FORUM «IRC»
 
editore |11.05.2012
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In occasione del 140º dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice e cogliendo l'opportunità dell’anteprima del film scritto e prodotto da Sr. Caterina Cangià, «Maìn. La casa della felicità», l'Istituto di Teologia spiritualedella Facoltà di Teologia dell’UPS, in  collaborazione con Sr. Anita Deleidi, docente del corso su Maria Domenica Mazzarello, oggi si è tenuto un incontro di studio sul rapporto tra la Santa e Don Bosco in vista dell'educazione delle giovani.


Il simposio, dal titolo “Maria Domenica Mazzarello e Giovanni Bosco: un incontro, un carisma condiviso" è stato strutturato in due parti. Nella prima, Sr. Anita Deleidi è stata messa in evidenza «la relazione di reciprocità per l'educazione delle giovani tra Maria Domenica Mazzarello e Giovanni Bosco» e Sr. Grazia Loparcomostrerà «l’influsso del modello religioso donboschiano sull’Istituto delle FMA». Nella seconda parte, Sr. Caterina Cangià ha presentato il nuovo film su Maria Domenica Mazzarello, Confondatrice dell’Istituto FMA e ne mostrerà il promo e alcuni stralci. L’incontro si colloca nel cammino di preparazione al Bicentenario della nascita di Don Bosco (2015) e in prossimità della festa di madre Mazzarello (13 maggio).


Maria Domenica Mazzarello è nata a Mornese (Alessandria) il 9 maggio 1837 da una famiglia di con-tadini, prima di sette figli. A quindici anni si offrì a Dio con voto di verginità. Poco dopo entrò nell’associazione delle Figlie di Maria Immacolata, impegnandosi più a fondo in servizi di apostolato e di carità. L'incontro con Don Bosco, invitato a Mornese da don Pestarino (1864), segnò per lei una tappa de-cisiva. Il Santo, che andava maturando un progetto apostolico per le ragazze, rimase colpito dalla spiritua-lità delle Figlie dell’Immacolata e intravide in Maria Domenica colei che Dio aveva scelto per estendere l’opera di salvezza della gioventù. Nell’incontro tra i due santi – cha non si erano mai visti precedente-mente – si verificò una straordinaria vicinanza di azione e spirito, di ideali e stile educativo. Dalla loro collaborazione nacque l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice e prese avvio una via di santificazione improntata su un forte realismo e una sapiente concretezza di vita. Il 5 agosto 1872 Maria Domenica fece, con altre quindici ragazze, la prima professione religiosa. Nello stesso anno venne eletta superiora, ruolo nel quale rivelò insospettati talenti di madre e animatrice.


Si spense all’età di 44 anni (14 maggio 1881) nella Casa madre di Nizza Monferrato (Asti). Fucanonizzata da Pio XII il 24 giugno 1951. Alla sua morte l’Istituto, che aveva solo 9 anni di storia, era diffuso in quattro nazioni (Italia, Francia, Uruguay, Argentina), con 26 case e 200 consorelle. Oggi, a 140 anni della Fondazione, l’Istituto è diffuso in tutti i continenti e conta circa 17.000 membri.

editore |02.05.2012
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L’Istituto di Catechetica dell’UPS promuove per il prossimo sabato 5 maggio 2012, un Seminario di studio dal titolo: Contributo dalla tradizione pedagogica del mondo catechetico salesiano al Documento condiviso per la catechesi in Italia della CEDAC, come apporto alla riflessione in questo importante passaggio storico.


La Commissione Episcopale per la Dottrina, Annuncio e Catechesi (CEDAC) ha promosso nello scorso 28-30 novembre il seminario di studio: In ascolto per il discernimento, in vista di un “documento condiviso” che “aggiorni” il Documento Base (DB).


Le relazioni presentate e le successive sintesi elaborate dai tre relatori principali sono attualmente oggetto di studio dei membri della commissione episcopale. A più riprese, la CEDAC ha comunicato la sua volontà di mettersi “in ascolto” dei contributi che, a diverso titolo, le si vorranno far pervenire. Tra questi occupano un posto privilegiato i Convegni catechistici regionali che, a partire dall’aprile prossimo, impegneranno i vari Uffici Catechistici Diocesani.


L’obiettivo è quello di elaborare delle riflessioni da offrire alla CEDAC come contributo “salesiano” al «Documento condiviso» per la catechesi in Italia, mettendo in comune idee ed esperienze, a partire dalla sensibilità pedagogica, patrimonio comune del mondo salesiano.


Tra i temi di riflessione da riprendere ne risaltano tre:


La catechesi in Italia nell’orizzonte della nuova evangelizzazione (Luca Bressan);


Spunti per riorientare la catechesi: contenuti, linguaggi, strumenti e percorsi (Enzo Biemmi);


Catechisti: pluralità di figure, rinnovamento e formazione (Ubaldo Montisci).


