa tra i 14 e i 18 anni che abbandonano la scuola è di circa 190–200 mila”. La maglia nera per il numero di studenti che nell’anno scolastico 2006/2007 hanno abbandonato gli studi va alla Campania: “Sono più di 7.000 studenti. Subito dopo segue la Sicilia con 6.000 abbandoni, poi la Puglia, seguita da Lombardia e Sardegna”. Un momento centrale della seconda giornata è stato il confronto dei partecipanti con Marco Rossi Doria, sottosegretario al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.


I risultati dei laboratori.  Nell’ultima giornata dei lavori è stata presentata la sintesi dei lavori dei laboratori, centrati su tre temi: cultura della valutazione, orientamento e scuole aperte. Per quanto riguarda il primo, spiega al Sir Elena Poser, segretaria nazionale del Msac, “talvolta un brutto voto o una valutazione data con leggerezza possono cambiare la vita degli studenti, tanto da compiere persino atti sconsiderati”. In realtà, “la valutazione dovrebbe analizzare le conoscenze, le competenze ma anche prendere in considerazione il punto di partenza e il punto di arrivo di ogni studente”. Inoltre, occorrerebbe “dare maggior peso ai crediti formativi e imporre una scala di valutazione da 1 a 10 per poter far sì che scattino realmente gli scaglioni per l’acquisizione dei crediti”. Ci dovrebbe essere, poi, “un’esplicitazione dei criteri sulla base dei quali si è valutati”. Rispetto al tema dell’orientamento, sono stati sottolineati alcuni aspetti: in entrata, la necessità di “un percorso di diversi incontri suddivisi in fasi”, “l’aiutare i ragazzi a far discernimento, “l’accompagnamento in itinere, nei primi anni di superiori”; in uscita, “incontri-testimonianze con studenti e lavoratori”, “esperienze concrete”, “informazione a 360°” per una scelta consapevole. Infine, il laboratorio sulle scuole aperte, ha messo in evidenza che questo tipo di progetto “per i genitori deve servire a sensibilizzare per incoraggiare sempre i propri figli” e “per gli studenti farli sentire cittadini responsabili e coltivare i propri sogni”. Tra le proposte concrete emerse, ci sono “attività per educazione alla cittadinanza, educazione alla conoscenza del territorio, valorizzazione delle strutture e degli strumenti delle scuole”, “punti d’incontro tra genitori e docenti per creare confronto e formare una vera comunità scolastica”.


Esperienze sul territorio. Sempre domenica 22 aprile c’è stata la presentazione dei maestri di strada e del consorzio “Agrorinasce”. “Con loro – racconta Poser – abbiamo fatto conoscenza con realtà che ogni giorno si occupano di lotta alla dispersione scolastica e alla legalità nelle scuole. Ai nostri ospiti abbiamo provato a chiedere gli ingredienti di una ricetta per la realizzazione di progetti che possano davvero permettere al territorio e alle scuole di crescere”. Fra le altre cose, continua la segretaria nazionale del Msac, “ci hanno detto che sicuramente è essenziale fare un’analisi oggettiva del territorio dove si abita e dove si vuole operare, dopo di che è utile mettere in rete diversi soggetti (associazioni, enti locali...) che possano lavorare insieme. Hanno, però, anche evidenziato come un limite rilevante per lo sviluppo di tali progetti sia, soprattutto oggi, il reperimento di fondi e risorse perché questi progetti possano essere realmente realizzati oltre alla visibilità che a questi viene attribuita”.


Articolo del 23 Aprile 2012




 


 

 
SIR |14.04.2012
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Proponiamo la visione di una iniziativa formativa interessante...


 


Un progetto pilota per l’inclusione dei bambini disabili nel sistema scolastico libanese. Finanziato dal ministero degli Affari esteri, vuole migliorare le capacità di inclusione dei bambini disabili nelle scuole del Libano, aumentandone il rendimento generale e favorendo una maggiore capacità di integrazione sociale. Le aree di intervento saranno la Regione del Nord, il Distretto di Beirut e la Regione del Sud. Sarà l’ong italiana Gvc, in accordo con le istituzioni scolastiche, ad occuparsi della preparazione tecnica (capacity building) dei soggetti che si rapportano con i bambini disabili attraverso la formazione di formatori, all’inizio, e la formazione professionale, in una seconda fase. Il percorso prevede la elaborazione di una figura professionale altamente qualificata, l’educatore speciale, fulcro dell’inserimento del bambino disabile. Le scuole interessate dagli interventi saranno fornite di equipaggiamenti e materiali didattici e specialistici d’avanguardia, con l’acquisto di attrezzature specifiche per ipovedenti, in particolare di 3 software Supernova e di 6 tastiere Perkins Braille; saranno inoltre acquistati computer e diversi materiali didattici. Sono inoltre previste opere murarie, ove necessario, per l’abbattimento delle barriere architettoniche esistenti. Ad usufruire dell’intervento 6 scuole pubbliche primarie.


