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editore |23.04.2012
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Il 29 Aprile in occasione della 49ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, la meditazione del Papa riflette sulla scelta vocazionale come risposta all'amore di Dio.


Dio è amore ed è l'origine ultima di ogni forma di amore.


La scoperta personale di questa realtà ha il potere di trasformare la vita di ognuno nel profondo.


Così l'amore di Dio "traspare" attraverso le persone che rispondono con fedeltà alla Sua chiamata.


Su questo terreno oblativo nascono e crescono tutte le vocazioni, nutrendosi con la Parola, la preghiera e l'Eucarestia.


Scarica il : messaggio del Papa

 Novità  
Missio |24.03.2012
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Oggi si celebra la XX Giornata di Preghiera e Digiuno per i Missionari Martiri.
Lo slogan di quest'anno è "Amando Fino alla Fine".


Don Gianni Cesena, direttore di Missio, organismo pastorale della Cei, ci spiega il perchè della scelta di questo tema e la portata di questa giornata non solo per la chiesa italiana, ma per molte diocesi che la celebrano nei cinque continenti.


«Testimoni di Dio: con questo messaggio Missio declina quest’anno, a partire dalla scorsa Giornata Missionaria Mondiale, i percorsi di formazione, preghiera, animazione missionaria. A sua volta Missio Giovani, che organizza ogni anno la Giornata di preghiera e digiuno a ricordo dei missionari e delle missionarie martiri, ripropone il tema del testimone, forte del fatto che i due termini – testimone e martire – sono la traduzione uno dell’altro.
“Amando fino alla fine” non vuole essere un lieto fine forzato che cancella la durezza della violenza o la tragedia di una vita spezzata drammaticamente, ma semplicemente dipinge gli ultimi istanti di coloro che, sull’esempio del Maestro, donano la vita, perdonando i loro carnefici.
Ecco perché ogni martirio, dai tempi di Stefano in poi, va riletto sulla filigrana del martirio di Gesù, testimone e rivelatore di un













Dio Padre che ama e perdona. Gesù ci svela il dolore del Padre, che non è un vago sentimento di dispiacere per il peccato dei figli o di compassione per le loro sofferenze, ma è il suo modo di essere misericordioso e fedele. Sulla Croce Gesù riafferma che il disegno del Padre è l’unità della famiglia umana, che sperimenta la condivisione e vive la riconciliazione come unico gesto capace di generare pace e giustizia e di radunare attorno a sé tutti i popoli. Ecco perché i missionari vengono perseguitati e uccisi, perché portatori di un Vangelo che continua, oggi e da sempre, a capovolgere le logiche umane fondate sull’egoismo e sull’ingiustizia.
Approfittiamo di questo tempo per rivedere la nostra testimonianza alla luce dell’esempio che i martiri ci donano, siano essi noti o conosciuti, connazionali o “locali”. Rivediamo i loro volti, riascoltiamo le loro parole, rileggiamo i loro scritti: il dono della vita è il sigillo della loro testimonianza e rivelazione del Dio che ama.»


elenco-dei-missionari-uccisi-2011


riflessione-tematica della giornata

 Novità  
editore |20.03.2012
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I leader di tutte le religioni, presenti nel nostro Paese, si sono ritrovati ieri a Palazzo Chigi per trovare insieme una via italiana all’integrazione.


L'incontro è stato promosso dal ministro alla Cooperazione internazionale e all’Integrazione, Andrea Riccardi, che in collaborazione con il ministero dell’Interno, rappresentato dal ministro Annamaria Cancellieri, ha indetto una Conferenza permanente “Religioni, cultura e integrazione”.


“Ci unisce – ha detto il ministro Riccardi – la preoccupazione per un passaggio delicato della società italiana: l’integrazione”. In questo senso, “le comunità religiose e i loro responsabili posso essere mediatori per l’integrazione virtuosa nella società italiana”.


Riproponiamo qui l'intervista a Gino Battaglia realizzata dal SIR:


Quali le finalità e le novità dell’incontro di ieri?
“È stato un incontro dei responsabili delle diverse comunità religiose in Italia. Comunità che ovviamente non sono omologabili tra loro, data la disparità di questi mondi religiosi, per cui si andava dal vescovo della Chiesa ortodossa romena al presidente dell’Unione buddista italiana. E poi erano presenti alcuni rappresentanti del mondo accademico coinvolti a vario titolo in questo tipo di problematiche. La finalità dell’iniziativa, credo sia quella di esaminare alcuni grandi dossier che riguardano l’integrazione, e di affrontarli da un punto di vista anche religioso. Si è parlato, per esempio, della scuola, delle intese, dei luoghi di culto, della formazione e dell’ingresso dei ministri di culto, ecc. C’è stato poi un momento di riflessione comune in cui i diversi esponenti religiosi hanno espresso le loro problematiche e le loro attese. L’intenzione, dunque, è quella di esaminare, di volta in volta, alcuni argomenti sensibili e importanti che possono avere una rilevanza per l’integrazione di queste comunità nel nostro Paese. Non è stata stabilita un’agenda, però c’è la prospettiva di ulteriori incontri”.