Il Seminario ha come interlocutori privilegiati i catecheti della Famiglia Salesiana, SDB e FMA; ma anche coloro che operano a livello di coordinamento della pratica pastorale o sono responsabili dell’editoria.


Si ritiene utile convocare anche i docenti che collaborano nella proposta formativa dell’Istituto di Catechetica e dell’Auxilium e invitare al confronto i responsabili della catechesi a livello nazionale.


La giornata prevede l’apertura alle ore 9.00 con il saluto del Rettore prof. Carlo Nanni e del decano FSE prof. Francesco Casella, e l’introduzione di Guido Benzi, direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale.


E prevede tre momenti moderati dai professori José Luis Moral, Cettina  Cacciato, e Carmelo Sciuto.

 
editore |09.12.2011
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Intervista con don Valerio Bocci


Oggi don Bosco sarebbe su Facebook
A don Bosco non sono mai mancati i colpi di genio. Se vivesse oggi, la prima cosa che farebbe, probabilmente, sarebbe quella di crearsi un profilo su Facebook per raggiungere i ragazzi poveri culturalmente, umanamente e spiritualmente di questo tempo. E di ispirazioni sante non sono mancate ai suoi successori, in particolar modo a don Pietro Ricaldone (1870-1951), chiamato "l'uomo delle grandi realizzazioni". Dopo aver creato l'Ufficio catechistico centrale salesiano nel 1939 durante la seconda Guerra Mondiale, don Ricaldone lancia una sfida coraggiosa: nel 1941 fonda la Libreria della Dottrina Cristiana (Elledici), producendo sussidi didattici, testi e filmine, organizzando Giornate del catechismo e fortunati convegni a supporto della catechesi italiana.  E in occasione della festa dell'Immacolata - l'8 dicembre fu la data di nascita dell'editrice - il rettore maggiore dei salesiani, don Pascual Chávez, ha inviato un saluto al direttore generale di oggi, don Valerio Bocci, ricordando il prezioso servizio svolto dall'editrice "per la formazione dei catechisti, particolarmente d'Italia e non solo, e per il consolidamento della fede dei giovani". Da quell'8 dicembre, commenta don Bocci, la Elledici "ha sempre mantenuto fede allo spirito di don Bosco. Fiumi di inchiostro versati in settant'anni anni per rendere l'unica e vera Parola del Signore sempre attuale e giovane al servizio della comunità cristiana".




Dopo settant'anni, quali sono le sfide che un'editrice cattolica è chiamata ad affrontare?


Sono diverse e impegnative, dalle ideologiche alle economiche. La più urgente sembra oggi quella legata al diritto di cittadinanza nei luoghi e nei non-luoghi virtuali in cui si fa educazione o si genera cultura, soprattutto giovanile. In una stagione di pluralismo conclamato, un'editrice che si connota con i valori cristiani fatica a conquistare il diritto di parola. Il pericolo è di venire emarginata, o calcolata come una voce tra le tante, senza un vero peso specifico. Ma può piazzarsi bene se sa proporre coraggiosamente e professionalmente il suo messaggio, secondo il principio della duplice "fedeltà a Dio e all'uomo", annunciata profeticamente negli anni Settanta dal Documento di Base per la Catechesi.

Qual è il contributo che l'editrice deve continuare a offrire per il bene della catechesi?

Rimanendo se stessa, vivendo e reinventando creativamente ciò che è iscritto nel suo Dna: la passione educativa che fu di don Bosco e che ha sempre declinato, con fantasia e competenza, nei progetti catechistici per tutte le età, a supporto dell'impegnativo servizio degli insegnanti di religione e dei catechisti.

Quali sono stati e continueranno a essere gli strumenti privilegiati adottati dall'editrice per veicolare la buona notizia del Vangelo?

È impossibile riassumere in poche battute anche solo i titoli che hanno fatto la storia dei primi settant'anni di un'editrice che spazia dall'educazione alla fede, dai sussidi catechistici a quelli liturgici, biblici, musicali (la diffusissima raccolta di canti de La Casa del Padre), del tempo libero, fino alle riviste e ai prodotti multimediali.

La Elledici e l'Italia: una storia nella storia. Cosa deve il Paese all'editrice di don Bosco?