 

 Novità  
editore |14.03.2012
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Si tratta del titolo di un dossier inviatoci dall'Associazione Genitori Scuole cattoliche (AGeSC) che mette a confronto i dati di spesa per statale e paritaria tra il 2006 e il 2011.


Il dossier evidenzia i costi della sistema scolastico statale e paritario.


Paragonando le cifre della scuola paritaria con quelle della statale, in media per ogni alunno del sistema paritario risulta un risparmio per lo Stato di circa 6 mila Euro (Euro 5.974); per l’infanzia e la primaria il risparmio per alunno può essere calcolato in Euro 5.741, mentre per la secondaria sale a Euro 6.828. Inoltre, suddividendo la spesa statale per allievo di scuola paritaria sui quattro livelli scolastici, così da poterli confrontare con il 2006, la situazione nel 2009 appare essere la seguente: scuola dell’infanzia Euro 549 per studente (Euro -35 rispetto al 2006), scuola primaria Euro 814 (Euro -52), scuola secondaria di I grado Euro 94 (Euro -12), di II grado Euro 44 (Euro -7). Usando gli stessi criteri di suddivisione dei fi nanziamenti alle paritarie anche per il 2011, questa risulta la spesa dello Stato per ogni studente: nella scuola dell’infanzia Euro 511 (Euro -38 rispetto al 2009), nella primaria Euro 763 (Euro -51), nella secondaria di I grado Euro 89 (Euro -5) e in quella di II grado Euro 44.


Da qui la richiesta dell'AGESC di un adeguamento dei fondi per il sistema scolastico paritario «da realizzarsi gradualmente nel giro di tre anni - 200 milioni di euro in più all’anno - usando un mix di strumenti che comprenda da una parte le convenzioni attualmente in atto e dall’altra una detrazione fiscale alle famiglie, in attesa di poter adottare strumenti più equi ed adeguati all’interno delle norme generali per l’istruzione». A chiederlo, “in attesa che anche l’Italia adotti gli standard europei” di finanziamento alla scuola paritaria.


SCARICA IL DOSSIER

editore |23.11.2011
dio

 


SCUOLA PRIMARIA - CLASSE SECONDA


UNITÀ DI APPRENDIMENTO N° 1 :
NELLA BIBBIA DIO È CREATORE E PADRE

 


 


FASE IDEATIVA





DEFINIRE LA DOMANDA:




1. Individuazione dell’Area di Esperienza e della domanda educativa

Si sceglie l’area della relazione intesa come dimensione fondamentale per la crescita del bambino. Inoltre, in questa fase il bambino s’interroga su come sia nato il mondo e su chi abbia dato la vita a tutte le creature e su chi le sostenga nel corso del tempo. Basta poco per stimolare la sua curiosità e far emergere domande riguardo all’esistenza e al mondo, alla vita e all’uomo.


 


2.  Indicazione del motivo educativo conduttore



Il processo di apprendimento si svilupperà privilegiando in particolar modo il senso di fiducia. Nelle relazioni quotidiane del bambino sono presenti il padre e/o la madre che si curano di lui, delle sue necessità ogni giorno, lo seguono da vicino e da lontano, gli infondono costantemente fiducia, sono pronti ad incoraggiarlo, a stimolarne un’autonomia sempre maggiore e a mostrargli una nuova possibilità dopo un conflitto o un evento sfavorevole.



3. Definizione delle fasi e dei passaggi del processo di apprendimento


Sono state individuate le seguenti fasi di svolgimento del processo di apprendimento per il raggiungimento della dimensione religiosa a partire dall’esperienza della relazione di fiducia nell’ambito familiare:


-          in famiglia il bambino sperimenta la dedizione del papà o della mamma, il tempo che loro dedicano per curare i diversi aspetti della vita della famiglia, l’attenzione verso le necessità non solo materiali dei diversi componenti, l’interesse nei confronti del suo desiderio di crescere, di imparare e di essere guidato all’autonomia (il progetto di una vacanza, di un viaggio o di una giornata insieme), il senso di sicurezza  di protezione e di fiducia, la certezza di un consiglio sicuro e di un’altra opportunità, in caso di conflitto o evento negativo;


-          Si allargano gli orizzonti, il bambino osserva il mondo, niente è casuale, qualcuno lo ha creato e lo sostiene nel tempo, avverte la presenza di un architetto invisibile, di qualcuno che ha a cuore anche la sua vita, che da sempre lo ha pensato, creato e che gli è e sarà sempre vicino, anche nelle difficoltà o quando si sentirà solo, a cui può affidarsi con fiducia piena;


-          individuazione nei racconti della creazione la presenza del trascendente che crea, guida, pianifica ha a cuore la vita delle creature;


-          individuazione in alcuni racconti e brani della Bibbia la presenza di un Dio che è Creatore del mondo e della vita, ma soprattutto è Padre e che quindi risponde alle attese di fiducia piena che appartengono al profondo di ogni persona.


