FORUM «IRC»
 
 
Vademecum per la preparazione al Giubileo dei Catechisti del 25 settembre 2016 |20.11.2015
Copertina
L’Ufficio Catechistico Nazionale della CEI, insieme con il corrispondente organismo francese, vuole proporre questo sintetico dossier per accompagnare i catechisti nella riscoperta del significato della Misericordia e perché possano viverla sempre più nella loro azione pastorale parrocchiale e diocesana.
Il dossier è diviso in tre parti: la prima, richiamandosi al Magistero e alla tradizione della Chiesa, riprende gli aspetti teologici fondamentali della Misericordia cercando di collocarli in un orizzonte catechistico pastorale. La seconda offre alcune semplici domande per animare nelle parrocchie e nell’équipe diocesana percorsi di approfondimento e di primo annuncio. Nella terza parte si offrono alcuni suggerimenti per preparasi al giubileo dei catechisti a livello regionale e diocesano.

 

 Novità  
"vi trasmettiamo quello che abbiamo ricevuto" |07.07.2015
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Il 14 giugno, in piazza San Pietro, si è tenuto il Convegno ecclesiale diocesano sul tema “Vi trasmettiamo quello che abbiamo ricevuto - Noi genitori testimoni della bellezza della vita”. E sono stati proprio loro, i genitori, i protagonisti dell’incontro di preghiera e riflessione con Papa Francesco in programma dalle 18. 


«I dieci temi scelti per gli altrettanti laboratori - spiega monsignor Andrea Lonardo - rappresentano “punti di vista” per sottolineare che «l’iniziazione cristiana è un momento favorevole per l’educazione dei bambini e dei ragazzi e per il riavvicinamento delle famiglie alla Chiesa". "Basti pensare - aggiunge il direttore dell’Ufficio catechistico diocesano che dirige anche il Servizio diocesano per il catecumenato - che ogni anno tra i 10 e i 15 genitori, papà o mamme, iniziano un percorso di preparazione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana perché vedono il battesimo dei propri figli; infatti anche l’esperienza del figlio influenza il genitore".


Quel che è certo è che i genitori sono, in certo senso, “obbligati” a ridomandarsi tutto sulla vita per il fatto stesso di trasmettere la vita. "E cosa vale la pena trasmettere? Lo si deciderà a partire da ciò che si è ricevuto". Di qui la scelta della frase della prima lettera di Paolo ai Corinti, "Vi trasmettiamo quello che abbiamo ricevuto”, come prima parte del tema del Convegno diocesano di quest’anno.


"Tutti i sacerdoti - afferma ancora Lonardo - avvertono che il coinvolgimento dei genitori nel cammino dell’iniziazione cristiana e il loro impegno nell’educazione della fede dei figli è un nodo decisivo. Occorre rafforzare il loro legame con la parrocchia ma è anche importante rilanciare un’alleanza tra parrocchia, famiglia e scuola. Infatti la sensazione diffusa - conclude il sacerdote - è che i genitori siano in attesa di una proposta, a differenza di quello che comunemente si pensa".


Riportiamo gli interventi nei link sottostanti:


Convegno diocesano 2015: il discorso di papa Francesco ai genitori dell’Iniziazione cristiana

«Ricordatevi di quello che ha detto quel bambino: “Oggi ho visto papà e mamma baciarsi!”. Che bello!… Il Signore vi ha scelti per amarvi e trasmettere la vita. Queste due cose sono la vocazione dei genitori… Non vi dimenticate mai che i vostri figli vi guardano sempre… la differenza tra uomo e donna è la “prima” e la fondamentale differenza, costitutiva dell’essere umano… ricordo anche una coppia che dovevano a sera “ri-catechizzare” i bambini per quello che riportavano da alcuni professori della scuola. Queste colonizzazioni ideologiche, che fanno tanto male… la nostra città ha bisogno di rinascere moralmente e spiritualmente».


Discorso di papa Francesco all’apertura del Convegno ecclesiale della Diocesi di Roma


Convegno diocesano 2015. La relazione di don Andrea Lonardo

A questo link La responsabilità dei genitori, testimoni della bellezza della vita. Relazione di d. Andrea Lonardo, al Convegno diocesano 2015


Convegno diocesano 2015. La relazione della dott.ssa Manna

A questo link la relazione I genitori e la trasmissione della fede ai figli a Roma. Presentazione del rapporto del Censis al Convegno diocesano 2015 da parte di Elisa Manna


Convegno diocesano 2015: le schede dei 10 laboratori

Strumento di lavoro del Convegno pastorale 2015. Noi genitori testimoni della bellezza della vita. “Vi trasmettiamo quello che abbiamo ricevuto” (cfr. 1 Cor 15,3)


Lettera del Cardinale Vicario per il Convegno diocesano 2015. “Vi trasmettiamo quello che abbiamo ricevuto” (cfr. 1 Cor 15,3). Noi genitori testimoni della bellezza della vita

A questo link sono disponibili:
1/ La Lettera del Cardinale Vicario per il Convegno diocesano 2015. “Vi trasmettiamo quello che abbiamo ricevuto” (cfr. 1 Cor 15,3). Noi genitori testimoni della bellezza della vita
2/ Il programma del Convegno Diocesano 2015
3/ La Scheda per la preparazione dei genitori al Convegno


 
 Novità  
editore |01.07.2015
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E’ on-line (in fase di sistemazione) il nuovo sito con i video per la formazione dei catechisti corredato di testi per l’approfondimemnto e immagini al link .