L'editrice ha iniziato a pubblicare nel 1941 durante la guerra: l'obiettivo era di alimentare quei valori umani e cristiani che le bombe rischiavano di far sparire per sempre. Anno dopo anno è cresciuto un feeling particolare con le nuove generazioni che avevano bisogno di credere nuovamente nel futuro. Pensando a questi giovani sono stati lanciati i primi prodotti multimediali per la scuola e il catechismo: le storiche, per non dire famose, Filmine Don Bosco alle quali la mostra dei centocinquant'anni dell'Unità d'Italia di Torino ha riservato uno spazio commemorativo. Il successo editoriale di queste strisce accompagnate da un commento sonorizzato è stato bissato quasi subito dalla prima rivista audiovisiva in Italia, "Diagroup", e con l'avvento di capolavori come Gesù di Nazareth di Zeffirelli, Gli Atti degli Apostoli di Rossellini e Mosè di De Bosio prodotti dalla Rai e diffusi in home video dalla Elledici.

In cosa si è poi distinta, la Elledici, oltre al settore multimediale?

Sicuramente per i libri di religione: Progetto Uomo, per esempio, il testo che, dopo La scoperta del Regno, ha formato generazioni di ragazzi. Poi per le diverse edizioni della Bibbia, a cominciare dall'originalissima TOB fino a La Parola del Signore, traduzione interconfessionale della Bibbia in lingua corrente, un autentico bestseller che ha superato abbondantemente le due milioni di copie vendute. L'altro settore del catalogo importante è dato dalle dieci riviste che spaziano dalla catechesi alla musica, in particolare Dossier Catechista che rappresenta tutt'oggi un caso editoriale con i suoi ottantamila catechisti abbonati, in compagnia delle testate giovanili Dimensioni Nuove e Mondo Erre.

Come riesce, la Elledici, a mantenersi sempre giovane anche a settant'anni?

Il segreto ce lo svela don Bosco: vivendo con e per i giovani! Da loro ci arrivano tanti stimoli per non restare indietro, per continuare a comunicare con i lettori prestando attenzione alle sensibilità del momento. Anche per questa ragione, la Elledici è sbarcata on line prima con un sito web, poi su facebook, presentando quotidianamente le sue offerte formative a ragazzi, giovani ed educatori che navigano alla ricerca di materiali e risposte non scontate. E, anteprima assoluta nel campo editoriale, la sinergia con Animagiovane, una cooperativa specializzata nella formazione degli animatori dei centri giovanili, oratori, gruppi che vogliono operare con competenza sul territorio.


di Antonio Carriero


(©L'Osservatore Romano 8 dicembre 2011)

editore |04.12.2011
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Storia

Raccogliendo le esperienze e le riflessioni di una lunga tradizione nel campo dell'impegno pastorale ed educativo salesiano e con la consapevolezza della crescente complessità della situazione giovanile e culturale, il Centro Salesiano Pastorale Giovanile (CSPG) nasce nel 1966 e si costituisce come comunità a Torino (1973) con il compito di conoscere meglio la condizione giovanile in rapida evoluzione, raccogliere e coordinare le migliori riflessioni ed esperienze salesiane, suscitare e orientare l'azione educativa degli ambienti salesiani.


Il suo campo di competenza e di intervento sono prevalentemente i "settori formativi" in ogni ambiente dove vivono i giovani: catechesi e liturgia, formazione spirituale-morale e formazione sociale, associazioni e movimenti giovanili, orientamento vocazionale, cultura e tempo libero.


Gli strumenti operativi sono essenzialmente la rivista Note di pastorale giovanile (1967), notiziari di collegamento e di sussidiazione interni alla Congregazione Salesiana, la rivista per giovani Dimensioni (nata nel 1962) e per preadolescenti Ragazzi Duemila (Mondo Erre dal 1975).


Per potenziare l'azione del Centro e favorire i contatti con il Dicastero centrale di pastorale giovanile dei Salesiani, l'Università Salesiana UPS e altri organismi di animazione salesiani ed ecclesiali, nel 1983 il CSPG si trasferisce a Roma, e con esso la rivista Note di pastorale giovanile.


Nel 1987 entra a far parte di una comunità che accoglie altri servizi di animazione della Congregazione Salesiana, comunità che nel 1993 diventa sede del Centro Nazionale Opere Salesiane (CNOS), con il compito statutario di animazione pastorale e coordinamento di tutte le opere salesiane operanti sul territorio con intendimento educativo. 
All'interno di essa il CSPG conferma la sua principale attività di studio e di proposta educativa e pastorale per la Congregazione e la Chiesa in Italia, mentre si apre a nuove attenzioni e collaborazioni: il "Sud" d'Italia, l'Ufficio di pastorale giovanile della CEI e gli incaricati diocesani di PG, numerose diocesi e congregazioni nella loro rinnovata attenzione ai giovani.