 


4. Confronto orientativo con i documenti normativi della progettazione.

 




Dalle Indicazioni per il Curricolo


La promozione e lo sviluppo di ogni persona.


Elaborare il senso dell’esperienza.


Sviluppo delle capacità necessarie per imparare a leggere le proprie emozioni e a gestirle.


Coesistere, condividere ed essere disponibili a cooperare.


Riflettere sulla dimensione religiosa dell’esistenza umana.


 


Dal P.O.F.:


Da ricavare dai documenti della scuola di appartenenza.


 


Dalle Indicazioni per il curricolo di Religione Cattolica


“L’insegnamento della religione cattolica fa sì che gli alunni riflettano e si interrogano sul senso della loro esperienza per elaborare ed esprimere un progetto di vita, che si integri nel mondo reale in modo dinamico, armonico ed evolutivo … ”;


“… il confronto esplicito con la dimensione religiosa dell’esperienza umana svolge un ruolo insostituibile per la piena formazione della persona …”.





Dai Traguardi per lo sviluppo delle competenze di Religione Cattolica


-          L’alunno riflette su Dio Creatore e Padre.


-          L’alunno riconosce che la Bibbia è il libro sacro per cristiani ed ebrei e documento fondamentale della nostra cultura, sapendola distinguere da altre tipologie di testi, tra cui quelli di altre religioni; identifica le caratteristiche essenziali di un brano biblico, sa farsi accompagnare nell’analisi delle pagine a lui più accessibili, per collegarle alla propria esperienza.


 



Ambito tematico


Dio e l’uomo, con i principali riferimenti storici e dottrinali del cristianesimo.


La Bibbia e le fonti, per offrire una base documentale alla conoscenza.


 



Dagli Obiettivi di apprendimento  al termine della classe terza di Religione Cattolica


Dio e l’uomo


· Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore e Padre e che fin dalle origini ha voluto stabilire un’alleanza con l’uomo.


La Bibbia e le altre fonti


· Ascoltare, leggere e saper riferire circa alcune pagine bibliche fondamentali, tra cui i racconti della


della creazione,


 


Sono possibili connessioni con le altre discipline della’Area Linguistico - Artistico - Espressiva



  1. 1. Italiano.


-          Leggere testi cogliendo l’argomento centrale, le informazioni essenziali, le intenzioni comunicative.


-          Interagire nello scambio comunicativo in modo adeguato alla situazione, rispettando le regole stabilite.



  1. 2. Arte e Immagine


-          Esprimere sensazioni, emozioni, pensieri in produzioni di vario tipo, utilizzando materiali e tecniche adeguate e integrando diversi linguaggi.



  1. 3. Musica


-          Usare la voce, gli strumenti, gli oggetti sonori per produrre, riprodurre, creare e improvvisare fatti sonori ed eventi musicali di vario genere.


 


5. Definizione dell’obiettivo formativo



Muovendo da una riflessione sull’esperienza personale del senso di fiducia in famiglia, il bambino:


scopre l’importanza della fiducia per la propria crescita e apertura al mondo che lo circonda;


si interroga sulla presenza di qualcuno che ha a cuore il mondo e la vita di ogni persona, anche la sua in modo autentico;


intuisce in alcuni racconti mitici l’idea di un dio creatore del mondo e dell’uomo;


si accosta ai racconti biblici della creazione per scoprire che Dio è Creatore e Padre.


 


 


 


FASE DI APPLICAZIONE



COSTRUIRE LA RISPOSTA




1.      INDIVIDUARE IL COMPITO autentico di apprendimento



Con il contributo di ciascuno, si allestisce una mostra di classe con sei poster che dimostrino il percorso compiuto a livello personale e di gruppo. Possono contenere riflessioni, disegni, fotografie, immagini, idee …:


-          IDEE SU DIO …(le idee all’inizio dell’unità)


-          NELLA MIA VITA HO SCOPERTO CHE …


-          OCCHI APERTI SUL MONDO …


-          RACCONTI ANTICHI PER DIRE CHE …


-          NELLA BIBBIA: DIO è CREATORE E PADRE!


-          ORA PER NOI DIO … (come sono cambiate le nostre idee dopo il percorso)





  1. 2. STABILIRE LE MODALITà DI ESECUZIONE DEL COMPITO AUTENTICO UNITARIO


I poster vanno realizzati nei diversi momenti dell’unità, in modo da poter prevedere un momento finale di confronto sul percorso e verificare se la fruizione delle fonti, il confronto di gruppo e le diverse esperienze hanno modificato le idee di partenza.