Ma che cosa ci si attende dai leader religiosi?
“Mi sembra che lo sfondo sia la ricerca di un modello d’integrazione italiano. C’è la preoccupazione di arrivare a delineare una via d’integrazione italiana, considerando che quello dell’immigrazione e dell’immigrazione di cittadini di altra religione, oltre che di altra nazionalità, sia un fatto relativamente recente per il nostro Paese, che necessita di una riflessione che chiami in causa anche i responsabili religiosi di queste comunità. Mi sembra poi che l’aspetto positivo è l’aver individuato nei leader religiosi dei possibili mediatori d’integrazione. I leader religiosi possono fare qualcosa a questo livello perché hanno un pulpito e hanno un seguito e perché, in fondo, l’appartenenza religiosa è un aspetto importante dell’identità di chi è immigrato, che anzi può essere addirittura riscoperto nell’esperienza della migrazione”.


La riunione a Palazzo Chigi è coincisa con il giorno in cui a Tolosa un uomo ha sparato davanti ad una scuola ebraica ammazzando 4 persone, di cui 3 bambini. È un monito per i leader religiosi?
“L’attentato di Tolosa è stato ricordato durante la riunione. Si tratta di un gesto antireligioso perché non ci può essere nessuna religione che accetta o che ammette l’uso della violenza per dare la morte ad altri. Certo, occorrerà attendere di capire la reale matrice che sta sotto all’attentato di Tolosa. Sembra che ci sia una motivazione neonazista. Rimane comune il problema di purificare, disintossicare il clima, perché certi discorsi circolano e, alla fine, una certa predicazione del disprezzo o dell’intolleranza può anche ispirare gesti folli”.

 Novità  
editore |25.02.2012
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«Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (Eb10,24)




Quest'anno il Santo Padre parte dalla Lettera agli Ebrei che ci invita a meditare sulle tre virtù teologali: fede, speranza e carità, soffermandosi in particolare sul senso della carità cristiana ai giorni nostri.

Il suo messaggio vuole essere un invito a far tesoro del periodo quaresimale in modo tale che diventi momento propizio per ognuno di noi di accostarsi alla Parola di Dio e rinnovare il proprio cammino di fede.

 


Operare la carità vuol dire sentirsi responsabili del fratello che ci sta accanto, anche del suo bene spirituale: "Penso qui all’atteggiamento di quei cristiani che, per rispetto umano o per semplice comodità, si adeguano alla mentalità comune, piuttosto che mettere in guardia i propri fratelli dai modi di pensare e di agire che contraddicono la verità e non seguono la via del bene (...) Oggi Dio ci chiede di essere «custodi» dei nostri fratelli (cfr Gen 4,9), di instaurare relazioni caratterizzate da premura reciproca, da attenzione al bene dell'altro e a tutto il suo bene" ...


Ci invita inoltre a riscoprire il dono della reciprocità: "L'attenzione agli altri nella reciprocità è anche riconoscere il bene che il Signore compie in essi e ringraziare con loro per i prodigi di grazia che il Dio buono e onnipotente continua a operare nei suoi figli. Quando un cristiano scorge nell'altro l'azione dello Spirito Santo, non può che gioirne e dare gloria al Padre celeste (cfr Mt 5,16)" ...


Ci esorta infine a stimolarci a vicenda nell'opere della carità per camminare insieme verso la santità: "Tutti abbiamo ricevuto ricchezze spirituali o materiali utili per il compimento del piano divino, per il bene della Chiesa e per la salvezza personale (cfr Lc 12,21b; 1 Tm 6,18). In tale prospettiva dinamica di crescita si situa la nostra esortazione a stimolarci reciprocamente per giungere alla pienezza dell'amore e delle buone opere.