Collegati: Nuovo sito 

 Novità  
Materiali dall'incontro a Monopoli (BA) 26-29 giugno 2014 |08.09.2014
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La formazione è elemento decisivo nell'evangelizzazione e nella catechesi per cui è prioritario il compito dell'animazione e preparazione dei catechisti. Il Corso, tenutosi a Monopoli, è stato rivolto ai collaboratori degli Uffici Catechistici Diocesani, ai componenti delle équipe regionali e diocesane, agli incaricati della catechesi delle aggregazioni ecclesiali e a quanti hanno responsabilità formativa nei confronti dei catechisti di base. Il suo obiettivo è stato quello di qualificare i partecipanti nella conoscenza delle dimensioni portanti della catechesi italiana attuale, abilitandoli a collaborare nelle équipe diocesane di catechesi e a comunicare quanto appreso ai catechisti.


Ecco i materiali:


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Una formazione che non evolve, che non tiene conto dei mutamenti in corso, ha come conseguenza la preparazione di catechisti abilitati solo per interventi generici e comunque obsoleti rispetto alle attuali necessità. Si avverte il bisogno di percorrere nuove vie ma si fatica a intuire la direzione verso cui muoversi. E’ tuttavia una ponderazione necessaria, perché la scelta del modello formativo non è mai neutra.
In questo contesto si inserisce il presente studio che offre delle riflessioni teoriche e indicazioni operative stimolanti. Un primo elemento significativo è costituito dal ricorso a tutte e tre le dimensioni che animano la catechesi, quella teologica, pedagogica e comunicativa, strettamente intrecciate per dar vita a un quadro teorico capace di sostenere poi l’impianto formativo proposto.
I punti di riferimento interessano quattro orizzonti: antropologico, ecclesiologico, culturale e comunicativo. In particolare, vi si trovano enfatizzati: la visione di uomo fondamentalmente aperto alla Parola Rivelata, costitutivamente relazionale, in tensione permanente verso la maturità; il “noi ecclesiale”, in una comunità ermeneutica che assume il Crocifisso come propria identità; l’urgenza di abitare la modernità in modo ermeneutico, cioè libero ma responsabile; la comunicazione rituale empatica e lo stile del farsi accanto, tipico di micro-comunità empatiche.
Sulla base di questi presupposti, trovano un originale sviluppo i concetti di catechesi come circolarità comunicativo-educativa, esaminato a livello di processo catechistico, di strutturazione dei contenuti e di rapporto tra i soggetti dell’atto catechistico, e diapprendimento trasformativo, caratterizzato dalla centralità dell’educando e della dimensione esperienziale.
Un altro elemento qualificante è dato dall’opzione di pensare la formazione in termini di “competenze”. Questa scelta sottolinea la necessità di andare oltre l’approssimazione con cui ancora frequentemente si risolve la formazione degli operatori pastorali. Alle tre classiche dimensioni della formazione (essere, sapere e saper fare) e a quella ormai acquisita nel mondo della formazione ecclesiale del “saper stare con”, viene aggiunta una quinta “macro-competenza”, quella del “saper stare in”. Quest’ultima competenza, che ruota intorno al concetto di inculturazione, è un primo tentativo coraggioso di attirare l’attenzione su una nuova dimensione della formazione, una intuizione “promettente” seppure bisognosa di ulteriore elaborazione.
Per quanto riguarda le linee generali per una proposta formativa, nelle pagine del libro sono condensate le migliori intuizioni dell’attuale riflessione catechetica sulla formazione. Le scelte di metodo sono quattro: il gruppo di formazione inteso come micro-comunità empatica di pratica; il modello formativo del laboratorio, suggerito nella Nota pastorale del 2006, realizzato però in forma “mitigata”; il “Progetto Personale di Formazione”, con le finalità di monitorare, valutare e orientare l’attività formativa; l’equipe dei formatori, che mette in campo un atteggiamento di cura qualificante e promovente l’autoformazione dei catechisti.
Si è di fronte a un lavoro non “buono” – nel senso di accomodante – ma “provocante”, per le tesi che vi sono sostenute. Il testo si limita a presentare elementi teorici, ma l’Autore da anni sta sperimentando con esisti incoraggianti nella vita concreta della sua Diocesi l’applicazione pratica delle sue riflessioni e intuizioni. Auguriamo che in una prossima pubblicazione possa offrire pure il risultato di questa esperienza positiva, nella consapevolezza che – al di là di tutto – è dai “frutti” che si verifica la qualità dell’albero (Mt 7,16-20).

 
Cattura
Roma - 17-19 Novembre

 
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Riflessione a partire dalla rivoluzione della tenerezza

 

CONVEGNO DI AGGIORNAMENTO E SEMINARIO DI STUDIO IRC 2017

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