 



  1. 3. INDICARE LE ATTIVITÁ PREVISTE


 


Suggeriamo le seguenti esperienze ed attività per sviluppare le diverse fasi del processo di apprendimento.


¨      In famiglia il bambino sperimenta la fiducia, infatti ci sono persone  che hanno tempo per lui, predispongono gli aspetti più importanti della sua vita, per ascoltarlo, per parlare …


Suggeriamo alcuni testi, tra i quali scegliere, che :


-          possono essere spunti per la riflessione di gruppo, per far emergere vissuti ed esperienze;


-          si prestano ad essere illustrati;


-          lasciano spazio a attività di rielaborazione personale e collettiva (ne suggeriamo alcune di volta in volta).


 


Felicità


Felicità è farsi le coccole


e star bene insieme anche con niente.


È un posto dove starcene in pace


a dirci quello che ci piace.


È sederci vicini in un posto caldo e colorato


a goderci tranquilli


un racconto incantato.


Felicità è che ci vogliamo bene,


è tutte le cose che facciamo insieme.


G. Andreae, V. Cabban, Felicità è …, La Margherita


 


-          cartellone di gruppo: PER ME FELICITà è…


-          acrostici con la parola FELICITà


 



Mamma


Mamma,


i miei capelli


che si sciolgono sulle tue ginocchia


sono mille e mille fili di seta


che tu mi hai donato.


Pic Sing


 


Io e la mamma


Io con la mamma sto moltissimo bene: mi fa sentire un gattino felicissimo.


Le do un dolore quando la faccio arrabbiare, ma poi facciamo la pace perché è lei che mi perdona sempre. Lei mi dà gioia e felicità. La mamma mi chiama “topolino” e io la chiamo “regina”.


Matteo Mussi


 


I papà sono bravi a …


I papà possono insegnarti ad andare in bicicletta, possono fare un pupazzo di neve con te, e preparare una torta per il tuo compleanno.


I papà possono aiutarti a lavorare in giardino, possono portarti in spalla quando sei stanco e curarti quando sei malato.


I papà possono guardare il tramonto con te, cucire il bottone del tuo orsacchiotto e consolarti quando sei triste. I papà posso mascherarsi ad Halloween, aiutarti a fare il bagno al cane e giocare con te al parco. I papà possono leggerti una storia della buonanotte, rimboccarti le coperte e darti il bacio prima della nanna.


Ma, più di tutto i papà possono darti tanto, tantissimo amore. E le mamme? Le mamme possono fare le stesse cose.


L. Numeroff, I papà sono bravi a …, Fabbri


 


-          Racconto e/o disegno un momento o un’esperienza della mia vita di ogni giorno con papà e/o mamma che ritengo molto importante.


 


Tu cosa faresti?


C’era una volta un piccolo tucano curioso.


Un giorno chiese alla mamma.


- E se fossi una nuvola, tu cosa faresti?


- Sarei il vento – rispose la mamma – per poterti spettinare.


- E se fossi un serpente?


- Sarei il ramo con cui puoi giocare.


- E se fossi una cascata?


- Sarei la pietra che ti fa cantare.


- E se fossi un albero, tu cosa saresti?


- Sarei la pioggia che grande ti fa diventare.


- E se fossi un frutto?


- Sarei il sole che ti fa maturare.


- E se fossi la pantera nera?


- Sarei la notte per poterti abbracciare.


- E se fossi la mamma tucano?


- Sarei il tuo piccolo che ha tanto sonno e vuol farsi coccolare.


S. Colloredo, P. La Porta, Solo per amore, CARTHUSIA


 


-          Intervista alla mamma e/o al papà con: SE IO FOSSI…TU COSA SARESTI/FARESTI?



Concludiamo questa prima fase con una sintesi:


è bello, perché nella mia vita ci sono persone che pensano a me, ho fiducia in loro,


perché mi ascoltano, mi capiscono e mi aiutano a crescere.


 


¨      Si allarga lo sguardo sul mondo, il bambino scopre che niente è casuale (l’alternanza delle stagioni, dei momenti della giornata, la bellezza e i frutti della natura …), c’è qualcuno che come un architetto invisibile ha messo ordine e sostiene ogni creatura, ogni persona, come un padre o una madre.


Suggeriamo di esplorare direttamente le bellezze della natura, in qualsiasi stagione dell’anno, con un’osservazione del giardino della scuola o con una passeggiata, magari scattando delle fotografie da commentare in classe per rivivere l’esperienza.


Presentiamo alcuni brani, tra i quali scegliere i più idonei al periodo di svolgimento dell’unità e/o agli interessi dei bambini, che possono essere illustrati, rielaborati, drammatizzati o semplicemente spunto per una riflessione insieme, utilizzando le domande che li accompagnano.


 



Finestre sul mondo


Apro i miei occhi, finestre sul mondo:


lo guardo bene. Non sembra tondo …


Fiumi, pianure, monti in salita,


la giravolta è presto finita.