 


Ecco la versione integrale del Messaggio di Quaresima




Commento al messaggio di Quaresima di Marina Corradi


 

 
editore |08.02.2012
gesù nostro

Progetto culturale che il card. Camillo Ruini, presidente del Comitato Cei per il progetto culturale, ha definito l’evento internazionale che si svolge a Roma dal 9 all’11 febbraio.


Dire che Gesù è nostro contemporaneo – ha spiegato il card. Ruini ai giornalisti – non significa semplicemente rivendicarne l’attualità, ma dire molto di più, e cioè che Gesù è nostro contemporaneo proprio nella sua vicenda storica unica e irripetibile; non, quindi, semplicemente nel ricordo, o nel tentativo di modellare la nostra vita sulla sua, ma nella sua realtà. Questa è la posizione della fede, ed è su questo che vogliamo misurarci”.


L’obiettivo è quello di “riproporre tutto ciò su un piano culturale, che mostri che la fede non sia un salto nel vuoto: certo, c’è una componente di scelta libera, ma la fede è una scelta plausibile e ragionevole”.


Due le scelte di fondo del convegno: puntare sulla “figura storica” di Gesù, che “ha acquistato spessore e completezza”, come dimostra “la svolta nella ricerca storica su Gesù” che si è registrata negli ultimi dieci anni, ed evidenziare “l’attualità di Gesù, che emerge da una storia efficiente, che ha effetti e tuttora agisce, che da Lui è arrivata fino a noi, nella paradossale forma della Croce e della Resurrezione”. “Anche la storia dei discepoli di Gesù è una storia di Croce e Resurrezione”, ha fatto notare il cardinale: “Basti pensare al martirio, che accompagna la vicenda dei discepoli di Gesù e che anche oggi non è così raro”. Senza contare la “contiguità” con Gesù che “hanno molti uomini e molte donne”, come dimostrano molte biografie.


Il card. Ruini si è anche soffermato sul legame tra il primo evento internazionale organizzato dal Comitato Cei per il progetto culturale – “Dio oggi: con lui o senza di lui cambia tutto”, del 2009 – e quello che si svolgerà tra qualche giorno: “Il Dio in cui crediamo o non crediamo, in Italia ma anche in gran parte del mondo, è il Dio di Gesù Cristo, che ci è stato presentato da Gesù Cristo, con le sue parole e la sua vita. Se Gesù è importante per tanta gente, è perché la gente è convinta che abbia un rapporto speciale, unico con Dio. Gesù e Dio sono inseparabili, non solo per la fede ma anche per la cultura”.


Il primo a prendere la parola sarà il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI. Dopo di lui, i cardinali Scola e Ravasi, i vescovi Sanna e Fisichella, studiosi quali Berger e Marion, Sequeri e Lutz.


In programma ci sono anche alcune testimonianze, a partire da quella del cardinale Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong.


All’iniziativa è collegata anche una mostra fotografica di Monika Bulaj (Auditorium della Conciliazione, dal 7 all’11 febbraio, ore 10-19), la presentazione di un cortometraggio inedito di Liliana Cavani e un dibattito sulla fede e l’arte contemporanea, a partire da un’opera dell’artista italo-argentino Raul Gabriel. Gesù e le donne; Gesù e i poveri; i giovani e Gesù sono invece i titoli di alcune delle tavole rotonde, animate da figure di spicco del mondo della cultura e della comunicazione.


Per prendere parte alle diverse sessioni dell’evento, ricco di dibattiti pubblici e momenti in contemporanea, ci si può iscrivere sul sito www.progettoculturale.it, da cui sarà possibile seguire in diretta il convegno in streaming, così come sul sito www.tv2000.it


Programma


Da: SIR Servizio informazione religiosa


APERTURA CONVEGNO: DISCORSO DEL CARD BAGNASCO: DEL 9/02/12  FEDE E CULTURA L'incontro che salva


DISCORSO DEL TEOLOGO TEDESCO  KLAUS BERGER: FEDE E CULTURA Gesù rende visibile Dio


INTERVISTE del 10/02/12


Proponiamo l'intervista a Jean-Luc Marion, fra i più autorevoli pensatori viventi su come il messaggio cristiano continua a stimolare ed irradiare, in modi anche imprevedibili, la filosofia contemporanea. Già docente presso prestigiose università europee e statunitensi, accademico di Francia, dei Lincei e membro del Pontificio Consiglio della Cultura, Marion parteciperà OGGI al grande convegno romano «Gesù nostro contemporaneo», intervenendo proprio su «La potenza e la gloria del sacrificio» (ore 15, Auditorium Conciliazione).


intervista

 

Omelia di chiusura del Sinodo

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