Il CSPG si è reso presente nel mercato editoriale (quasi esclusivamente attraverso l'Editrice Elledici) con numerose collane per gli operatori pastorali e per i giovani stessi. Ricordiamo in particolare la serie "Animazione dei gruppi giovanili" e "Preghiere per i ragazzi e i giovani". Particolarmente significativa, per il grande successo editoriale ottenuto, la pubblicazione dei "Quaderni dell'animatore", che ha segnato nel campo ecclesiale e laico la ripresa di interesse per la formazione degli animatori. 
Il CSPG si è fatto inoltre promotore di ricerche sociologiche che hanno riportato alla cura degli educatori "un'età negata" (i preadolescenti), ed ha collaborato a una ricerca dell'Università Salesiana sull'esperienza religiosa dei giovani.


Lungo gli anni '90 editorialmente si è impegnato nella riedizione (totalmente rinnovata) dei "Quaderni dell'animatore", nell'arricchimento delle collane "Meditazioni per educatori" e "Meditazioni per adolescenti e giovani", nel completamento della collana "Teologia per giovani animatori" con la collana "Parlare di Dio" e nella pubblicazione di materiali pratici per i vari itinerari di educazione alla fede.
Nei primi anni del nuovo Millennio la famosa collana "quadrotta" sulla formazione degli animatori è stata sostituita da una nuova collana (sempre pubblicata dall Elledici) "Pastorale giovanile e animazione": un progetto in 10 volumi che costituisce un vero e proprio corso (di base e di approfondimento) per la formazione di questa figura ecclesiale dell'animatore che sempre più acquista nella chiesa e nelle istituzioni educative rilevanza e legittimità.


http://www.cnos.org/

 Giovani»PG Salesiana    Novità»Eventi    
editore |30.11.2011
oratorio


Si terrà da mercoledì 30 novembre a giovedì 1 dicembre a Firenze, presso il Convitto della Calza (piazza della Calza), il secondo incontro nazionale dei direttori diocesani per la pastorale del turismo, sport e tempo libero. «Questa proposta giunge a distanza di due anni dal nostro primo incontro nazionale – spiega don Mario Lusek, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport -. Nel 2009 c’eravamo posti l’obiettivo di un rinnovato protagonismo dei nostri settori nella vita ordinaria delle nostre Chiese particolari. Ora, con il documento “Educare alla vita buona del Vangelo” i nostri vescovi hanno indicato gli obiettivi della Chiesa italiana per il prossimo decennio e la parola che c’impegna non è nuova nella prassi della Chiesa: educare. Ecco allora che insieme vorremmo ripensare le nostre pastorali chiedendoci cosa cambia quando, “sul serio”, in questi nostri mondi, scende in campo l’educazione ed individuare percorsi di “vita buona” secondo il Vangelo in questi ambiti della vita dell’uomo». Mercoledì 30 novembre i lavori saranno aperti, alle ore 15.00, da una celebrazione a cura di don Pietro Sabatini, direttore dell’Ufficio diocesano di Firenze. Seguiranno gli interventi di mons. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, e di don Mario Lusek, che lascerà poi la parola a mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della CEI, per la relazione “Educare alla vita buona del Vangelo nel turismo, sport e tempo libero”. Alle ore 16.30 è in programma la relazione di Stefano Martelli, ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Bologna, prima di una presentazione dell’Incontro Mondiale delle Famiglie (Milano 2012). Alle ore 18.30 mons. Betori presiederà una celebrazione eucaristica, mentre dopo cena sarà proposto dal diacono Alessandro Bicchi un itinerario di arte e fede nel centro storico di Firenze.

Giovedì mattina Giovanni Gazzaneo, responsabile della rivista “Luoghi del’Infinito”, modererà un confronto sul tema «Turismo religioso e Pellegrinaggi: strategie educative, collaborazioni, “reti sociali”, intese, servizi, presenze associate». Parteciperanno al dibattito Simone Longhi, segretario dell’Osservatorio giuridico-legislativo CEM dell’Università di Macerata, Maria Pia Bertolucci, presidente nazionale del Centro turistico giovanile, don Pietro Sabatini, don Domenico Poeta, presidente dell’Associazione “Ad Limina Petri” ed Alessandro Cardinali, Presidente dell’associazione “Cammini d’Europa”.

Alle ore 11.00 interverrà poi Daniele Pasquini, incaricato regionale del Lazio per la pastorale del tempo libero, turismo e sport sul tema «Uno sport per l’uomo aperto all’Assoluto: ripensare lo sport e una nuova generazione di luoghi educativi».

Ultimi due interventi in programma quelli di Vittorio Sozzi, responsabile del Servizio nazionale per il progetto culturale («Educare al tempo libero: un problema culturale») e quello di mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli - Treia e pesidente della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali della CEI («Abitare il tempo libero: quali alleanze educative»).


 

Omelia di chiusura del Sinodo

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