Apro le orecchie, lo sento parlare:


soffio di vento, canto di mare.


Provo a toccarlo: che meraviglia!


Ruvido tronco, liscia conchiglia.


Voglio scoprirlo da cima a fondo.


È così bello questo mio mondo!


Tratto da I favolosi quattro, Giunti Scuola, classe seconda, pag. 45


 


- Anche per voi è bello il mondo? Perché? Che cosa vi piace osservare, ascoltare o toccare? Che cosa vorreste scoprire o vedere?


- Cerchiamo immagini belle del mondo e realizziamo un collage dal titolo: è COSì BELLO QUESTO NOSTRO MONDO!


 



Le magie del sole

Di notte tutto è nero:


il cielo, i giardini i prati,


il mare che urla e piange


i boschi profumati.


Ma appena il gallo canta


Il sole torna fuori


A dipingere il mondo


con i suoi mille colori.


G. Rodari

 


-          Com’è il cielo di notte? E durante il giorno?


-          Quali sono i colori della notte e del giorno?


-          Cosa accade quando spunta il sole?


-          Ti piace la notte/ il giorno? Perché? Ti fa paura la notte? Quando?


 


L’ombra del cielo

Il cielo tramonta


il cielo tiene un po’


della sua luce


e si fa l’abito di tanti colori.


La terra diventa scura


e il mare prende l’ombra del cielo


e la sprofonda pian piano.


Io mi sento sola

ma penso al sole


che domani verrà.


M. Lodi


 


-          Che cosa succede quando il sole tramonta?


-          Quali sono i colori dell’abito che il cielo indossa al tramonto?


-          Ti ricordi di aver visto un tramonto molto bello? Quando? Cosa hai provato?


 


Un albero per amico



Il tronco è il tuo corpo;


i rami braccia sempre aperte


che a cullare i nidi sono esperte.


Le radici son piedi …


ma tu non cammini,


gli amici li hai sempre vicini:


i passeri, le nuvole, il vento


e me che ti guardo contento.


M. Mortillaro



-          A cosa assomiglia un albero? Cosa fanno le sue “braccia”?


-          Hai mai visto un nido nascosto fra i rami?


-          Chi sono gli amici dell’albero? Tu pensi di essere amico degli alberi?


 


Sotto le stelle

Era una notte buia, senza luna e tutto era nero intorno a me. Ad un tratto mi parve di sentire un brusio sul fienile e alzai lo sguardo. Vidi un cielo così fitto di stelle come non l’avevo mai visto. Uno spettacolo: c’erano stelline tanto piccoline che parevano granellini di sabbia, altre invece grandi e luminose. E in mezzo al cielo si vedeva una nuvola chiara e sfumata, che non era una nuvola, ma polvere di stelle. Erano tantissime! Provai a contarle: una, due, tre, quattro, dieci … Ma ben presto diventò impossibile; i miei occhi si smarrivano.


M. Lodi


 


-          Anche a voi è capitata un’esperienza simile? Quando? Che cosa avete provato?


-          È possibile contare le stelle? Secondo voi qualcuno c’è riuscito?


 



Il concerto del prato


Vi è capitato di prestare attenzione ai suoni della natura? Quando in un pomeriggio di primavera o d’estate ascoltate il canto degli insetti in un prato, lo sapete che state ascoltando una vera musica? I grilli, le cicale suonano bellissime melodie che solo loro sanno capire. I grilli sembrano violinisti che muovono l’archetto sulle corde del violino. Le cicale, invece, sono tamburine: il loro pancino risuona come un tamburo mentre fanno il loro verso. E questi versi si mescolano agli altri mille suoni che formano il concerto del prato.


Da Panda G, Mondadori


-          Con materiale naturale o riciclato e la voce, proviamo a fare un concerto del prato.


 


Il cielo

Il cielo mi piace così tanto, con la luna, le stelle e tutto il resto. Però mi piacerebbe di più se potessi cambiarlo ogni tanto a modo mio. Una sera, per esempio, vorrei tre lune, non una sola: una luna rotonda, una luna quadrata, una luna triangolare.


Un’altra sera mi piacerebbe disporre le stelle secondo disegni che preparerei io stesso. Disegnerei con tante stelle il mio nome, poi il nome del mio bambino, poi il nome della sua mamma. Metterei una stella ferma in mezzo al cielo, ordinerei a tutte le altre di farle attorno il girotondo. Tutti guarderebbero in su, sarebbe uno spettacolo molto più bello dei fuochi artificiali. Mi piacerebbe anche vedere un corteo di stelle: centomila stelle in fila, e davanti a tutte la luna, come una bandiera bianca.


G. Rodari, Fiabe lunghe un sorriso, E. Riuniti



Spostiamo l’attenzione sulla dimensione religiosa con alcune domande: che senso ha il nostro mondo con tutte le sue meraviglie? Perché esistono il mare, il cielo, gli animali, le piante e tutto quanto il mondo contiene? Chi ha iniziato tutto questo e chi lo sostiene ogni giorno, pensando ad ogni creatura, anche la più piccola e a ciascuno di noi?




¨      Individuazione nei racconti della creazione la presenza del trascendente che crea guida, pianifica a cuore la vita delle creature.


Ci sono moltissimi racconti a riguardo, naturalmente i bambini non dispongono ancora degli strumenti per una comprensione completa e adeguata dei miti, soffermiamoci quindi sugli aspetti che mettono in luce la presenza e l’azione del trascendente che crea e ha a cuore le sue creature.


Qui ne riportiamo un paio.


 



Un racconto antichissimo


«In un tempo lontanissimo, il mondo era immerso completamente nel silenzio. Non c’erano monti, prati o qualsiasi essere vivente, solo un cielo infinito e buio e un mare immenso e silenzioso. Esistevano solo Gucumatz e Hurakan. Gucumatz era il dio costruttore, avvolto nel manto di piume azzurre e Hurakan.


Gucumatz e Hurakan decisero di incontrarsi e di dare inizio alla vita e alla luce.


– Terra! – dissero gli dei e subito si formarono le colline, le pianure e i monti rivestiti di boschi, spuntarono i fiori a dipingere di colori i prati e fu stabilito il tempo del giorno e della notte.


Dopo aver pensato un po’, gli dei dissero: - Rompiamo il silenzio che riempie la Terra e diamo vita a creature viventi, che ci lodino e ci ringrazino per tutto ciò che abbiamo creato! -.


Così apparvero animali d’ogni specie, bestie grandi e piccole, che popolarono il mare, la terra e il cielo. Gli dei comandarono loro: - Fate sentire le vostri voci e date lode a chi vi ha dato la vita e tutto ciò che vi circonda!-.Ogni animale, quindi, iniziò ad esprimersi e a lodare gli dei, secondo le sue capacità, chi ruggendo o ululando, chi fischiettando o gracidando e la Terra si riempì d’ogni genere di suono. Gli dei erano davvero felici di ciò che avevano fatto, la Terra era piena di vita, di luce e di voci, ma nessun animale era capace di ringraziarli dal profondo del cuore.


Gucumatz e Hurakan, quindi, decisero di donare la vita ad un essere capace di obbedire, di lodare, e di aver cura delle meraviglie della natura e crearono l’uomo. In principio presero della creta, ma erano uomini troppo fragili e non pensavano, perciò gli dei afferrarono i pupazzi di fango, li gettarono in mare e questi si sciolsero subito.


Allora presero del legno, lo intagliarono e fecero degli uomini, ma non avevano cuore e intelligenza e ben presto si dimenticarono degli dei che li avevano creati. Quindi gli dei fecero scatenare delle piogge così forti che gli uomini di legno furono sommersi.


Gucumatz e Hurakan, però, non volevano rinunciare alla loro idea, così presero un po’ di mais e lo mescolarono con una pozione magica, creando quattro uomini maschi, belli, intelligenti e che sapevano parlare. I loro occhi erano straordinari, come quelli degli dei sapevano vedere e capire ogni cosa. Gli dei erano un po’ preoccupati, perché avevano paura che gli uomini diventassero come loro, allora soffiarono tante nuvole, che circondarono la Terra e resero più confusa la vista degli uomini, ma non li lasciarono soli e crearono quattro bellissime donne.


Da quel momento gli uomini iniziarono a popolare la Terra».





Così raccontano gli indiani Yakima


Agli inizi del mondo c’era solo acqua. Il Grande Capo Lassù viveva nel cielo tutto solo. Quando decise di creare il mondo, scese in luoghi dove l’acqua era poco profonda e cominciò a raccogliere grandi manciate di fango che divennero terra. Fece un mucchio di fango altissimo che, per il gelo, divenne duro, dando origine alle montagne.


Quando cadde la pioggia, questa si trasformò in ghiaccio e neve. Il Grande Capo Lassù fece crescere sulla terra alberi, radici e bacche. Con una palla di fango creò un uomo e gli disse di prendere i pesci nell’acqua, i daini e gli animali nelle foreste.


Quando l’uomo divenne malinconico, Grande Capo Lassù creò una donna, affinché fosse la sua compagna, e le insegnò a preparare le pelli, a lavorare cortecce e radici e a fare cesti.


Miti  e leggende degli Indiani del Nord America, Demetra



 


¨      Individuazione nei brani della Bibbia la presenza di un Dio che è Creatore del mondo e della vita, ma soprattutto è Padre e che quindi risponde alle attese di fiducia che sperimenta nel suo vissuto quotidiano.


Leggiamo insieme ai nostri alunni alcuni brani tratti dai primi due capitoli della Genesi: i racconti della Creazione, aiutandoci con immagini, fotografie o una presentazione in Power Point.


Guidiamo i bambini a scoprire alcuni punti importanti, che mettono in luce gli aspetti specifici delle narrazioni bibliche e quindi della prospettiva cristiana: Dio è Creatore e Padre.



  • Dio crea, con la sua parola e con le sue azioni, ogni cosa da nulla, mettendo ordine dove prima c’era il caos; crea il tempo e lo spazio e tutti gli esseri viventi;

  • Dio crea l’uomo e la donna a sua immagine e somiglianza, dandogli la facoltà di agire sul mondo in modo responsabile e libero;

  • Dio è felice per tutto ciò che ha creato, specialmente per l’uomo;

  • sin dalla Creazione, Dio desidera stringere un patto d’amicizia con Adamo, si impegna a condurre l’uomo a una vita di comunione con lui, chiedendo in cambio obbedienza e fedeltà, ma lo lascia libero di scegliere;

  • l’uomo non rispetta da subito questo patto, ma Dio non si stanca mai di perdonarlo e ricominciare ogni volta.


 


 


Possiamo arricchire la nostra proposta con altri brani biblici e non, che esprimono lode e ringraziamento per i doni quotidiani e le meraviglie della natura, la fiducia in Dio e il riconoscimento della Sua grandezza e della sua presenza nella vita, come un genitore per il proprio figlio.


Ne indichiamo alcuni tra i quali l’insegnante può operare delle scelte.


 



Salmi adattati per i bambini





Salmo 131


Padre buono,


il mio cuore non diventa orgoglioso,


non cerco di fare cose più grandi di me.


Fa’ che io sia felice con te.


Come un bambino in braccio alla sua mamma,


fa’ che io sia sereno e innocente come lui.





Salmo 139


Signore, tu mi guardi sempre,


mi segui in tutto ciò che faccio


e vedi persino i miei pensieri.


Signore, tu sai dove sto andando


e che cosa dirò ancora prima


che io inizia parlare.


Talvolta è come se sentissi una mano,


la tua mano appoggiata alla testa:


così mi guidi come fa un papà.





Dal Salmo 131


Tu solo sei grande.


Tu solo fai meraviglie.


Tu solo sei Dio.


 



Dal Salmo 66


Venite, guardate le meraviglie di Dio,


opere stupende che meravigliano l’uomo.


Salmi per piccoli cuori, Elledici


 


Il più bel nome di Dio


Questa storia accadde nei tempi antichi. Allora gli uomini conoscevano una sola parola per indicare Dio: DIO,appunto.


«E non c’è un altro nome?» domandarono alcuni. Allora gli uomini cominciarono a riflettere. Stabilirono di ritrovarsi dopo una settimana. Ciascuno doveva dire il nome che aveva trovato Avrebbero, poi, scelto il più bello e lo avrebbero dato a Dio.


Ed eccoli riuniti dopo una settimana. Il primo portò un recipiente di terracotta dentro il quale ardeva un fuoco. Disse:«SOLE, questo è il nome di Dio. Egli ci dona la luce e il calore, vince il buio e il freddo della notte».


Avanzò il secondo, anche lui portava un vaso di terracotta con dentro dell’acqua. «ACQUA: questo deve essere il vero nome di Dio. Dall’acqua, infatti, viene la vita».


Il terzo si chinò verso il suolo, raccolse con la mano una manciata di terra e la sciò scorrere tra le dita. Disse:«Così dobbiamo chiamare Dio,TERRA. Essa ci nutre e ci sostiene, è la nostra casa».


Il quarto portò un velo soffice e leggero. Lo gettò per aria e subito il vento lo gonfiò e lo portò in alto. Egli disse:«Questo per me è il vero nome di Dio, ARIA. L’aria spinge le vele delle navi e noi viviamo d’aria, essa ci permette di respirare».


Tra questi c’era anche un quinto uomo. Era zitto, non diceva una sola parola, teneva in braccio un bambino e lo cullava teneramente. «E tu?» chiesero allora, «quale nome hai trovato per Dio?».


L’uomo rimaneva in silenzio, cullava il suo bambino. Tutti erano in silenzio e lo guardavano attenti. All’improvviso uno di loro esclamò:«Adesso ho capito! Il nome più bello che possiamo dare a Dio è PADRE!».


«è davvero così» dissero tutti insieme,«Dio è nostro Padre. Egli è il Padre di tutti.»


Tratto da Raccontami una storia, Ella Di Ci, 1989


 



  1. 4. precisare: tempi, modalità, metodi, mezzi, strumenti scelti per le attività


 


Stabilire i tempi

Primo o secondo quadrimestre, almeno 10 ore.


 


Modalità, metodi, mezzi, strumenti

IN SINTESI


-          Esperienze di riflessione e di confronto.


-          Rievocazione di vissuti.


-          Lettura di immagini.


-          Lettura e lavoro di ricerca, di analisi di racconti, filastrocche, preghiere.


-          Attività di sintesi e di condivisione di gruppo.


-          Rielaborazione personale e di gruppo con cartelloni, disegni, attività di attualizzazione.


 


Metodologia
-          Lavoro di analisi e ricerca di gruppo e personale, confronto e discussione di gruppo e altri indicati nel percorso, rielaborazione.

 


 


 


 


FASE DI VALUTAZIONE

 




VERIFICA, VALUTAZIONE E


CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZA ACQUISITA





  1. 1. Stabilire il “compito autentico di verifica”


  1. 1. Per verificare se gli alunni hanno scoperto nella propria esperienza di vita la presenza di persone che pensano a lui ogni giorno e a cui può rivolgersi con fiducia.


Nell’album sottostante disegna le persone nelle quali hai fiducia e una situazione in cui hai scoperto in famiglia la presenza di persone hanno pensato a te in modo speciale. Racconta con le tue parole.


 


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  1. 2. Per verificare se l’alunno ha compreso che, da sempre, Dio è presente nella vita dell’uomo come Creatore e Padre.


Leggi con attenzione il racconto.


Ogni mattino un arabo, che attraversava il deserto con un esploratore francese, si fermava per pregare Dio. Un giorno il francese gli disse:: «PERCHÉ OGNI GIORNO FAI QUESTO? DIO NON ESISTE, TU NON L'HAI MAI VISTO E MAI TOCCATO». L’arabo non rispose.


Poco dopo il francese vide delle belle orme di cammello ed esclamò: «GUARDA, DI QUI É PASSATO UN CAMMELLO!».


E l’arabo: «COME FAI A DIRLO? IL CAMMELLO NON L'HAI VISTO, NÉ TOCCATO».


Il francese rispose: «SI VEDONO LE ORME!».


Allora l’arabo, puntando il dito verso il sole: «ECCO LE ORME DEL CREATORE: DIO C'È».


Adattato da P. Pellegrino, Sorsate. 365 gocce di luce per ogni mattina dell’anno, Elledici


E se tu osservi il mondo e le persone che ti circondano, dove vedi i segni della presenza di Dio? Traccia quattro impronte delle tue mani, disegna all’interno e poi racconta con una breve frase.






  1. 3. precisare le modalità di verifica


Verifica individuale.


 



  1. 4. definire i criteri e la scala di valutazione


 







Aspetto della prova da valutare




Descrittori di livello


A                                                   B                                                       C


INIZIALE                                    MEDIO                                        ELEVATO






Le presenza di persone  e situazioni nell’esperienza personale dell’alunno




Non sono state disegnate persone importanti e/o una situazione significativa.




È stata disegnata una situazione significativa, ma la spiegazione non è coerente.




Sono state disegnate persone importanti e una situazione significativa. La spiegazione è coerente.






I segni della presenza nel mondo di Dio Creatore e Padre




È stato disegnato e spiegato un solo un segno significativo della presenza di Dio Creatore e Padre.




Sono stati disegnati e spiegati due o tre segni significativi della presenza di Dio Creatore e Padre.




Sono stati disegnati e spiegati quattro segni significativi della presenza di Dio Creatore e Padre.








 



  1. 5. individuare modalità di certificazione della competenza acquisita.


Si può ipotizzare il seguente modello di certificazione:


 






LIVELLO    COMPETENZA   RAGGIUNTO






SI CERTIFICA CHE L’ALUNNO


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PIENO




MEDIO




INIZIALE


 






Ha scoperto la presenza nei suoi vissuti quotidiani di persone che hanno a cuore la sua vita, si occupano di lui e in cui ha fiducia.















Ha sperimentato che nel mondo e nella natura che lo circonda niente è casuale, che c’è un ordine che rimanda alla presenza di un creatore che ha a cuore le sue creature.















Ha intuito nei racconti antichi della creazione appartenenti a varie tradizioni culturali la presenza del trascendente come creatore del mondo e della vita.















Ha colto, nei racconti biblici della Creazione, che Dio non è solo Creatore, ma anche Padre di ogni persona.
















 



  1. 6. confronto con i documenti normativi


In questa fase, l’insegnante verifica la conformità del percorso con gli obiettivi indicati nella FASE 1 per quanto riguarda:


-          i riferimenti al P.O.F. d’Istituto di appartenenza;


-          gli obiettivi di apprendimento di Religione Cattolica contenuti nelle Indicazioni per il Curricolo;


-          gli obiettivi delle altre aree disciplinari coinvolte.



 


 


 


 


 


 


 


 

 
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11-13 luglio Brescia

 

CONVEGNO DI AGGIORNAMENTO E SEMINARIO DI STUDIO IRC 2017

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